Appello al ministro Speranza: «Io malato di cancro, per me non c'è posto in ospedale»

Venerdì 6 Novembre 2020 di Luigi Jovino
La denuncia: «Io malato di cancro, per me non c'è posto in ospedale»

Una difficile operazione da 20 mila euro, in una struttura privata, senza neanche tante pretese, per aver salva la vita. Questa la drammatica ipotesi è stata prospettata a Gianfranco Botti, pensionato di 83 anni di Rocca di Papa, malato di cancro. Le vicissitudini per il pensionato, molto nel paese dei Castelli, per l’impegno sociale e culturale, sono iniziate esattamente quattro anni fa e ora rischiano di precipitare a causa dell’epidemia.

Covid, saltano visite e interventi: ecco le vittime collaterali. Anna: «Niente controlli, il tumore è tornato»

«Dopo una serie di accurati esami - ricorda Gianfranco Botti - i sanitari di Tor Vergata mi hanno diagnosticato nel 2016 un tumore ai polmoni. Sono stato sottoposto ad un’operazione chirurgica molto difficile durante la quale mi è stata asportata una parte dell’organo». Dopo l’operazione è seguito un lungo periodo di terapia effettuato nei reparti specializzati del policlinico nella periferia est di Roma. «Qualche settimana fa - prosegue Gianfranco Botti - sono stati gli stessi sanitari che mi avevano in cura a dirmi che per rimuovere un grumo di sangue è urgente una seconda operazione che però non può essere eseguita a Tor Vergata a causa dell’emergenza per il Coronavirus». È cominciata una ricerca affannosa per trovare una struttura pubblica che accettasse il ricovero del pensionato di Rocca di Papa. «L’unica alternativa - afferma con rammarico il signor Botti - è quella di eseguire l’operazione, prima che ci siano seri problemi per la mia vita, in una struttura privata non di lusso al costo di 20 mila euro».

Appello dei medici a Conte: «Pensiamo a tutti i malati non Covid»

L’anziano a questo punto ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Roberto Speranza, ministro della Salute del Governo Conte, in cui ha raccontato la sua vicenda chiedendosi se debba morire così: «Rimarcando l’urgenza dell’operazione, vorrei sapere se mi manda lei a Tor Vegata, se qualcuno mi paga le spese o se mi si accolla sulla coscienza». Per ora dal ministero non è arrivata alcuna risposta. Il pensionato ha paura di morire per mancanza di cure. Purtroppo nella condizione di Botti, ai Castelli, e in tutto il Paese, si trovano moltissime persone, perchè quasi tutto ormai sembra ruotare attorno al Covid.

«Spero - dice ancora - che alla fine i sanitari che mi hanno avuto in cura non mi abbandonino. Aspetto fiducioso una risposta dal chirurgo di Tor Vergata, che mi ha dato la possibilità di vivere questi ultimi anni della vita». Se non ci sarà risposta Botti, sarà costretto ad operarsi in privato dando fondo ai suoi risparmi. «Se non lo facessi - conclude Botti - sarebbe come sottopormi all’eutanasia».

Covid, alleanza tra medici per «gli altri malati»: nuova task force di oncologi, cardiologi ed ematologi

Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA