La testimone: «Ha seguito Marta per chiederle soldi, lei gli ha risposto "Ho solo il cellulare", poi le coltellate»

Domenica 28 Marzo 2021 di Serena De Salvador
La testimone: «Ha seguito Marta per chiederle soldi, lei gli ha risposto "Ho solo il cellulare", poi le coltellate»

MOGLIANO VENETO (TREVISO) - «Non lo conosceva, lui le ha chiesto i soldi. Le è corso dietro in bicicletta ma se ne è accorta solo quando ormai lo aveva addosso. Lei gli ha detto che aveva solo il cellulare e lui l'ha colpita». La testimonianza di una vicina di casa dei Novello riassume quella che ad oggi è la tesi regina sulla brutale aggressione di lunedì in via Marignana. Con tutte le ambiguità che ancora devono essere chiarite. Dopo l'interrogatorio di venerdì all'aggressore 15enne, domani potrebbe essere un'altra giornata decisiva. Marta sarà dimessa dalla rianimazione, per proseguire le cure in un reparto non intensivo. E già domani gli inquirenti potrebbero sentirla per raccogliere ufficialmente, per la prima volta, la sua versione. Decisivo sarà il bollettino medico, che dirà se la ragazza potrà essere in grado sia fisicamente che psicologicamente di sostenere il colloquio. Se infatti il suo fisico si sta lentamente riprendendo, l'entità delle ferite resta importante e soprattutto affrontare nei dettagli il dramma rappresenterà una dura sfida per la giovane donna. Per questo sia i medici che gli investigatori fino a oggi sono stati perentori nel lasciarle spazi e tempi per metabolizzare l'accaduto.


IL MOVENTE

Il 15enne nel frattempo resta nel carcere minorile di Santa Bona, dove sta affrontando un percorso con educatori e psicologi. Dopo l'udienza di venerdì in cui ha risposto alle domande del giudice, adesso si sta ambientando nel penitenziario e avrà davanti a sé un lungo cammino per prendere coscienza della gravità delle sue azioni. Il riserbo su come stia affrontando questi primi giorni privato della libertà è massimo: «Parliamo di un minore, giovanissimo aveva dichiarato il suo avvocato Matteo Scussat, per ora il carcere è il luogo dove può essere seguito al meglio». All'indomani dell'arresto il ragazzino si era detto dispiaciuto e in ansia per le sorti di Marta, ma in sede di interrogatorio avrebbe riferito che quella ragazza lui la conosceva soltanto di vista e che con lei non avrebbe mai avuto nulla a che fare prima di lunedì scorso. Un'ammissione che lascia intendere che il 15enne uscito di casa senza telefonino e con un coltello in cerca di denaro avrebbe colpito a caso.

 


LE INDAGINI

A suffragare fin dal primo momento l'ipotesi della rapina, sostenuta dai carabinieri e confermata dalla Procura, sarebbero state le prime parole che Marta aveva confidato ai soccorritori prima di svenire. Le aveva poi confermate una vicina di casa, che ha dichiarato di averle sapute dalla madre della 26enne: «Voleva il portafoglio, gli ho detto che avevo solo il cellulare» e poi la pioggia di fendenti. Come da un tentativo di rapina si sia passati alla bestialità di 23 pugnalate su tutto il corpo, lo potrà chiarire solo l'aggressore stesso, spiegando cosa in quel momento lo abbia fatto scattare. Su di lui il suo legale sarebbe anche intenzionato a chiedere una perizia psichiatrica, dal momento che in precedenza non aveva avuto problemi con la giustizia né episodi di aggressività. Le indagini invece si concentrano sugli elementi che lo hanno spinto ad approcciare Marta. Perché il ragazzo aveva bisogno di soldi? Questa è la domanda regina, in funzione della quale si stanno setacciando tutti i contatti avuti dal 15enne nell'ultimo periodo e i carabinieri stanno sentendo diversi testimoni, non escludendo nemmeno un'eventuale istigazione da parte di altre persone. Ipotesi, per il momento. Che però la versione della vittima potrebbe indirizzare con più precisione. Sarà lei infatti a descrivere come e quando il ragazzo l'ha avvicinata. Se, come voleva una voce di paese, l'avesse seguita in bicicletta per diversi metri e se fra i due ci possa essere stato un colloquio più lungo.

 

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Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 11:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA