Sole 24 Ore, perquisizioni Gdf: 10 persone indagate

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Il nucleo speciale di Polizia valutaria della Gdf sta eseguendo 4 decreti di perquisizione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sui conti del gruppo Sole 24 Ore. Inchiesta che al momento vede 10 persone indagate per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita da circa 3 milioni di euro. Al centro dell'indagine una presunta fittizia sottoscrizione di decine di migliaia di abbonamenti digitali. 

Nell'inchiesta sono indagati solo per false comunicazioni sociali, tra gli altri, anche l'ex presidente del gruppo Benito Benedini, l'ex amministratore delegato Donatella Treu e il direttore del quotidiano Roberto Napoletano.

Si parla di «gravi anomalie» nell'andamento «economico della società», di «vendite» di copie digitali «tanto enfatizzate» ma poi accertate come «false» e anche di una parte «significativa di copie» cartacee finita «dritta al macero», nel decreto di perquisizione eseguito oggi nell'ambito dell'inchiesta dei pm di Milano Fabio De Pasquale, coordinatore del pool reati economico-finanziari, e Gaetano Ruta sui conti del gruppo Sole 24 Ore.

Da quanto si è saputo, il Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Gdf, che ha eseguito le attività di indagine
anche nella sede del quotidiano, per quanto riguarda la posizione del direttore Roberto Napoletano, indagato per false comunicazioni sociali, ha effettuato un «invito alla consegna» di materiale, anche informatico, e non un sequestro. Cautela utilizzata perché si tratta di un giornalista. Stando agli atti, attraverso i presunti dati falsi sulle vendite «si è veicolato - scrivono i pm - un messaggio largamente positivo sull'andamento economico» del gruppo che, invece, non era tale.

Dal decreto di perquisizione eseguito stamani dalla Gdf, risulta poi che l'ex direttore dell'area digitale del Sole 24 Ore Giuseppe Stefano Quintarelli, ora deputato nel gruppo misto, l'ex direttore finanziario Massimo Arioli e l'ex direttore dell'area vendite Alberto Biella sarebbero stati «soci occulti» della società inglese Di Source, incaricata di gestire la vendita di copie digitali, e si sarebbero appropriati, ai danni delle casse del gruppo editoriale, di circa «3 milioni di euro» in tre anni, tra il 2013 e il 2015. Oltre ai 3 ex manager, anche il fratello del deputato,
l'imprenditore Giovanni Paolo Quintarelli, il commercialista Stefano Poretti, Filippo Beltramini, direttore di una società controllata da Di Source, e una quarta persona, si sarebbero spartiti, secondo gli inquirenti, la cifra contestata dalla Procura. Nella presunta appropriazione indebita il Sole 24 Ore figura come parte offesa. 

«Confindustria conferma piena fiducia alla magistratura nella sua azione e ribadisce la necessità che venga fatta la più ampia chiarezza sui fatti passati relativi al Sole 24 Ore». È quanto si legge in una nota di Confindustria. Il cda del Gruppo editoriale, si legge ancora, «valuterà nella sua autonomia le azioni da prendere. Confindustria, nella sua qualità di azionista di maggioranza del Gruppo, valuterà tutte le azioni necessarie a tutela propria e degli altri azionisti».

«Con riguardo alle iniziative assunte in data odierna dall'Autorità giudiziaria di Milano, i nuovi vertici del Gruppo 24 Ore - impegnati come noto nell'azione di risanamento e di rilancio della società - ribadiscono la propria volontà a fornire agli organi inquirenti la massima collaborazione per l'accertamento dei fatti, confermando che agiranno con determinazione a tutela degli interessi della società». Lo si legge in una nota.

La redazione del Sole 24 Ore ha votato sciopero a oltranza fino all'uscita del direttore Roberto Napoletano. Lo annuncia il Cdr su Twitter.
Venerdì 10 Marzo 2017, 11:28 - Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 08:49
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