Roma, truffa dello specchietto al comico Valerio Lundini: «Tira fuori i soldi o ti lascio senza auto e telefono»

Martedì 23 Febbraio 2021 di Marco Carta
L'attore comico Valerio Lundini è romano

«Tira fuori sti i soldi o ti lascio senza computer, macchina e telefonino». Poteva sembrare uno dei tanti sketch surreali che lo hanno reso celebre. «Una pezza di Lundini», in versione Suburra. Invece, questa volta, il racconto di Valerio Lundini è reale. Il comico romano, volto noto della seconda serata di Rai2 e tra i protagonisti lo scorso anno al DopoFestival di Sanremo, è infatti una delle tante vittime dell’odiosa truffa dello specchietto. E ieri si è ritrovato a testimoniare in aula contro il suo aggressore, il 30enne Maurizio Bevilacqua, a processo per estorsione.
I fatti risalgono all’ottobre del 2014, Lundini non è ancora un volto noto della tv, ma nell’underground capitolino si è già fatto notare con le sue battute e i suoi spettacoli.

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«Mi trovavo in macchina all’Eur, in viale Marconi - racconta il giovane conduttore, seguito su Instagram da 307mila followers - e sono stato fermato da questa persona al semaforo». Il copione del raggiro è sempre lo stesso. Dopo «uno strano rumore», come lo ha definito il comico, si viene avvicinati da un losco individuo, che sostiene in maniera aggressiva di essere stato tamponato. «È entrato nel mio veicolo - ha spiegato Lundini - e mi ha chiesto un indennizzo per una sorta di incidente, non vero chiaramente».

 

L’uomo pretende immediatamente 200 euro, non si accontenta dei 140 offerti dal comico. «Non avevo questi soldi. Allora, una volta in macchina, mi ha detto di andare a prelevare dal bancomat». Lundini cerca di prendere tempo e tenta una conciliazione. Ma il suo tentativo di mediare non va a buon fine. «Stanco di questa trattativa, gli dico guardi veniamoci incontro, provo a sentire qualcuno, tipo un carrozziere».

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Ma Bevilacqua, a quel punto, lo incalza furioso: «Mi dice tira fuori ‘sti soldi o ti lascio senza il computer, senza la macchina e senza il telefonino. Cioè una sorta di minaccia. Anzi senza sorta. Sono stato minacciato. Non era stata una richiesta pacifica». Di fronte alle intimidazioni, il comico decide di pagare la cifra richiesta. Preleva una parte del denaro da un bancomat dell’Eur, le videocamere riprendono tutta la scena. «Il resto - aggiunge - ce l’avevo nel portafoglio». Incassato il bottino, «lui si è congedato». A mente fredda, Lundini, però, capisce quello che è successo: «Mi sono reso conto che questo incidente non era mai avvenuto e ho denunciato tutto». Grazie anche alla sua descrizione, Bevilacqua viene individuato. Ora, è a processo per estorsione. 

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Ultimo aggiornamento: 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA