L'addio a Maradona in Argentina:
in migliaia per la sepoltura di Diego

Giovedì 26 Novembre 2020

È arrivato intorno alle 23.30 italiane al cimitero di Bella Vista, a 35 km da Buenos Aires il corteo funebre con il feretro di Diego Armando Maradona, il campione argentino morto ieri per un attacco cardiaco. Il campione argentino è stato sepolto nel cimitero di 'Jardin de Bella Vista'. Ne danno notizia le tv locali che hanno seguito per tutta la giornata in diretta prima la camera ardente, con gli scontri che ne sono seguiti davanti alla Casa Rosada e poi il trasferimento del feretro al cimitero e la cerimonia privata prima dell'inumazione. 

Poco prima delle 22 italiane il carro funebre ha lasciato la Casa Rosada per dirigersi verso il cimitero privato. Al termine di una giornata convulsa e segnata da numerosi incidenti, le spoglie di Maradona hanno lasciato il palazzo presidenziale dove era stata costituita una camera ardente, da una uscita posteriore.

I momenti di tensione tra polizia e sostenitori si sono registrati persino all'arrivo del carro funebre al camposanto. Dopo l'arrivo del corteo, la folla giunta per rendere omaggio al campione ha iniziato ad avvicinarsi alle porte del cimitero, scontrandosi con le forze di sicurezza dispiegate sul posto. Dalla folla sono partite pietre in direzione degli agenti, che hanno risposto con l'uso di fucili con proiettili di gomma. Dopo l'incidente, sembra essere tornata la calma, con la polizia che presidia l'ingresso del cimitero. 

Un vero e proprio fiume di persone, auto e motociclette ha occupato l'autostrada e le vie vicine per accompagnare il carro. Decine di motociclette della polizia hanno scortato il mezzo che trasporta le spoglie del campione argentino, insieme ad altri mezzi delle forze dell'ordine, mentre i suoi sostenitori si sono accostati con le auto ai margini della strada, arrampicati sulle barriere new jersey, affacciati dai cavalcavia, per accompagnare l'ultimo viaggio della stella del calcio argentino con striscioni, bandiere e canti, applausi. «Sono immagini mai viste, è commovente», commenta una giornalista del canale 'all news'.

Il carro funebre era arrivato un paio d'ore prima all'ingresso della Casa Rosada. Gli incidenti sull'Avenida de Mayo fino alle vicinanze della Plaza de Mayo avevano spinto la famiglia dell'ex calciatore e le autorità della presidenza a considerare terminato il tributo popolare della gente al 'pibe de oro'. 

Alta la tensione intorno al palazzo presidenziale della Casa Rosada, dove era stata allestita la camera ardente e dove si concentra una folla di cittadini e tifosi giunti per rendere l'ultimo saluto al calciatore deceduto ieri.

Per molte ore il feretro di Diego è stato avvolto dalle maglie dell'Argentina e del Boca Juniors. Polemiche per la mancata presenza della maglia del Napoli che tuttavia è stata apposta dopo molto tempo sulla bara. La maglietta, consegnata dall'ambasciata d'Italia a Buenos Aires, è stata collocata sulla bara, vicino a quelle della nazionale argentina, del Boca Juniors e dell'Argentinos Juniors, da una delle figlie di Maradona.

All'esterno della Casa Rosada, c'era un ampio dispiegamento di forze dell'ordine. Nessuno può entrare nella camera ardente senza mascherina, e in fila si cerca di mantenere il distanziamento sociale richiesto a causa della pandemia. 

Nella sala sono entrati per primi i familiari (la ex moglie Claudia Villafa¤e e le figlie Dalma e Giannina) e numerosi calciatori e amici storici del Pibe de oro, da Carlos Tevez a Martin Palermo, dai membri della nazionale argentina vittoriosa a Messico 1986 a Guillermo Coppola. Nella notte è stata nella sala dove dieci anni fa fu reso l'estremo omaggio all'ex presidente Nestor Kirchner anche l'ultima fidanzata di Maradona, Vernica Ojeda, con il figlio Dieguito Fernando. 

Non è stata invece ammessa Rocio Oliva, un'altra delle compagne di Diego: «Non so perché mi fanno questo, sono stata la sua ultima partner, volevo solo dire addio a Diego», ha detto in lacrime dopo essere stata lasciata fuori dalla Casa Rosada. Rocio è stata fidanzata con il calciatore per sei anni, dal 2012 al 2018: «Mi hanno detto di tornare alle 7 con tutti gli altri, dicono che Claudia non vuole che io entri», ha raccontato ai media in lacrime fuori dalla Casa Rosada.

 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 07:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA