Cassa integrazione, riforma solo nel 2021: incentivi per l'assunzione di giovani e donne

Venerdì 26 Giugno 2020 di Francesco Bisozzi

Una grande Cig per tutti, al posto di tante piccole Cig come adesso. È il sogno del premier Giuseppe Conte, dopo la figuraccia dell'Inps sui pagamenti in ritardo, che fino a pochi giorni fa coinvolgevano ancora centinaia di migliaia di lavoratori. Ma si tratta appunto di un sogno, visto che i tempi della riforma della Cig sono lunghi ed è improbabile che il progetto veda la luce prima del 2021. La nuova Cig, a cui sta già lavorando la ministra Nunzia Catalfo, s'inserisce in un più ampio pacchetto di misure per il lavoro, che punta per esempio a favorire la staffetta generazionale attraverso incentivi mirati e a rifinanziare la cassa legata al Covid.

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Il braccio di ferro tra il ministero del Lavoro e il Tesoro sulla proroga fino a fine anno della Cassa vede ora via XX settembre sul punto di cedere. Per farsi trovare pronti in caso di una seconda ondata, Palazzo Chigi ha anche chiesto al presidente dell'Inps Pasquale Tridico di rivedere il modo in cui vengono gestiti i pagamenti, perché se il coronavirus si diffonde alla velocità di una Ferrari le liquidazioni dell'istituto avanzano invece a passo di somaro. Per il premier il meccanismo della cassa integrazione ereditato dal passato è troppo articolato e farraginoso, con Cigo, Cigs, Fondo artigianato, altri fondi bilaterali e cassa integrazione in deroga. «È necessario riformare al più presto la cassa integrazione allo scopo di garantire una gestione più efficiente con tempi di erogazione più rapidi rispetto a quelli riscontrati finora», ha tuonato il premier quando si è incontrato e scontrato con Pasquale Tridico questa settimana. Ma il pericolo che la riforma della Cig resti un semplice annuncio c'è.

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Il ministero del Lavoro sta mettendo a punto un pacchetto di misure per il lavoro che oltre a contemplare la nuova cig include una serie di interventi da mettere in pista nel breve termine. Avrà la precedenza la staffetta generazionale, con incentivi alle assunzioni di giovani (e donne) che vengono da lunghi periodi di inattività e l'allestimento di percorsi di accompagnamento all'uscita per i più anziani. In rampa di lancio pure la detassazione dei premi di produttività. La lentezza con cui l'Inps ha effettuato i pagamenti durante l'emergenza ha trasformato la Cassa in una Waterloo per l'istituto guidato da Tridico, a cui il premier Giuseppe Conte ha appena tirato le orecchie, facendogli capire che in questa fase scotta anche la sua di panchina. Palazzo Chigi ieri ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sottolineando che il premier ha «ribadito la sua fiducia a Tridico e riconosciuto il grande sforzo fatto dall'Istituto». Ma ci sono ancora 25 mila lavoratori in attesa dei soldi della cassa integrazione, due settimane fa erano almeno mezzo milione a non aver ricevuto il pagamento, quasi la metà delle erogazioni è stata anticipata dalle aziende con conguaglio Inps. L'istituto di previdenza, nonostante gli sforzi profusi, non è riuscito a reggere all'onda d'urto dello tsunami provocato dal Covid-19, al punto da aver costretto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ad ammettere che qualcosa non ha funzionato. Sulla proroga della cassa integrazione fino a fine anno, il cui rifinanziamento cerca in queste ore di trovare spazio nel nuovo pacchetto per il lavoro, si sta consumando l'ennesimo scontro.
 


L'obiettivo è di disinnescare la bomba licenziamenti che rischia di esplodere il 18 agosto, estendendo la Cig oltre questa data: il blocco dei licenziamenti scade infatti il 17 agosto e il giorno dopo le imprese potrebbero mandare a casa centinaia di migliaia di lavoratori senza battere ciglio. Tuttavia la Cig ha un costo notevole, circa 5 miliardi di euro al mese, ragion per cui non si esclude di riservare la proroga solo alle aziende che operano nei settori che più stanno soffrendo il Covid, dal turismo alla ristorazione. Il Tesoro punta a un'uscita graduale dalla Cig legata al Covid, ma i Cinquestelle premono per allungare tutte le misure, dalla Cig al blocco dei licenziamenti, fino al 2021. Per arrivare a un compromesso bisognerà mettersi d'accordo su nuovi criteri di selettività, al fine di rendere le varie misure più mirate nella seconda parte dell'anno.

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