Crisi, Conte-ter, dieci nomi a rischio: da Casalino a Bonafede, da Azzolina ad Arcuri e De Micheli

Domenica 31 Gennaio 2021 di Mario Ajello
Crisi, Conte-ter, dieci nomi a rischio: da Casalino a Bonafede, da Azzolina ad Arcuri e De Micheli

Non si chiama più Contratto, come al tempo gialloverde, ma ritorna il contratto. Ovvero un «testo scritto che faccia chiarezza», con l’elenco degli obiettivi del nuovo governo e il cronoprogramma, ossia i tempi, di realizzazione di ogni cosa. Renzi rispolvera, per il TrisConte, quello che è stato il vincolo, impegnativo, ingombrante e perfino doloroso («Questo nel Contratto non c’è! Qui si sta tradendo il Contratto!», era la litania) del Conte Uno che servì per decidere dall’inizio sui temi divisivi. Ma di divisivi adesso ci sono anche i ministri. 

E la discontinuità anche a loro andrà applicata. Quindi? Già si fa la conta dei sommersi e dei salvati del nuovo governo, se nascerà. 

In bilico, più fuori che dentro, ce ne sono 10. Il leader di Italia Viva, oltre a chiedere l’esclusione di Bonafede e di Gualtieri (risarcibile con la candidatura rosso-gialla-italovivista a sindaco di Roma così Zingaretti risolve un bel problema?), vuole allontanare o fortemente ridimensionare il super-commissario Arcuri. Le sponde per farlo, negli altri partiti e anche nei 5 stelle, ci sono. E comunque la gestione della pandemia e della politica economica, a cominciare dal Recovery Fund, hanno mostrato agli occhi dei renziani delle lacune profonde e tali da poter bocciare sia Arcuri sia Gualtieri. Accadrà? 

Più semplice, per non dire quasi scontato ma bisognerà vedere quali compensazioni avrà M5S (un magistrato come ministro, e si pensa al capo della Procura di Milano, Greco, che però ha in mano le indagini sulla Lega di Salvini e questo complica?), il sacrificio di Bonafede. Anche tra i grillini non si stravede per Fofò Dj e il suo profilo giustizialista appare ai più inadatto. Tra le tante retromarce e abiure grilline, quella sulla giustizia ancora non s’è avuta ma nella generale discontinuità chissà che non ci si arrivi finalmente. E la rinuncia a Bonafade sarebbe il simbolo di questa svolta. Molto in bilico, per poco amore anche da parte dem e perché il sostituto sarebbe già pronto e attrezzato (Delrio), la poltrona della De Micheli. A meno che il ministero Infrastrutture e Trasporti non venga spacchettato. E che cosa dire, a proposito di donne, della Dadone nella Pubblica Amministrazione? Ha la targa Casaleggio e il titolare di Rousseau sembra andare all’opposizione, con Dibba, del TrisConte. Della Azzolina quasi inutile parlare: la tragedia della scuola nella pandemia è di quelle che hanno reso l’Italia un caso nel mondo. Per colpa dell’intero BisConte, ma a pagare sarà la Azzolina.

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Più complicata la vicenda Casalino. Chi? Roccobello, come viene chiamato ora. Che non è stato ministro ma ha contato e conta assai più di tanti ministri. Sommerso o salvato? Si sa quanto Renzi lo ritenga nemico e quanto nel Pd ne soffrano l’importanza e per certi aspetti anche la capacità. Ma sta cercando di recuperare, se è vero quanto si racconta in queste ore. E cioè che, nell’intento di favorire la riappacificazione con Renzi, si sia rivolto così a un pasdaran grillino che insisteva sulla vicenda dell’Arabia Saudita: «Amore, ma ti pare che debba essere io a dirti di smetterla con Renzi? Proprio io! Questo non è il momento di rompere le scatole. La possibilità di mantenere Conte a Palazzo Chigi è legata a lui. Per cui, che cosa ci frega delle sue gite in Arabia?!». 

Matteo - si dice che Patuanelli al Mise verrà alternato con un renziano - rafforzerà la sua squadra. Balla, e assai, la poltrona del sottosegretario a Palazzo Chigi, Fraccaro, non considerato un campionissimo, e la Boschi potrebbe subentrargli. E ancora. Poche chance di riconferma per la grillina Catalfo al Lavoro. 

I sommersi e i salvati, se davvero si arriverà al TrisConte, stanno per ora in una condizione di sospensione che potrebbe spingere alcuni di loro a gesti forti. Bonafede raggiungerà il Comandante Ale, ossia il Dibba, sulle montagne della resistenza anti-governativa una volta scaricato da via Arenula? In M5S c’è questo timore. E già si sta pensando a come risarcirlo: da ministro a sottosegretario? Quel che è certo è che il TrisConte non sarà un rimpastino ma una «discontinuità». Perciò tutti tremano, e chissà come reagiranno quando gli arriverà il messaggio: «Tu? Sei fuori!». 

Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA