Decreto Rilancio, dal bonus di 300 euro per internet al rimborso abbonamenti per bus e treni

Sabato 9 Maggio 2020 di Andrea Bassi
Decreto Rilancio, dal bonus di 300 euro per internet al rimborso abbonamenti per bus e treni

Il nome, almeno, è stato cambiato. La manovra da 55 miliardi di euro non si chiamerà più «decreto aprile». Del resto, arrivati quasi a metà maggio senza un testo ancora definito, la vecchia definizione appariva ormai beffarda. Il provvedimento è stato ribattezzato «decreto rilancio». Ma per la sua approvazione sarà probabilmente necessario attendere ancora qualche giorno. Le difficoltà del governo a mettere a terra il provvedimento, sono risultate chiare ieri, quando è trapelato un documento di ben 770 pagine. Uno sterminato elenco di richiesta di norme di spesa presentate dai ministeri da inserire all'interno della manovra. C'è di tutto. Persino una sanatoria edilizia per immobili già realizzati che però non contrastano con i piani regionali, ma che avrebbe poche possibilità al momento di entrare nel provvedimento. 

C'è una norma che prevede il rimborso degli abbonamenti dei bus, delle metro e dei treni che gli acquirenti non hanno potuto utilizzare durante il lockdown imposto dal governo. E poi fondi per il trasporto pubblico ecologico per favorire autobus elettrici ma anche ascensori comunali e funicolari, che richiama alla mente il progetto della giunta Raggi per Roma Capitale. Ci sono nuovi bonus. Come quello da 300 euro per pagare le connessioni internet che andrebbe ai percettori del Reddito di cittadinanza. Ci sono proposte di autocertificazione per molti documenti necessari a ricevere i prestiti garantiti e vengono definiti meglio molti reati, imponendo anche di indicare le finalità del prestito ed estendendone la portata per alcune tipologie in funzione anti-furbi. Vengono poi semplificate, ed estese per 12 settimane, le norme per la Cig. Si ipotizzano anche sconti sui canoni delle concessioni autostradali, per adeguarli ai reali chilometri percorsi - pochi - in questo periodo. C'è l'idea di mettere un tetto al prezzo finale, comprensivo di Iva, delle diverse tipologie di mascherine e di gel. Il prezzo indicato per le mascherine chirurgiche è 1,5 euro, ma il ministero dello Sviluppo ha precisato che sul prezzo già fissato a 0,50 euro non si torna indietro. Vengono indicate soglie anche per le altre tipologie (fino a 9,5 euro per la Fpp3) e per i disinfettanti: dai 2 euro delle soluzioni a base analcolica (confezione fino a 400 ml) ai 7,20 euro delle confezioni grandi a base di ipoclorito di sodio.

Ci sono fondi per salvare i marchi storici, 1 miliardo per i Comuni da destinare al rifacimento delle strade, il prolungamento di altri 15 anni degli incentivi alle fonti rinnovabili per gli impianti già ammortizzati, la semplificazione delle procedure concorsuali pubbliche con domande da presentare solo on line su piattaforme pubbliche o private. C'è anche un corposo pacchetto per il sostegno all'editoria: un contributo una tantum di 500 euro agli edicolanti, un credito d'imposta pari al 8% della spesa sostenuta nell'anno 2019 per l'acquisto della carta, entro il limite di spesa di 24 milioni di euro per l'anno 2020 e una detrazione del 50% per le campagne pubblicitarie e un'agevolazione Iva per i quotidiani.
 

 

Richieste dei ministeri a parte, il decreto continua ad arricchirsi di norme. Un pacchetto centrale sarà quello per il sostegno e il rilancio del turismo, il settore che sarà maggiormente impattato dalla crisi del coronavirus. Il governo si prepara a misure straordinarie, Ci sarà un credito di imposta per il 2020 in favore dei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive. Il credito, utilizzabile da un solo componente per ciascun nucleo familiare, è pari a 500 euro per ogni nucleo familiare; 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e 150 euro per quelli composti da una sola persona. Ma arriva anche una sorta di norma salva-hotel. Il governo sta pensando ad istituire uno specifico fondo per il settore alberghiero.

L'ipotesi, che è sui tavoli del Mef, prevede l'istituzione di un fondo «da cui i titolari d'impresa alberghiera possano ottenere rapidamente liquidità a fronte della cessione della proprietà parziale, protempore e a valori catastali, con la previsione di poter procedere al rimborso del finanziamento ottenuto in un arco temporale agevolato». Ieri il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, ha ricordato che il settore turistico potrà contare anche su altre misure che saranno inserite nel decreto. Baretta ha ricordato i finanziamenti a fondo perduto per le Pmi con fatturati inferiori ai 5 milioni l'anno, che nel settore turistico rappresentano oltre il 90% delle imprese. «Ma», ha spiegato, «assistenza e liquidità non bastano, bisogna far ripartire il settore, dando sicurezza ai clienti e abbattendo le spese di gestione. Per questo», ha aggiunto, «stiamo lavorando affinché nel decreto di maggio sia sospesa per sei mesi la Cosap, e sia previsto il relativo rimborso dei mancati introiti ai comuni. A questo si affianca la velocizzazione dei procedimenti amministrativi per il rilascio delle autorizzazioni».
 


Straordinari per i medici e nuove strutture
Il decreto Rilancio aumenterà le risorse per pagare le tante ore in più di lavoro fatte con enormi sacrifici e senso del dovere durante il periodo di emergenza sanitaria da medici, operatori sanitari e forze dell’ordine. A questo fine si aggiungono per l’anno 2020 altri 250 milioni ai fondi già stanziati, per un totale di 500 milioni di euro. Serviranno a pagare gli straordinari «del personale dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale», e anche per «l’assunzione degli specializzandi e per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale sanitario». Le regioni e le province autonome potranno incrementare, con risorse proprie disponibili a legislazione vigente, con ulteriori risorse.

Un bonus di 300 euro per internet
Mai come ora - tra lezioni on line, smart working, videoconferenze, ecc. - si è capito quanto sia determinante essere dotati di una rete internet veloce e di un device. Ma non tutte le famiglie purtroppo hanno a disposizione un abbonamento internet casa, un tablet o un pc. Il decreto quindi prevede per i «soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza» l’erogazione di «unbonus elettronico» di trecento euro per l’acquisto di  beni e servizi informatici, hardware e software, e di connettività. Per poterne usufruire bisognerà essere «in possesso di un domicilio digitale di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato». Il bonus non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’Isee. La norma vale complessivamente 700milioni per l’anno 2020.

Rimborso abbonamenti per bus e treni
Arriva il rimborso dell’abbonamento per i trasporti pubblici - dal bus alla metro, dal treno al vaporetto - per la parte non usufruita a causa del lockdown. Vale per gli abbonamenti acquistati fino al 10 marzo 2020 e in corso di validità nei mesi di stop per l’emergenza. Sempre nel campo dei trasporti pubblici c’è anche l’ipotesi di finanziamento agli enti locali per lo sviluppo di funicolari, tapis roulant e bus elettrici nelle città. La disposizione di fatto amplia l’ambito d’azione della legge 211/92 per interventi nei sistemi di trasporto rapido di massa, estendendo i contributi previsti anche a sistemi urbani di connessione come ascensori, tapis roulant, sistemi di trasporto rapido di massa con trazione a fune o con veicoli su gomma a trazione elettrica che si alimentano o si ricaricano con sistemi di alimentazione continui o discreti.

Smart working per i genitori con figli under 14
Non sarà più solo l’azienda a decidere quali dipendenti possono accedere alla modalità di lavoro in smart working. Nel nuovo decreto potrebbe entrare la proposta che prevede la possibilità per i genitori con almeno un figlio minore di 14 anni, di chiedere e ottenere di lavorare da remoto fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica. Riguarderebbe i dipendenti del settore privato, ovviamente nelle situazioni in cui il lavoro da remoto sia compatibile con il tipo di prestazione richiesta. Lo smart working può essere svolto anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro. La proposta è contenuta nel documento di lavoro per la definizione del decreto Rilancio, insieme a un corposo pacchetto per il lavoro agile nella Pa.

Fondo rilancio con i soldi delle scommesse
Creazionedi un “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale”; 200 milioni per il Bonus lavoratori e proroga del pagamento dei canoni di locazione. Sono le tre misure pro-sport contenute nella bozza del Decreto Rilancio. La costituzione del Fondo sarà finanziata dall’1% della raccolta da scommesse sportive di ogni genere, anche virtuali, effettuate sia online, sia tramite canali tradizionali. Laquota è prevista non inferiore a trentacinque milioni di euro per il 2020 e 40 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022. A Sport e Salute trasferiti 200 milioni per i 600 euro d’indennità ai lavoratori dello sport per i mesi di aprile e maggio. Infine, blocco del versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici per le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, fino al 30 giugno. Importi che potranno essere pagati in un’unica soluzione entro il 31 luglio o con quattro rate mensili.

Niente tassa di occupazione fino a ottobre
Ristoranti e bar saranno esonerati dal pagamento della Tosap, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, fino al 31 ottobre. Si semplifica anche la procedura per utilizzare gli spazi pubblici antistanti il locale: non servirà la concessione da parte dell’ente locale, ma sarà sufficiente «una comunicazione da parte del titolare dell’impresa». Come è noto bar e ristoranti non solo sono stati costretti a stare chiusi per due mesi, ma quando riapriranno dovranno farlo rispettando rigorosamente le prescrizioni sul distanziamento fisico. Questo comporterà una diminuzione dei tavoli e dei posti all’interno: di qui la possibilità di “allargarsi” sui marciapiedi antistanti il locale. La relazione tecnica stima il minor gettito per i Comuni pari a 127,5 milioni, che verrebbero ristoranti dallo Stato. 

Ultimo aggiornamento: 18:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA