Negozi chiusi la domenica, Di Maio accelera. Grande distribuzione: «50.000 a rischio»

Di Maio: «Stop entro l'anno alle aperture domenicali dei centri commerciali»
ARTICOLI CORRELATI
26
  • 6486
Entro l'anno «sicuramente» arriverà la legge che impone lo stop la domenica e nei giorni festivi delle aperture agli esercizi e ai centri commerciali: parola del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, intenzionato ad accelerare la stretta sulla liberalizzazione delle aperture e degli orari nel commercio, introdotta nel 2011 con il decreto Salva Italia. Plaudono i sindacati, da sempre schierati contro la deregolamentazione e il conseguente «far west». 

LEGGI ANCHE ----> Di Maio: 
Genova, ecco chi sono i responsabili
 
 

Preoccupata, al contrario, la grande distribuzione organizzata: a rischio ci sarebbero 40-50mila lavoratori, avverte l'amministratore delegato e direttore generale di Conad, Francesco Pugliese. Rilancia l'allarme occupazione il presidente di Federdistribuzione, l'associazione che riunisce le aziende della distribuzione, Claudio Gradara: un provvedimento di cui «non vediamo la necessità e l'opportunità» e di cui «non si capisce la tempestività». Ma Di Maio va avanti e traccia la cornice dell'intervento legislativo per introdurre «turnazioni» e limiti dell' «orario, che non sarà più liberalizzato, come fatto dal governo Monti. Quella liberalizzazione - sottolinea il vicepremier - sta infatti distruggendo le famiglie italiane. Bisogna ricominciare a disciplinare orari di apertura e chiusura».

Una prospettiva che non piace affatto alla Gdo: «La grande distribuzione occupa 450 mila dipendenti - sottolinea Pugliese - le domeniche incidono per il 10% e quindi sicuramente avremo circa 40-50mila tagli. Ora quei 400 mila saranno felici di non lavorare, i 50 mila non so se lo saranno». Per l'ad di Conad, la liberalizzazione delle aperture guarda soprattutto «nell'ottica dei cittadini. Ci sono 19 milioni e mezzo di persone che vanno a fare la spese nei negozi la domenica». Di certo, sottolinea Gradara, «le aperture domenicali sono un grande successo, hanno dato un sostegno ai consumi in un momento di grande necessità». E poi c'è un altro tema con cui fare i conti, l'e-commerce: mettere limitazioni al commercio mentre le vendite on-line vanno a gonfie vele sarebbe «un handicap per l'intero settore», evidenzia il presidente di Federdistribuzione.

Più cauta Confcommercio, che dice sì al dialogo per «una regolamentazione minima e sobria» delle chiusure festive: «Ridiscutere con atteggiamento non ideologico il ruolo della distribuzione è un primo passo importante e condivisibile». Netta, invece, la posizione dei sindacati, promotori anche di diverse campagne contro 'la spesà nei giorni festivi: «Intervenire è una priorità», insiste la segretaria generale della Filcams-Cgil, Maria Grazia Gabrielli, ritenendo «indispensabile un confronto per porre un limite alle aperture incontrollate, che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio».
Domenica 9 Settembre 2018, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 11:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 26 commenti presenti
2018-09-11 09:29:50
MA perché poi occuparsi solo del settore commerciale? Si blocchi l'intero Paese la domenica. Macchinisti, controllori dei treni, cuochi, infermieri, medici, poliziotti, inservienti negli hotels e tanti, tanti altri...... Sai quanto sarebbero felici? Vai, Di Maiuccio, blocca tutto. Avrai perlomeno la riconoscenza, ad esempio, di quegli studenti che si aiutano lavorando a fine settimana negli esercizi vari. Un primo atto per la decrescita felice di grillesca memoria.
2018-09-11 09:26:50
Vedremo quando i lavoratori rimarranno a casa a riposarsi veramente perché non avranno soldi da spendere tra pizzerie e altre amenità del genere. Non hanno capito che con il riposo anche la busta paga sarà più leggera.
2018-09-10 18:58:33
Favorire i negozi,10 euro qualunque pacchetto comprato on line, e non immischiarti nel lavoro, se una compagnia vuole stare aperto domenica natale ecc, sono fatti loro basti che pagano gli operai
2018-09-10 14:12:34
Tra l'altro, oltre a cancellare posti di lavoro, con la chiusura domenicale e dei festivi, si aiuterebbe il commercio on line, non si aiuterebbe il turismo,(quanta desolazione non trovare un buon negozio aperto, ma solo quelli di paccottiglia), non si porterebbero i cittadini nei musei, aree archeologiche, chiese e teatri se già non ci vanno. La condizione dei dipendenti? Con incentivi nei giorni festivi una buona parte credo proprio che ci penserebbe su due volte, prima di rifiutare. Credo proprio che anche questa crociata di Di Maio presto si sgonfierà. Intanto, come tante altre volte, è una bella manovra per distogliere da temi più importanti.
2018-09-10 14:12:17
il ministro guadagna 15 mila euro mensili quindi è comprensibile che di questi problemi lui non ne soffra. Ma non preoccupiamoci è un ennesimo segnale di fumo , farà una onorevolissima marcia indietro lui che quando lavorava? lavorava solo la domenica.

QUICKMAP