Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, un anno di successi online irripetibili: l’analisi di Arcadia

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Domenico Giordano
Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, un anno di successi online irripetibili: l’analisi di Arcadia

L’analisi, effettuata con la piattaforma LiveInsight (Blogmeter), ha raccolto il parlato complessivo che gli utenti hanno rilasciato in rete negli ultimi 12 mesi legato a due chiavi di ricerca: “Giorgia Meloni” e “Fratelli d’Italia”, con una duplice scansione temporale, la prima, che passa in rassegna il sentiment della rete per ogni singolo mese, da luglio 2020 a tutto giugno 2021, alla quale se ne affianca una seconda di sintesi che racchiude il dato annuale. Il dato della rete, poi, è stato riflesso sull’andamento delle rilevazioni mensili di SWG sulle intenzioni di voto ai partiti. 

Domenico Giordano, Arcadia

 

I Fratelli di Giorgia 

 

Il mood annuale (che ci restituisce il termometro delle conversazioni sui social e sul web che misura in modo comparato le keyword “Giorgia Meloni” e “Fratelli d’Italia”) conferma non solo che la Meloni è oggi una delle più seguite platform leader, ma in questo caso specifico, dimostra come al momento i destini digitali e fisici del partito sono indissolubilmente legati alla sua parabola politica.

Il mood della Meloni, da luglio 2020 a tutto giugno 2021, si attesta al 35% superando di 11 punti percentuali quello che si cristallizza invece su Fratelli d’Italia che si ferma al 24% e dimostrando quindi cedere alla personalizzazione della politica e mettersi al traino della sua leader, che riesce altresì a conservare una coerenza tra il popolo della rete e quello campionario dei sondaggi. Per Ixè, ad esempio, a luglio del 2020 la fiducia degli italiani nei confronti della Meloni era al 31%, mentre a maggio di quest’anno nelle rilevazioni di Ipsos il senso di fiducia si è attestato al 37%. 

Al contempo, se dirigiamo la nostra attenzione al totale complessivo delle mentions che la Meloni e Fratelli d’Italia hanno incassato negli scorsi dodici mesi e lo mettiamo in relazione all’engagement generato (ovvero alla somma di tutte le interazioni degli utenti sui singoli post, inclusi i commenti espressi su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Twitch, News and Blog) troviamo una seconda conferma della capacità della Meloni di caricarsi sulle spalle il suo partito.

Infatti, nonostante delle 500mila menzioni totali ottenute in coppia (Meloni + Fratelli d’Italia) poco più del 55% è stato prodotto dalla keyword di partito con una distanza di 11 punti percentuali da “Giorgia Meloni” (55, 37% contro il 44,635), sono però i contenuti di quest’ultima a stimolare maggiormente una partecipazione spontanea degli utenti a commentarne i contenuti diretti e indiretti. L’engagement della Meloni è superiore al numero delle menzioni di poco più di 3 punti percentuali, mentre quello di Fratelli d’Italia, di converso, scende di 3.

Questo dato è inevitabilmente connesso al successo della Meloni sulla prima piattaforma social per numero di utenti e di interazioni, ovvero Facebook, tant’è che nell’ultimo anno il 72% del parlato che la riguarda è stato assorbito proprio dal social di Mark Zuckerberg. 

Così come, da questo dato non è possibile derogare anche per dare una chiave interpretativa più profonda e prospettica della rincorsa di Fratelli d’Italia nei sondaggi. Sempre nell’ultimo anno, le ricerche demoscopiche di tutti gli istituti hanno evidenziato una crescita dei consensi sul partito della Meloni che si attesta in media dal 4,5% al 7,5% e questo risultato non può essere sganciato improvvidamente proprio dal presidio che la Meloni fa di Facebook.

I tre picchi che hanno spinto il successo di Giorgia.

In questo ultimo anno ci sono state tre diverse cesure politiche che hanno spinto il successo odierno della Meloni. A settembre 2020, in occasione delle elezioni amministrative e regionali, e a cavallo tra gennaio e febbraio 2021, prima con la crisi del secondo governo Conte e l’avvio della maggioranza “Ursula” sotto la guida, comunicativamente sobria, di Mario Draghi.

A settembre del 2020 si registra il primo significativo balzo in avanti anche nei sondaggi della coppia Meloni & Fratelli d’Italia, infatti, quasi tutte le ricerche portano il gradimento in crescita di almeno 1 punto percentuale. Per SWG, ad esempio, la differenza tra luglio e settembre è dell’1,8% e precisamente dal 14% di luglio al 15,8% di settembre.

È proprio a settembre, nel mese delle prime elezioni fuori stagione, perché slittate da maggio alla fine dell’estate per la pandemia e la preoccupazione di nuovi contagi, che salgono vertiginosamente le menzioni raccolte in rete e, di conseguenza, si registra il primo dei tre picchi legato all’engagement.

Rispetto al mese di agosto, la crescita delle menzioni è di circa un terzo (da 34.550 a 46.560), mentre l’engagement addirittura raddoppia passando da un valore di 3.838M a 6.916M.

Allo stesso modo, il mood della Meloni, così come quello del suo partito, a settembre del 2020 ottengono una performance nettamente più alta rispetto alla media dell’anno (35%) e dei due mesi precedenti, luglio e agosto (entrambi al 35%), e successivi, ottobre (al 31%) e novembre (al 27%). 

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La crescita che preannuncia in qualche misura i due ulteriori picchi di gennaio e febbraio comincia però già a dicembre, con i primi segnali di una impreparazione del governo Conte nella programmazione della campagna di vaccinazione che sta per iniziare tra mille incertezze. Nell’ultimo mese del 2020, infatti, il mood di Giorgia Meloni e, parallelamente quello di Fratelli d’Italia risale collocandosi in linea alla media nazionale. Infatti, per la Meloni si registra un sentiment del 35% mentre il partito recupera due punti percentuali rispetto al mese di novembre, passando dal 18 al 20%. Al pari, il mood è spinto a dicembre da un parlato che recupera anche la media delle 40 mila menzioni mensili e dall’engagement che torna a infiammarsi.

Ma il boom in assoluto rispetto a tutto l’anno in analisi è confinato nei trenta giorni a cavallo tra gennaio e febbraio 2021. In questo passaggio di forte polarizzazione politica e sociale dove, da un lato, l’inizio della terza ondata della pandemia e il mancato decollo della campagna di vaccinazione iniziano a produrre un ampio e diffuso malessere nell’opinione pubblica, che trova oltretutto nell’incertezza delle notizie una nuove fonte di sfiducia, e dall’altro, la deflagrazione della maggioranza e la messa in discussione della figura del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, creano le condizioni perfette per la Meloni di cavalcare le incapacità e le inquietudini delle forze di governo. Una saldatura che diventa perfetta con l’incarico a Mario Draghi e la scelta della leader di Fratelli d’ Italia di collocarsi, in una congeniale solitudine, all’opposizione della nuova amplissima maggioranza che mette sotto lo stesso ombrello il Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Lega e Partito Democratico, con annessi cespugli e fronde varie.

L’impennata a gennaio di quest’anno delle menzioni e dell’engagement è straordinaria tanto che si ripete con un ulteriore irrobustimento quantitativo e qualitativo proprio a febbraio con il varo del governo Draghi. Le menzioni raggiungono il record assoluto di 67 mila in un solo mese, un incremento che si riflette parimenti sull’engagement che conquista lo stesso primato assoluto degli ultimi dodici mesi con un valore di 8.578 M

Il mood positivo al 39% incassato a febbraio è di certo più basso, seppur di poco rispetto a quello di settembre 2020, ma comunque più alto, +4%, se confrontato alla media annuale del 35%. Una crescita che si riflette e riverbera anche nella cavalcata del consenso che i sondaggi ci rimandano mensilmente. A febbraio, ancora la SWG rilascia i risultati dell’orientamento di voto degli italiani e con non poca sorpresa Fratelli d’Italia rompe il muro del 17% dei consensi, un dato che porta per la prima volta gli analisti e i commentatori a parlare di un possibile sorpasso del partito della Meloni ai danni del Partito Democratico

Ancora una volta, come già accaduto a settembre del 2020, a ogni balzo pari o superiore al punto percentuale nei sondaggi, corrisponde una parallela crescita di Facebook quale territorio digitale prioritario del parlato che si concentra sulla keyword “Giorgia Meloni”. A febbraio, come si vede, il 75% di tutte le discussioni sono racchiuse sulla piattaforma social.

È chiaro che dopo due mesi di irripetibile intensità a marzo e aprile ci potesse essere, così come avvenuto nei fatti, una ritirata per due motivi nient’affatto secondari: il primo, legato al varo del governo Draghi che ha sgonfiato la polarizzazione del dibattito pubblico e, il secondo, determinato, nelle settimane successiva alla nomina del generale Francesco Figliuolo quale nuovo commissario straordinario all’emergenza Covid 19, dall’avvio di una campagna di vaccinazione che tra aprile e maggio inizia a macinare numeri importanti e da tutti attesi. Così, mentre a marzo il mood positivo della Meloni è ancora al 33% ad aprile subisce un lieve calo e si attesta a fine mese al 30%

Infine, i due mesi finali dell’analisi, maggio e giugno 2021, sono per così dire quelli della raccolta per la Meloni e Fratelli d’Italia, dopo la lunga semina invernale di gennaio e febbraio. Una raccolta rinviata alla tarda primavera solo perché come accennato in precedenza l’agenda delle discussioni in rete era tutta costruita su una priorità che fagocitava tutte le altre, ovvero la campagna di vaccinazione.

Solo quando gli italiani hanno potuto verificare con mano come il nuovo modello organizzativo messo in piedi da Figliuolo ha raggiunto, tra fine aprile e la prima decade di maggio, la soglia annunciata delle 500 mila inoculazioni giornaliere, il dibattito si è in parte rivolto verso altri argomenti e tra questi il disegno di legge Zan, e il tema delle riaperture e la fine del coprifuoco, con il portato inevitabile della divisione tra favorevoli e contrari, tra apocalittici e integrati.

L’ultimo bimestre di questo percorso a ritroso si chiude con il superamento del gradino mediale del mood al 35% che Giorgia Meloni si porta a casa dopo aver seminato in inverno (a maggio il mood è al 38% e a giugno invece è al 37%) e che viene anche consacrata con la medaglia del 20%, la nuova frontiera che SWG attribuisce a Fratelli d’Italia nelle intenzioni di voto degli italiani.

Ultimo aggiornamento: 19:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA