GIUSEPPE CONTE

Conte bis alla prova su Ue e manovra

Giovedì 5 Settembre 2019 di Mario Ajello
Conte bis alla prova su Ue e manovra

C'è chi lo definisce un governo giallo-giallo con una spruzzata di rosso burocratico. Ma non è così. Si tratta di un esecutivo, dal punto di vista cromatico, piuttosto equilibrato. Dieci pentastellati. Nove del Pd (più uno di Leu: per rosso burocratico s'intende il bersaniano Speranza alla Salute?). Però i dem hanno avuto la metà dei voti di M5S alle ultime elezioni, mentre nella compagine governativa hanno pareggiato in numero di ministeri. O addirittura vinto, visto che la battuta che circola tra i grillini è questa: «Conte? Ma Conte è uno del Pd!». Sarà per questo che gli hanno piazzato nel palazzo, per controllarlo meglio, il sottosegretario Fraccaro, occhiuto colonnello di Di Maio. In più, il super-ministro - quello del Mef - è piddino doc, Roberto Gualtieri.

Zingaretti non si può affatto lamentare, ecco: ha riportato al governo il suo partito e ha dato una consistente impronta rosé alla squadra ibrida dei 21 ministri (più il premier e Fraccaro). Ma attenzione: l'ibrido potrà rivelarsi un vantaggio, se le affinità tra dem e stellati diventano elettive, se invece il giallo e il rosé non si fondono il rischio è quello di rivedere il caos giallo-verde. E comunque: erano 19 i ministri del SalviMaio, sono 21 questi del MaZinga e tre i tecnici di allora (Tria, Savona, Moavero) mentre adesso lo è soltanto la Lamorgese. A riprova che si è voluto dare una connotazione molto di partito, politicissima, alla doppia squadra in campo. Lamorgese al Viminale è però un segnale politico: ridare neutralità al ministero dell'Interno dopo la stagione hard di Salvini che va fatta decantare.

Il governo più giovane (oggi il giuramento) di tutti è questo: età media 47,4 anni (l'esecutivo Renzi era 47,8). E ci sono grandi rientri: occhio a Franceschini alla Cultura, per rilanciare la sua riforma dei musei che Bonisoli stava smontando. O elementi di continuità: Bonafede che succede a Bonafede e Costa dopo Costa. Cosa che non è riuscita alle uscenti Grillo e Lezzi e in generale non spicca l'esercito rosa (inteso come femminile). Solo 7 donne (33 per cento, la stessa proporzione che s'è avuta negli ultimi esecutivi) tra i ministri e non deve stupire: bastava vedere la sfilata di deputati e senatori durante le consultazioni, dove è comparsa una donna ogni tre uomini. Al tempo di Ursula - che sta puntando a un fifty-fifty nella commissione Ue - le proporzioni tra maschi e femmine dovevano forse essere più generose per quest'ultime. Anche considerando che l'elettorato femminile ha premiato particolarmente i due partiti del neo-governo. Dove in completo rosa c'è il renzismo: due su due sono donne quelle indicate da Matteo: la Bellanova e la Bonetti (più Guerini mezzo renzista).

La rappresentanza geo-politica dice questo: prevale, e assai, la provenienza meridionale dei ministri, come risulta dalla radiografia targata Dire. La Campania ne ha 4 (basti pensare a Di Maio ma anche a Spadafora); 3 la Sicilia, 2 la Basilicata e anche l'Emilia Romagna, il Lazio, la Lombardia, il Piemonte e la Puglia. Provenienza Sud, è vero, ma analizzando le biografie dei personaggi non emerge per lo più un particolare impegno meridioonalistico.

Se applichiamo il modello Cuccia (le azioni non si contano, si pesano), il Pd appare in leggero vantaggio (la Difesa a Guerini è un bell'acchiappo). In ogni caso la rinascita del consiglio di gabinetto, con dentro i capi delegazione dem (Franceschini) e stellati (Di Maio) sta a significare l'esistenza di una camera di compensazione dove i pesi dell'uno e dell'altro confronteranno la propria mole. Ad occhio, tra new entry ed evergreen, il tasso di esperienza del MaZinga parrebbe superiore a quello del governo precedente e valga per tutti un esempio clamoroso: fuori Toninelli e dentro la De Micheli, già sottosegretaria di lungo corso e attualmente vice-segretaria del Pd, ed è improbabile che qualcuno rimpianga i riccioli e gli occhialoni del Danilo Toninulla.

Ed eccoci ai segni zodiacali. Predomina il Cancro tra i prescelti. E per il 2020, questo è l'oroscopo per i cancerini: «Un nuovo ciclo si apre a voi! E' tempo di raccogliere le vostre ambizioni e di andare avanti con determinazione e fiducia». Se invece prevarrà la mollezza, torna Salvini.

Ultimo aggiornamento: 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA