Governo, Gentiloni: «Ora la crescita». Ma «dovrà collaborare con il falco Dombrovskis»

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di Antonio Pollio Salimbeni

BRUXELLES Si chiamerà Economia e non Affari economici il portafoglio di cui è responsabile l'ex premier del pd Paolo Gentiloni. La cosa certa è che si occuperà di bilanci pubblici, compreso quello dell'Italia, e di fisco, con un occhio particolare alla tassazione equa sul piano europeo e globale e alla lista nera' dei paradisi fiscali. È il riconoscimento di una candidatura forte e anche del nuovo corso politico nazionale. Ed è la prima volta che un italiano ha un tale incarico a Bruxelles. Per l'Italia la partita dei commissari con i difficili negoziati tra la presidente Ursula von der Leyen e i governi era cominciata da una posizione di estrema debolezza: con il passaggio dal Conte 1 al Conte 2 il gioco è completamente cambiato. Che a Bruxelles si scommetta su tale cambiamento in uno Stato centrale per la Ue è evidente e l'attribuzione di un portafoglio molto importante (non il più importante) ne è la testimonianza. Dopodichè è un fatto che Gentiloni dovrà condividere la sua responsabilità con Valdis Dombrovskis, che dall'alto della sua posizione di vicepresidente esecutivo ha per missione l'economia e l'euro oltre ai mercati finanziari.

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IL MODELLO
Il modello seguito dalla Commissione Juncker viene così replicato. Sia Gentiloni che Dombrovskis sono ex premier, ma la Lettonia non è l'Italia. Tuttavia, mentre negli ultimi 5 anni Dombrovskis era uno dei tanti vicepresidenti, ora sta nella rosa dei tre superpresidenti subito sotto von der Leyen, insieme al socialista olandese Timmermans (clima) e alla liberale danese Vestager, vera punta' del nuovo esecutivo Ue che conserva la concorrenza. Sotto Juncker Dombrovskis rappresentava l'ala più rigorista', Moscovici era favorevole a riforme coraggiose della governance economica. Come lo schema sarà rieditato lo vedremo presto. Questo è l'equilibrio raggiunto per rispondere alle perplessità se non a qualche opposizione (dal fronte del Nord') alla scelta di Gentiloni per quel portafoglio visti i trascorsi dell'Italia, nell'ultimo anno in aspro contrasto con le regole di bilancio, e l'enorme debito pubblico nazionale. Richiesta di commentare la volontà del governo di cambiare il patto di stabilità, Von der Leyen è stata esplicita: «Gentiloni dovrà collaborare strettamente con Dombrovskis e ricorso che lo stesso ministro dell'economia Gualtieri conosce perfettamente le regole e quali sono le aspettative dei paesi: se le rispetteremo staremo meglio tutti». Poi scrive nella lettera di incarico a Gentiloni: «Dovrai assicurare l'applicazione del patto di stabilità usando la piena flessibilità permessa dalle regole».

Nessun via libera automatico agli sconti. In ogni caso, ha sottolineato von der Leyen, le decisioni sono collegiali, ogni commissario non rappresenta il proprio paese ma «l'interesse europeo». Gentiloni, che sarà competente anche del programma di investimenti per la crescita e del regime Ue di assicurazione contro la disoccupazione (tutto da costruire), ha dichiarato: «Mi impegnerò per contribuire al rilancio della crescita e alla sua sostenibilità sociale e ambientale. Cercherò di onorare l'Italia lavorando nell'interesse di tutti i cittadini europei e in costante raccordo con il Parlamento europeo e le istituzioni dell'Unione».
L'assetto generale della nuova Commissione riflette le aspettative con alcune eccezioni. Viene confermata la triade' dei vicepresidenti esecutivi. Sotto ci saranno 5 vicepresidenti normali', poi vengono i commissari. La francese Sylvie Goulard si è aggiudicata un settore importantissimo per la Francia (industria/difesa/mercato interno): alla fine essendo Parigi (come Berlino) interessata alla riforma delle regole di concorrenza sarebbe stato troppo affidarla a una francese. Altro portafoglio di punta il commercio, affidato all'irlandese Phil Hogan. Emergono la socialista portoghese Ferreira (coesione/riforme) che si aggiudica il futuro bilancio dell'Eurozona che si presumeva sarebbe rientrato nelle competenze degli affari economici e il popolare greco Margaritis Schinas (5 anni a fianco di Juncker come portavoce), che si occuperà di immigrazione. Proprio sui migranti, von der Leyen ha indicato che la riforma delle regole di Dublino sull'asilo vanno riformate: «La solidarietà non può dipendere da una posizione geografica».
 
Mercoledì 11 Settembre 2019, 07:36 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2019 14:22
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