MATTEO SALVINI

Salvini, scontro con le toghe: «Rispettino la Costituzione»

Domenica 20 Giugno 2021 di Mario Ajello
Salvini, scontro con le toghe: «Rispettino la Costituzione»

C'era una volta il Matteo Salvini che attaccava tutti. Che se la prendeva - l'ultima volta sul palco il 4 luglio di un anno fa ma ora rieccolo in piazza a Roma e sembra quasi che non sia più lui - contro la «dittatura sanitaria» di Conte e che giocava ad essere l'oggetto contundente della politica italiana, il Capitano alla guida della Bestia, lo Spaccatutto. E adesso?

Salvini, manifestazione a Roma

Eccolo alla Bocca della Verità, prima manifestazione politica nella ripartenza italiana, ed è il Federatore pacato e moderato, il capo della Lega di centro («gli interessi degli italiani sono più importanti degli interessi di partito»), il Matteo modello Draghi («questo governo ci piace, è il nostro governo») e in format Giorgetti (che in piazza non c'è anche perché il suo timbro lo ha dato abbondantemente e idem Zaia: che infatti è a sua volta assente ma politicamente presentissimo come il ministro dello Sviluppo economico) e questo Carroccio senza Alberto da Giussano (semmai c'è Annalisa Minetti che non canta il Va pensiero ma storpia l'Inno di Mameli dal palco e ci sono i saluti nazionalpopolari del Volo) è un inedito che lancia questo messaggio: l'Italia riparte ha in Salvini il leader di governo e nella Lega la forza che si intesta la ripartenza.


L'unico bersaglio polemico di Salvini è rimasto l'Associazione nazionale magistrati. Il presidente del sindacato delle toghe Giuseppe Santalucia annuncia la «ferma e forte reazione» dell'Anm - paventando il rischio che i referendum dei leghisti e dei radicali sulla giustizia finiscano per affossare la riforma che il governo sta costruendo - e Salvini reagisce dal palco: «Posizioni gravissime, sanno di minaccia. Rispettino la Costituzione. E chi di dovere intervenga». Ossia Mattarella, che è anche il presidente del Csm. Lo scontro Salvini (e Radicali) contro Anm scatena a favore dei magistrati M5S (con Mario Perantoni presidente della commissione Giustizia della Camera) e un altro partito della maggioranza, Italia Viva, con Cosimo Ferri, difende invece i referendum: «Saranno uno stimolo per governo e parlamento». Ma per il resto la Lega di piazza - dove si raccolgono anche le firme referendarie - è un partito che cerca di essere centrale e un po' centrista: per togliere spazio allo sfondamento della Meloni nell'Italia normale.

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LA STRATEGIA
«Dopo il Covid la politica ha il dovere di essere unita, veloce, concreta, efficace. Gli italiani ci chiedono questo, non divisioni e litigi. Io insisto e arriverò all'obiettivo perché sono un testone, a chiedere a tutti gli amici del centrodestra di metterci insieme per aiutare l'Italia e gli italiani, di lasciare da parte gelosie, egoismi, divisioni e di unirci con una carta fondativa di valori comuni»: questo è Salvini oggi. Alla Meloni e a Berlusconi offre una carta fondativa del nuovo centrodestra ma Giorgia continua a non sembrare in questo mood.
Intanto, nella piazza senza simboli di partito, Salvini polemizza giusto contro le mascherine («Ora basta», ma tanto sa che tra poco il governo prenderà qualche misura in materia), mentre sui referendum leghisti-radicali sulla giustizia va contro l'Anm schierata su posizioni opposte e pronta a fare battaglia: «Non si può avare paura della volontà popolare e dei referendum - dice Salvini - e tantomeno minacciare la libertà di scelta. Intervengano i vertici delle istituzioni». Cioè Mattarella. Questo chiede il capo leghista e con lui i Radicali. Uno dei quali, Maurizio Turco, parla dal palco ma la star è Giulia Bongiorno.


I TESTIMONIAL
Per il resto, lavoro-lavoro-lavoro e ripartenza-rilancio- ricostruzione: la strategia della Lega è questa. E sfilano sul palco - tra un saluto del tandem Michetti-Matone e una comparsata dei governatori leghisti, compreso Fontana che incredibilmente esalta il «modello lombardo» che ha fatto flop tra Covid e tutto il resto con grave danno per i cittadini - i lavoratori di Ikea a rischio licenziamento, Paolo Bianchini a nome dei ristoratori depressi ma vogliosi di ricominciare e imprenditori del calibro di Gianluigi Cimmino (ceo del gruppo Pianoforte cioè Yamamay e Carpisa) che grida: «Grazie a Salvini che ha messo su questo governo». Un Salvini che almeno per ora sembra aver abbandonato il doppio schema - di lotta e di governo - e gioca tutto sulle realizzazioni dell'esecutivo anche per togliere spazio si manovra a Fratelli d'Italia che è, più comodamente, all'opposizione.

 


 

Ultimo aggiornamento: 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA