Zingaretti: «Spacca-Italia un errore, ma M5S lo ha sottoscritto»

Venerdì 24 Maggio 2019 di Simone Canettieri

Segretario Nicola Zingaretti, il suo Pd punta a scavalcare il M5S e a piazzarsi secondo: quali percezioni ha?
«Puntiamo a ricostruire una seria alternativa a un esperimento di governo che non funziona e sta fallendo. Hanno raccolto la paura e la rabbia di tante persone, ma i risultati sono disastrosi: più disoccupazione, meno crescita, più tasse, più cassintegrazione. Non io, ma il ministro del Tesoro ha detto che i conti sono fuori controllo e che dopo il voto o si aumenta l'Iva o si aprirà una stagione di tagli. Su questo punto nel Governo c'è il caos. Ecco, il nostro compito è costruire un'alternativa a questo caos e individuare subito un piano per l'Italia».
 

Ora che ha incassato anche l'appoggio dell'Anpi, quale argomento usa più spesso per smontare la narrazione dei grillini nuova sinistra in chiave anti-Lega?
«Quella di Di Maio è una cinica furbizia. Ci vuole coerenza tra le parole e i fatti. Se vince Di Maio, Salvini farà il ministro dell'Interno per altri quattro anni. Lo hanno detto loro. Dicevano no ai condoni, poi li hanno votati. Si definiscono moderati, ma vanno a Parigi dai gilet gialli che bruciano le auto. Contestano alla Lega di allearsi con l'ultradestra, ma stringono patti con i peggiori populisti europei. Non sono di sinistra: sono trasformisti. L'opposto di quello che serve oggi all'Italia: una visione chiara, con politiche per creare lavoro, benessere e futuro ai giovani, che purtroppo hanno ripreso a fuggire dall'Italia».

Cosa ha detto a Fiorella Mannoia che, dopo la sbandata per i 5 Stelle, è ritornata a cantare per il suo Pd?
«Non le ho detto nulla, se non un grande grazie per la sua disponibilità. Ci ha regalato una canzone bellissima che sento molto mia, soprattutto quando dice è il tempo del coraggio».

Chiudiamo gli occhi: lunedì il governo non cadrà, la Lega uscirà dalle urne come primo partito. Cosa dirà subito?
«Farò un appello a chi sta al governo: fate quello che non avete fatto finora. Pensate alle persone e non ai vostri egoismi di partito. Smettetela con provocazioni e litigi e sbloccate l'Italia, se ne siete capaci. Anche se dubito che lo siano».

Con il Carroccio forte, il governo spingerà sull'Autonomia: come vede questa riforma?
«L'Autonomia che decentra i poteri è giusta. L'idea di autonomia che distrugge l'Italia invece è un errore drammatico. Anche per il Nord. Di nuovo, non pensano al Paese, alle persone, alle imprese e alla salvaguardia dei principi costituzionali. La proposta leghista non è percorribile, ma ci sono in campo ipotesi diverse».

E quali? Anche nel suo Pd ci sono tante posizioni: da quella di De Luca a quella di Bonaccini. Il Pd non ha una linea?
«Veramente De Luca e Bonaccini hanno un'idea molto simile di autonomia. La proposta dell'Emilia Romagna è radicalmente diversa da quella della Lega, a cominciare dalla questione fiscale e dall'impegno a garantire i vincoli di solidarietà tra aree più deboli e aree più forti».

È pronto a fare una battaglia in Aula con il M5S affinché non ci sia uno Spacca-Italia?
«Noi abbiamo le idee chiare: sì all'Autonomia che migliora la vita delle persone e l'efficienza delle amministrazioni. No a quella che divide l'Italia. Il problema è del M5S che all'Autonomia della Lega ha detto sì nel contratto di governo. A proposito di trasformismo».

C'è il rischio di un'Italia a due velocità, con Roma penalizzata?
«Certo, un Paese che umilia la propria Capitale è un Paese più debole. Ed il problema è addirittura anche molto più serio. Nei prossimi cinque anni si deciderà se l'Europa si disgrega e si divide, lasciando l'Italia e gli altri Paesi più soli e più fragili; oppure se diventa un attore globale che compete nel mondo. Io mi batterò per la seconda ipotesi. L'Europa che non funziona è quella intergovernativa, immobilizzata dai veti incrociati degli Stati che piace a Salvini e ai suoi amici sovranisti».

Ma l'attuale assetto dell'Ue non ha funzionato.
«Dobbiamo rimettere in discussione meccanismi obsoleti, come l'unanimità, e superiamo l'Europa dell'austerity per costruire quella dello sviluppo e del lavoro. Una cosa è distruggere e rimanere soli, un'altra è cambiare ed essere più forti, insieme».

È pronto a scommettere che l'area di Renzi rimarrà nel partito? L'ex premier ha detto che in vista delle politiche ci sarà una riorganizzazione e che si vince al centro.
«Renzi ha detto una cosa giusta sulla quale io concordo, anzi è stato uno dei pilastri della mia proposta congressuale: costruiamo un nuovo centrosinistra, il cui profilo e radicamento sarà definito dalle proposte, dalle politiche, dai valori che difenderà: rivoluzione verde; investimenti su scuola, università e ricerca e sul trasferimento tecnologico; incentivi alle imprese; semplificazione della burocrazia; più giustizia nel fisco. Tutti capitoli che non esistono nell'agenda del Governo».

Suo fratello Luca dice che è preoccupato per lo stress a cui lei è sottoposto e che vi sentite tutte le sere. Quale consiglio le dà Montalbano?
«Di continuare così, a combattere per le idee in cui credo».
 

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