GIUSEPPE CONTE

Raggi, sfida a Di Maio: mi candido anche da sola. Prove di disgelo con Conte

Giovedì 5 Novembre 2020 di Francesco Pacifico
Raggi, sfida a Di Maio: mi candido anche da sola. Prove di disgelo con Conte

«Mi candido. Anche da sola». Ventiquattr’ore dopo lo sgarbo di Palazzo Chigi - il premier Giuseppe Conte ha visto a Palazzo Chigi Nicola Zingaretti e monsignor Rino Fisichella per parlare del Giubileo 2025, ma non la sindaca di Roma - Virginia Raggi ha fatto sapere al suo staff che non intende fare un passo indietro su un bis al Campidoglio. Anzi. Anche se il Movimento Cinquestelle decidesse di non appoggiarla pur di trovare un accordo con il Partito democratico, lei correrebbe con un suo simbolo. In serata l’annuncio: «Sono positiva al Covid. Sto bene, continuo a lavorare da casa con la determinazione di sempre». 

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Ai suoi fedelissimi ha chiesto di formare due liste civiche che l’appoggino: la prima composta da esponenti del mondo ambientalista e l’altra da personalità riconducibili alla lotta alla criminalità e alla corruzione come alle battaglie antifasciste.

Ma che sia Virginia Raggi il nome sul quale convergeranno i grillini per le prossime comunali sono in pochi a scommetterci. E non soltanto perché sia dal fronte del Pd Zingaretti sia dal fronte pentastellato, Luigi Di Maio, continuano a ripetere che l’alleanza rosso-gialla va estesa anche ai sindaci, con il Campidoglio in testa. 

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Ieri a Palazzo Senatorio - raccontano dall’interno - è stata una giornata alquanto surreale. L’input è stato quello di andare avanti come se lo sgarbo di Palazzo Chigi non ci fosse mai stato, con la prima cittadina impegnata a rilanciare la candidatura di Roma per l’Expo 2030, e da ieri in quarantena volontaria. «Voglio informavi - ha fatto sapere sui social - che la scorsa settimana sono stata in contatto con una persona risultata oggi positiva al Covid-19. Io non ho alcun sintomo ma, nel rispetto dei protocolli previsti, ho deciso di mettermi in auto-isolamento volontario a casa per i giorni utili a completare i controlli. Voglio tranquillizzarvi: sto bene». 

Eppure proprio in Campidoglio molti ricordano i toni non concilianti della sindaca usati martedì pomeriggio verso il premier Conte dopo aver saputo dell’incontro e le frenetiche telefonate tra i due staff per ottenere una smentita o una rettifica. Che è arrivata soltanto nella tarda serata di martedì, dove però il presidente del Consiglio ha fatto sapere “soltanto” che auspica un maggiore coinvolgimento del «sindaco di Roma» nell’organizzazione del Giubileo e nella commissione paritetica tra Stato italiano e Vaticano. 

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Detto questo, proprio da Palazzo Chigi, ieri lo staff del premier faceva sapere che Conte e Raggi si erano chiariti in mattinata, ripetendo che non era stato il presidente del Consiglio a chiedere la riunione e, di conseguenza, non poteva essere lui ad allargare gli inviti.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire quanto è profondo il dialogo tra Zingaretti e Di Maio per trovare un candidato comune. Il Pd continua guardare a nomi che possano essere graditi alla galassia grillina, tra i quali non c’è quello di Carlo Calenda. Intanto le voci di uno slittamento delle amministrative per motivi legati al Covid dà più tempo agli attori in campo per trovare una soluzione. Si muove anche il centrodestra. Claudio Durigon, coordinatore della Lega a Roma, a margine di un tour a Torrespaccata fa sapere che «stiamo valutando persone che possono essere valide». Sul fronte di Fratelli d’Italia risalgono le chance di Fabio Rampelli.
 

Ultimo aggiornamento: 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA