Variante Omicron, come riconoscere i sintomi: dal mal di testa alla stanchezza, cosa bisogna sapere

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Michela Allegri
Variante Omicron, come riconoscere i sintomi: dal mal di testa alla stanchezza, cosa bisogna sapere

Variante Omicron: mal di testa, stanchezza, dolori muscolari. Ecco i primi sintomi a cui prestare attenzione: potrebbe non trattarsi di una banale influenza, ma essere l'effetto della variante Omicron del Covid, in fase iniziale. Con le feste alle porte e l’Europa alle prese con la quarta ondata di infezioni, crescono la preoccupazione e le domande sull’ultima mutazione del Sars-Cov-2 classificata dall’Oms come «variante di preoccupazione». Il vaccino è l’unica arma per fermare la corsa del virus, ma Omicron potrebbe essere ancora più trasmissibile delle tipologie precedenti, e più capace di eludere le risposte immunitarie. L’immunizzazione, comunque, protegge dalle forme gravi di malattia.

Omicron, i sintomi per riconoscere il virus

 

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L’allerta è alta ed è necessario continuare a rispettare le precauzioni che abbiamo imparato a conoscere da quanto la pandemia è esplosa nel 2020. È importante prestare attenzione ai sintomi, che possono consentire di riconoscere per tempo la variante proveniente dal Sudafrica. Quelli più comuni sono mal di testa, mal di gola e raffreddore: disturbi simili all’influenza di stagione. La dottoressa Angelique Coetzee, presidente della South African Medical Association, ha affermato che i principali sintomi di Omicron a cui prestare attenzione sono: fatica, dolori muscolari, cefalea. Ha anche descritto un «caso considerato molto interessante»: una bambina di sei anni aveva febbre e una frequenza cardiaca molto alta.

 

 

 


Un dato preoccupa: Omicron sembra essere in grado di reinfettare chi ha già avuto la malattia. Emerge da uno studio preliminare, in corso di revisione, per MedRxiv. L’indagine si basa sull’analisi di 2 milioni e 796mila persone che hanno sviluppato il Sars-Cov2 in Sudafrica tra marzo 2020 e novembre 2021. La variante «è associata ad una capacità significativa di evadere l’immunità acquisita da infezioni precedenti» con il virus, spiegano gli scienziati. E potrebbe essere una novità: «Non ci sono prove epidemiologiche evidenti di una capacità simile con le varianti Beta o Delta».


Come ci si può difendere? L’Oms spiega che la strategia per ridurre la diffusione del virus resta la stessa: distanziamento, mascherine, starnutire nel gomito o nel fazzoletto, lavare spesso le mani, ventilare gli ambienti. La raccomandazione è di sottoporsi all’immununizzazione e, in caso di ciclo concluso, di effettuare il prima possibile la dose booster.

 

Ultimo aggiornamento: 19:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA