Vaccino Johnson&Johnson, parte subito il richiamo. Poi toccherà a Sputnik

Mercoledì 3 Novembre 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccino Johnson&Johnson, parte subito il richiamo. Poi toccherà a Sputnik

Scatta da oggi la somministrazione della seconda dose per chi è stato immunizzato con il vaccino Janssen di Johnson&Johnson, l’unico dei quattro “anti Covid” che prevedeva una sola iniezione. Possibile prenotarsi dai medici di base, nelle farmacie, al Cup, a seconda delle formule scelte dalle varie Regioni. Come già deciso negli Stati Uniti e in Spagna, l’Aifa (agenzia italiana del farmaco), al termine di una lunga riunione della Commissione tecnico scientifica tenutasi martedì e ieri, ha approvato la somministrazione di una seconda dose, ma con un vaccino differente, a mRNA, dunque Pfizer o Moderna. A differenza di quanto avviene con la terza dose di chi era stato immunizzato con gli altri tre vaccini (oltre a Pfizer e Moderna, anche AstraZeneca), per il booster di Johnson&Johnson non sono stati fissati limiti di età. Si apre a tutti perché i dati a disposizione testimoniano una decadenza della protezione dall’infezione dopo sei mesi, anche se, stando a quanto ribadito dalla Cts di Aifa, resta solida nei confronti della malattia grave. Se vogliamo però limitare la circolazione del virus, è importante che anche lo scudo anti infezione sia consolidato. Tra la prima e la seconda dose di Johnson&Johnson, però, dovranno trascorrere almeno 180 giorni. Ieri sera è uscita anche la circolare del Ministero della Salute. Inoltre, Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, ha spiegato al Tg1: «Abbiamo ragionato di aprire alla possibilità di una dose booster per i vaccinati con Sinovac e Sputnik. Tale decisione credo che faciliterà l’acquisizione del Green pass». Magrini ha anche ipotizzato la terza dose per tutti, senza limiti di età, nei prossimi mesi, ma ha precisato: «È bene ricontrollare tutti i dati e vedere l’andamento della pandemia». 

Ma cosa dice la Commissione tecnico scientifica di Aifa sul vaccino Janssen di Johnson&Johnson? Nel dettaglio: «I dati disponibili indicano una sostanziale stabilità della risposta immunitaria, sia umorale che cellulare, fino a 8 mesi dalla somministrazione di una dose di vaccino Janssen. Anche la protezione nei confronti di malattia grave, ospedalizzazione o morte risulta sostanzialmente stabile fino ad almeno 6 mesi dalla vaccinazione». «Allo stesso tempo, tuttavia, con il passare dei mesi si osserva un lento declino dell’efficacia vaccinale nei confronti delle forme lievi/moderate di malattia». Conclusione: «Le evidenze più recenti confermano l’efficacia di una dose booster (soprattutto con vaccino a mRNA) nel potenziare la risposta immunitaria. Si ritiene, pertanto, che per i soggetti vaccinati con Janssen sia opportuna la somministrazione di una dose booster eterologa con vaccino a mRNA (nei dosaggi autorizzati per la dose booster) a partire da 6 mesi dalla prima dose». Ma quanti sono gli italiani coinvolti? Una minoranza, 1,6 milioni. Così suddivisi per fascia di età: 165mila over 80, 151mila 70-79 anni, 440mila 60-69 anni, 377mila 50-59 anni, 202mila 40-49 anni, 143mila 30-39 anni, 165mila 18-29 anni. Nel Lazio, in particolare, i vaccinati con il monodose sono circa 300mila, ma visto che si può ricevere la seconda iniezione solo se sono trascorsi sei mesi dalla prima, inizialmente l’operazione interesserà circa 200mila persone. Il Lazio, con l’obiettivo di velocizzare il più possibile la campagna vaccinale, è una delle regioni che ha usato maggiormente J&J. 

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Spiega l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato: «Ci ha dato ottimi risultati, però ora è importante rinforzare la protezione e partire velocemente con le seconde dosi». In pratica: la somministrazione del richiamo a 180 giorni per i vaccinati con Johnson& Johnson avverrà da subito, anche da oggi, «presso i medici di medicina generale ed entro 48 ore prenotandosi sul portale regionale e nelle farmacie». La strada della prenotazione viene ritenuta la più razionale, ma in Regione fanno capire che chi si presenterà dei centri vaccinali, dove ormai è possibile ricevere l’iniezione anche a vista, con il documento che attesti la data della prima dose e la tessera sanitaria, non verrà mandato indietro.

A Roma, come nel resto d’Italia, è necessario accelerare. Le vaccinazioni con prime dosi ormai sono poche, difficile convincere chi ha sempre rifiutato l’iniezione, quanto meno è importante rafforzare la protezione dei primi vaccinati. Un’altra annotazione importante: chi riceve la dose booster (sia la seconda di Johnson&Johnson sia la terza degli altri) fa ripartire la durata del Green pass. Per essere chiari: se una persona ha concluso il percorso vaccinale il primo maggio 2021, il suo Green pass scade il primo maggio 2022. Ma se riceve la dose booster il 15 novembre 2021, allora la scadenza slitta al 15 novembre 2022 (con la speranza che per quel giorno non sia più necessario).

Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 07:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA