Prof in piazza, ma lo sciopero è un flop: ha aderito solo il 9,04 per cento

Venerdì 20 Maggio 2016
Prof in piazza

Prof di nuovo in piazza ad un anno di distanza dallo sciopero generale che registrò percentuali da record. Questa volta i dati saranno ben diversi e gli stessi sindacati - Flc-Cgil, Uil, Cisl e Snals-Confals, lo sanno bene. Appena il
 il 9,04% del personale in servizio. Ma inevitabile la proteste: il mancato rinnovo del contratto congelato di fatto da quasi sette anni e che a conti fatti ha fatto perdere ai docenti complessivamente 11mila euro in sette anni; i carichi di lavoro sempre più pesante del personale Ata; la chiamata diretta dei docenti prevista  a settembre; il bonus ai più meritevoli; le responsabilità (troppe) dei presidi. E ancora i precari perchè la piaga non è del tutto eliminata.
Da Milano a Palermo, passando per Torino, Firenze, Roma, Napoli, i prof si sono dati appuntamento per far sentire la loro voce. 

Il ministro Stefania Giannini pur rispettando la protesta è intervenuta sullo sciopero. «Abbiamo assunto centomila insegnanti, stiamo facendo il concorso per altri 63 mila, stiamo provvedendo anche alla questione del personale Ata, abbiamo messo 4 miliardi di risorse fresche, più i soldi per l'edilizia». «Francamente credo che anche di questo la Cgil debba prendere atto».

A Napoli il corteo si è snodato da piazza Dante a piazza Matteotti dove ha chiuso con un comizio Pino Turi, leader della Uil scuola. «Ci preoccupa la direzione che sta prendendo la nostra scuola all'indietro nella storia, ci preoccupano le scuole di tendenza, ci preoccupa la trasformazione genetica che sta avendo la scuola ad opera delle legge 107».  «Il Governo - ha detto Turi - dietro la facciata delle assunzioni tradisce un ritorno neo autoritario nella scuola che pensavamo ormai scongiurato. Con l'introduzione del bonus e la scelta diretta da parte dei dirigenti scolastici si opera un condizionamento inaccettabile del personale. Ad essere penalizzati per primi sono gli insegnanti che di fatto vedono indeboliti il pluralismo professionale e la libertà di insegnamento. Fondamentali per una scuola di qualità». «Siamo molto preoccupati - ha ribadito ancora Turi dal palco allestito a Piazza Matteotti - con il pericolo non tanto lontano di arrivare a scuole di tendenza, una vera e propria privatizzazione della funzione statuale della scuola pubblica e statale.

Roma si sono dati appuntamento a piazza San Paolo. E' stata una giornata di disagi nella capitale tra sciopero della scuola e blocco dei mezzi pubblici per quattro ora. Al corteo anche il candidato sindaco Stefano Fassina. 
Il comizio ha visto sul palco il leader dela Cisl scuola Maddalena Gissi. Sui social ha fatto sentire la sua voce la segretaria generale Annamaria Furlan. «La Cisl sostiene la protesta del mondo della scuola». Lo sottolinea sul suo profilo twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan sullo sciopero di oggi proclamato dai sindacati di categoria di tutto il personale della scuola. «Il Governo non può fare le orecchie da mercante. Ha il dovere di aprire nei prossimi giorni il confronto con i sindacati. La #lascuolavera (è l'hashtag scelto dai sindacati per lo sciopero di oggi) si fa rinnovando i contratti e ridando dignità a chi ci lavora», aggiunge la leader nazionale della Cisl.

Cgil protagonista con Domenico Pantaleo a Firenze. «Non solo la scuola non miglioa - piega - ma rischia di peggiorare». E gli effetti dei peggioramenti si vedranno proprio all'inizio del prossimo anno scolastico. 

Sul fronte degli Ata si è ottenuto qualche risultato. Sono stati convocati per il prossimo 26 maggio con l'auspicia che si possa bloccare il nodo assunzioni.

La prossima settimana intanto si devono chiudere i giochi del decreto Scuola approvato al Senato e ora in discussione alla Camera dove con molta probabilità verrà posto il voto di fiducia. Diverse le misure inserite nel decreto. Oltre al finanziamento per proseguire il percorso delle «scuolebelle» anche il raddoppio dei fondi per i commissari impegnati nel concorso. Il bonus di 500 euro per i diciottenni extracomunitari (verrà comunque dato dopo la tornata elettorale) e la sanatoria per i maestri della scuola dell'infanzia idonei al concorso Profumo che verranno assunti ma non nella Regione di appartenenza, almeno epr chi ha fatto il concorso in Lazio, Campania e  Sicilia.

Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 17:14