Dal Papa il premier francese, sul tavolo temi politici: dalla COP26 al rapporto choc sulla pedofilia

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Franca Giansoldati
Il momento dell'arrivo in Vaticano del premier francese / pool media vaticani

Città del Vaticano – L'occasione ufficiale della visita (importante) del primo ministro francese in Vaticano riguarda il centenario delle relazioni diplomatiche tra i due stati. Eppure l'arrivo di Jean Castex nel Palazzo Apostolico dove ha avuto un colloquio di 35 minuti a porte chiuse con il pontefice segna anche un passaggio denso di questioni politiche di comune interesse affrontate sullo sfondo. Per esempio gli strascichi inevitabili del rapporto choc sulla pedofilia appena pubblicato dalla commissione indipendente guidata dal giudice Jean Ives Le Drian dal quale è emerso che nel corso di 70 anni si sono accumulate circa 300 mila vittime da parte di 2900-3000 preti pedofili. Un quadro talmente raccapricciante da avere inferto un colpo letale all'immagine della Chiesa in Francia dove ora si parla persino di abolire il segreto della confessione, parificandolo al segreto professionale.

«Si sente bene che la Chiesa non è pronta a rimettere in discussione questo dogma (del segreto confessionale). Ma che che bisogna trovare dei mezzi di conciliarlo con il diritto penale e il diritto delle vittime» ha detto il premier francese. 

Le altre grandi questioni politiche riguardano il futuro del Libano ormai sull'orlo della guerra civile per le divisioni radicate e letali, il tema di un'Europa sempre più divisa e, infine, la tela che sta tessendo Papa Francesco in vista della Cop26, il vertice sull'ambiente previsto a Glasgow, in Scozia, per l'inizio del mese prossimo. Un summit fondamentale ma che parte già minato dalla assenza della Cina che si è sfilata in totale disaccordo sui passi da prendere in merito alla transizione energetica.

L'ultimo premier che si era recato in Vaticano era stato Francois Fillon, quando Sarkozy era presidente. Era il 2009 e sul trono di Pietro c'era Benedetto XVI. 

La visita di Jean Castex in Vaticano era inizialmente prevista per l'anno scorso ma il Covid la ha fatta slittare ad oggi. Castex non è un praticante, ma è stato per lungo tempo consigliere del liceo cattolico Notre-Dame-de-Garaison, a Monléon-Magnoac, negli Hautes-Pyrénées. Lui stesso dice di essere stato fortemente influenzato dall'esempio di padre Yves Laguillony, un sacerdote vicino al mondo missionario. 

Secondo Le Figaro durante il colloquio non è escluso che abbiano parlato anche di una possibiule visita in Francia, anche se le elezioni del 2022 potrebbero essere un ostacolo visto che vi sarebbe una regola vaticana che impone di non organizzare trasferte in paesi in campagna elettorale, anche se poi Papa Francesco in questi anni ha dimostrato diverse volte di averla ignorata e messa da parte tirando dritto per la sua strada. Una delle sue frasi preferite, infatti, è che non si può sempre dire: “si è sempre fatto così”. 

La visita del premier francese è stata 'scortata' da Élisabeth Beton-Delègue, la prima donna a ricoprire la carica di "ambasciatore francese presso la Santa Sede", e incaricata di tenere i legami con il Vaticano. 

Tra i doni che il premier francese ha portato al Papa una maglia del giocatore argentino Messi, naturalmente firmata dall'atleta e una copia di Notre Dame de Paris di Victor Hugo

 


 

Ultimo aggiornamento: 16:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA