Roma, dai night alla banda dei ticket: il ritorno dell'autista Califfo

Lunedì 6 Agosto 2018 di Lorenzo De Cicco
Roma, dai night alla banda dei ticket: il ritorno dell'autista Califfo

Riecco il Califfo. L'altra volta, quando era andato a cantare Tutto il resto è noia in un night di Zagarolo mentre all'Atac si dichiarava malato, gli era andata bene: licenziato nel 2014, è stato reintegrato due anni dopo quando il giudice ha sostenuto che le «terapie» alla base del forfait dai turni non fossero «incompatibili» con i concertini notturni sulle orme di Franco Califano. Ora Ezio Capri, diventato per quella vicenda una piccola star nel sottobosco Atac, con tanto di apparizioni sul piccolo schermo all'Arena di Giletti, è finito di nuovo nei guai. Il suo nome compare nell'elenco dei 7 dipendenti denunciati dalla partecipata dei trasporti per la truffa dei pedaggi delle strisce blu. Insieme ai colleghi, secondo l'azienda, avrebbe intascato i proventi del parcheggio dove era stato spedito a lavorare, appena riottenuto il posto. Biglietti della sosta incassati in contanti, senza però annotare l'operazione nella contabilità dell'Atac.

IL MECCANISMO
Nell'esposto e nella relazione del Nucleo ispettivo aziendale è descritto nei dettagli il sistema messo in piedi dalla presunta cricca: si parla del sistema operativo «forzato» per consentire l'apertura manuale della sbarra, dopo avere intascato il pedaggio cash dai clienti dell'area di sosta. Le accuse sono pesanti e se ci saranno altri riscontri, dopo la denuncia presentata ai pm di piazzale Clodio, Capri potrebbe finire sotto procedimento disciplinare.
Non sarà una passeggiata, per il Califfo, ma come questa storia ci ha già insegnato nulla impedisce di immaginare che, in qualche modo, possa riuscire a sfangarla anche stavolta.

IL PRECEDENTE
Del resto se l'era vista brutta già quattro anni fa, quando in via Prenestina si accorsero che mentre dichiarava ai superiori di essere malato, con tanto di certificato medico, in realtà dopo il tramonto si scatenava nei pub e nei locali notturni, dove sul palco infiammava la folla col repertorio del cantautore di Bimba mia. Su internet giravano anche i filmini di queste esibizioni, perfino la Finanza lo beccò durante un live, tanto che a tutti, quando il caso venne fuori, sembrò subito una vicenda chiusa, davanti a prove così schiaccianti. Beh, Capri è stato accusato di truffa, ma il giudice dell'udienza preliminare ha scritto che «l'attività canora è compatibile con la malattia». Ed è tornato a bordo dell'Atac. Lui, su Facebook, l'ha raccontata così quella disavventura: «Il giudice mi ha assolto con formula piena, è stato accertato che le diagnosi dei certificati non erano incompatibili con la mia passione per Califano. W Il Maestro - ha scritto - tutto il resto è noia».

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