Diabolik, arrestato il killer di Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio. «L'esecuzione in un video»

La polizia e i carabinieri, coordinati dai magistrati della Dda di Roma, hanno proceduto al fermo di Raul Esteban Calderon accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso

Venerdì 17 Dicembre 2021 di Michela Allegri e Camilla Mozzetti
Diabolik, arrestato il presunto killer di Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio. «Il volto del sicario in un video»

Un killer vestito da runner, lo stesso, che avrebbe agito due volte: a distanza di un anno. Un professionista, che sarebbe stato ingaggiato come sicario per risolvere gli scontri legati alla spartizione delle piazze di spaccio a Roma e sul litorale. Il proiettile che, nel settembre dello scorso anno, ha ucciso sulla spiaggia di Torvaianica l’albanese Shehaj Selavdi, sarebbe stato sparato dalla stessa persona che, nell’agosto di un anno prima, avrebbe freddato con un colpo a bruciapelo Fabrizio Piscitelli diventato nell’ultimo periodo - secondo gli inquirenti - uno dei narcos più potenti della Capitale. Dopo due anni di indagini, il killer è stato arrestato al Trullo, periferia sud-ovest di Roma: si tratta di Raul Esteban Calderon, argentino, 51 anni.

 

Diabolik, preso il killer: l'esecuzione in un video

 

A incastrarlo, un video che ha filmato l’esecuzione e, soprattutto, le intercettazioni ambientali nel carcere di Rebibbia e le dichiarazioni fatte agli inquirenti da uomini vicini a Diabolik, che sapevano con chi avesse un appuntamento, il 7 agosto 2019, al parco degli Acquedotti di Roma. Piscitelli era stato ucciso mentre aspettava seduto su una panchina. Un uomo vestito da runner, con il volto coperto da una bandana, gli era passata accanto di corsa, aveva tirato fuori una pistola con silenziatore e aveva premuto il grilletto. Una scena ripetuta nel settembre 2020 sul lungomare di Torvaianica: la vittima, in questo caso, era Shehaj Selavdi, detto “Simone”, 38 anni. Aveva appena finito di scontare i domiciliari dopo essere stato arrestato nell’estate del 2017 per spaccio. A indagare sul suo omicidio, i carabinieri di Frascati, che hanno raccolto elementi fondamentali per permettere agli agenti della Squadra Mobile di stringere il cerchio sull’assassino del capo ultrà. 

Diabolik, Raul Esteban Calderon dal delitto di Torvaianica all'esecuzione di Piscitelli

Diabolik, chi è Raul Esteban Calderon: il presunto killer di Piscitelli era vestito da runner, poi il colpo di pistola a bruciapelo

Per l’omicidio di Selavdi, l’argentino è stato arrestato insieme ad Enrico Bennato, 53 anni, vari precedenti alle spalle e nipote del boss di Casalotti, Walter Domizi, detto “il Gattino”. Enrico è il fratello di Leandro Bennato, gambizzato nel novembre 2019 durante un agguato in via di Boccea da due sicari in moto. Un raid che, secondo gli inquirenti, sarebbe collegato all’inchiesta sulla morte di Piscitelli. Durante una perquisizione a casa di Enrico gli inquirenti avrebbero trovato delle armi e starebbero verificando se siano collegate al delitto.

 

 IL VIDEO

Il nome di Calderon, secondo fonti investigative, era emerso da tempo nell’inchiesta sulla morte del Diablo. La conferma, per la Procura, sarebbe arrivata grazie ad una perizia effettuata sul video che ha immortalato l’esecuzione e grazie alle testimonianze. Il video era stato prodotto da un impianto di videosorveglianza di un palazzo di via Lemonia, di fronte al Parco, e le immagini avevano catturato frontalmente sia Piscitelli, seduto sulla panchina, che il suo killer. Acquisito il nome di Calderon bisognava però trovare un’ulteriore prova “tecnica” e così il 29 aprile scorso, in un nuovo sopralluogo della Squadra Mobile, al Parco degli Acquedotti arrivarono dei periti dal Politecnico di Torino che piazzarono uno scanner terrestre ricostruendo tridimensionalmente la scena del crimine e tratteggiando il profilo del sospettato.

La perizia ha dato esito positivo: l’immagine prodotta dallo scanner era perfettamente sovrapponibile al Calderon in carne ed ossa. «Dall’analisi tecnica del filmato dell’omicidio eseguita prima dalla polizia Scientifica e successivamente dal consulente tecnico incaricato dalla procura - spiega una nota del procuratore di Roma, Michele Prestipino - è emersa una chiara compatibilità tra il killer visibile nel filmato e il soggetto gravemente indiziato». E così ieri il gip ha convalidato il fermo a suo carico emettendo una misura cautelare in carcere, con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Ora le indagini puntano a individuare i mandanti.

 

IL MOVENTE

Ma gli inquirenti hanno già le idee chiare: il movente dell’omicidio è la lotta per la gestione delle piazze di spaccio romane. Piscitelli, secondo i magistrati, era a capo di un gruppo di narcos che puntava a dominare a Roma, ridisegnando gli equilibri criminali. Nel novembre del 2019 era scattata l’operazione “Grande raccordo criminale”: la banda di Diabolik e del suo socio, Fabrizio Fabietti, era stata decimata. In 51 erano finiti in carcere e ai domiciliari: esponenti della malavita legata all’ambiente ultrà della Lazio, batterie di picchiatori e pugili che si occupavano del recupero crediti violento, estremisti di estrema destra.

 

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Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA