Lombardi su Raggi: «Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri»

Giovedì 9 Settembre 2021 di Lorenzo De Cicco
Lombardi su Raggi: «Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri»

Si erano tanto odiate. E anche adesso il clima non dev'essere quello di due best friend, se Roberta Lombardi, a chi le chiede cosa voterà alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre, risponde con una battuta così: «Ma io sono apolide dal 2016». E gli apolidi, si sa, non vanno a votare. Al ballottaggio però avrebbe le idee chiare: se sarà una sfida Gualtieri-Michetti, «come probabile secondo i sondaggi», il M5S non dovrebbe restare nel mezzo: «Va sostenuto Gualtieri, naturalmente», ha già detto ai suoi. E qui c'entrerà probabilmente anche l'antipatia umana, ma il ragionamento è soprattutto politico.
Considerazioni, quelle della prima, storica capogruppo stellata alla Camera, che fanno intuire cosa stia fermentando sottotraccia nel Movimento romano a tre settimane dalle urne. Certo, ci sono le dichiarazioni e le sfilate pro-Raggi di Conte e Di Maio, a favore di cameraman. Ma dietro le quinte covano vecchi rancori e si tratteggiano nuovi scenari. «Qualcuno - ha detto sempre Lombardi ai suoi - deve pur pensare al dopo Raggi». Che potrebbe iniziare fra 24 giorni. Ma per lei, Lombardi, forse è già cominciato. In ogni caso, meglio farsi trovare pronti. Del resto nel Lazio ha già fatto da apripista, Lombardi, trapiantando dal livello nazionale a quello regionale l'asse rosso-giallo. Non più patto emergenziale, per il Conte bis in chiave anti-Salvini, ma alleanza tematica, politica, benedetta da Nicola Zingaretti.

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Le liste

Il M5S romano quindi si proietta verso il voto slabbrato tra correnti, spaccato (almeno) in due? In realtà nelle liste appena presentate dal Movimento a Roma qualche innesto di fede lombardiana c'è. Nomi che diranno pochissimo ai più, ma che i conoscitori del Cencelli grillino non faticano a decrittare: nell'elenco c'è per esempio Antonio Di Giovanni, capogruppo del X Municipio, vicino a Lombardi. Oppure Roberta Capoccioni, ex minisindaca del municipio di Monte Sacro (204mila abitanti), sfiduciata per una faida interna. Insomma, anche se Raggi, nel mettere su la squadra per tentare il bis in Campidoglio, ha puntato forte sui fedelissimi, ex consiglieri di comprovata lealtà e matricole di sicura riconoscenza, ha lasciato comunque spazio all'altra componente forte del M5S laziale. Quella che vede come punto di riferimento fortissimo Lombardi, roccaforte di voti a Roma Nord, tra le periferie di Settebagni, Fidene e Serpentara, che nel 2018 ha conquistato il 27% candidandosi a governatore del Lazio. Poi, col vincitore Zingaretti, è venuta a patti, diventando la regista grillina dell'accordo col Pd. E infatti nella giunta dell'ex segretario dem Lombardi occupa la poltrona più ambita dal M5S, quella di assessora alla Transizione Ecologica.

Proprio per questo ruolo di mediazione, di ponte tra il Pd e il Movimento romano, Lombardi ha raccontato a chi l'ha sentita negli ultimi giorni di pensare alla fase 2 delle elezioni comunali. Cioè allo scenario che si aprirà dopo il primo turno. I sondaggi, è il ragionamento condiviso dalla «faraona» del M5S laziale, dicono che probabilmente il ballottaggio sarà tra Gualtieri e Michetti (non lo dite a Raggi, naturalmente, che non demorde ed è convinta di essere in corsa, eccome). Di conseguenza, con una buona dose di pragmatismo - e di cinismo - meglio preparare il terreno. «In quel caso dobbiamo appoggiare Gualtieri», è sicura Lombardi, sempre attiva, e ascoltata, anche nel M5S nazionale, membro fino a un mese fa del comitato dei garanti pre-contiani. Un ruolo che giocherà prima, ma soprattutto dopo il 4 ottobre.

 

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Ultimo aggiornamento: 12:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA