Roma, Raggi e i progetti sbagliati: a rischio i fondi del Recovery

Sabato 12 Settembre 2020 di Camilla Mozzetti
Roma, Raggi e i progetti sbagliati: a rischio i fondi del Recovery

L'ambizione del Campidoglio è alta, tanto quanto la cifra che l'amministrazione guidata da Virginia Raggi punta ad ottenere dall'Europa: 25 miliardi del Recovery fund per un piano di sviluppo resiliente e sostenibile che conta ben 159 progetti elaborati nelle scorse settimane dai vari dipartimenti e uffici di Roma Capitale. Ma è davvero improbabile, stando alle regole decise per i finanziamenti, che tutti i progetti riceveranno il via libera. Anche perché alcuni (se non subentreranno correttivi) sembrano spuntati dal Bilancio capitolino e infilati nell'elenco di richieste avanzate all'Europa. Che stando ai desiderata dovrebbe di fatto coprire, ad esempio, le spese per il rinnovo della flotta mezzi del dipartimento Ambiente e procedere - sempre per conto del Comune - ad acquistare anche tagliaerba e cesoie.

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I PROGETTI
Leggendo ognuna delle schede elaborate dall'amministrazione si scoprono progetti stravaganti come appunto quello relativo al rinnovo della flotta veicolare del Dipartimento verde. Più di 8 milioni di euro richiesti per acquistare 122 autoveicoli. «Il complesso delle azioni previste - si legge nelle motivazioni - sono coerenti con azioni già avviate dall'Amministrazione in materia di manutenzione ed efficientamento del parco autoveicoli che impatterà positivamente sia sulle attività del Dipartimento nella gestione del verde sia in materia di mobilità sostenibile e quindi riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, resilienza urbana, miglioramento della qualità ambientale».

A questo si affiancano anche gli strumenti per far lavorare giardinieri e operai del Dipartimento: con altri 229 mila euro viene presentata anche la richiesta di 228 attrezzature (76 motoseghe, 76 decespugliatori, 38 tagliasiepe, 38 tagliaerba). E se è vero che nella mole delle oltre 150 schede messe giù dai tecnici comunali ci rientrano anche i progetti legati alle infrastrutture, non mancano richieste di finanziamento per il recupero del Parco di Colle Oppio, per il restauro delle 120 fontane di Roma, per il maquillage delle Ville storiche. Tutte voci che da anni si rincorrono nei bilanci del Campidoglio.

INFRASTRUTTURE
Nei 25 miliardi richiesti ci sono sì, i progetti per aumentare ed migliorare la rete delle metropolitane e quella dei tram, a partire dalla fornitura di 15 mezzi per 50 milioni di euro fino alla realizzazione di nuove tratte: come la linea Angelico-Parco della Musica (60 milioni di euro) realizzabile in 5 cinque anni, la linea Venezia-Vittorio (31 milioni di euro in 7 anni) e la linea Termini-Giardinetti-Torvergata (214 milioni di euro). Ma c'è anche la valorizzazione delle Ville Storiche (villa Borghese, villa Sciarra e villa Pamphilj da anni annoverate tra le priorità dell'amministrazione ma per mancanza di fondi estromesse da veri progetti di recupero) per un impegno di 200 milioni di euro con la causale della creazione di nuovi posti di lavoro.

Segue anche il recupero di Colle Oppio e dei punti archeologici che ci sono all'interno con la creazione di un punto di attrazione per cittadini e turisti a fronte di un investimento di 20 milioni di euro. Ancora: ecco la richiesta di finanziamento da 34,5 milioni di euro per una piattaforma digitale che consente di ricostruire in 3D siti storici/archeologici della città al fine di offrire servizi di intrattenimento e approfondimento storico per turisti e residenti ma anche il nuovo polo degli uffici di Roma Capitale, denominato Complesso Campidoglio 2, (più di 374 milioni di euro).

Obiettivo? «Ridurre in modo strutturale la spesa delle sedi istituzionali e procedere ad una nuova e razionale allocazione degli uffici pubblici». Tra i progetti che alla fine potrebbero non essere accolti anche il New space economy european expoforum: una manifestazione dedicata - per 1,5 milioni di euro - all'economia dello spazio dove «i principali attori della New Space Economy e della Old Economy si incontrano e si confrontano per ragionare sulle nuove potenzialità dell'ecosistema spaziale». Infine, il sociale: dal recupero dell'edilizia popolare a quello delle scuole professionali di Roma Capitale fino al progetto Mamma Roma che prevede la creazione, per 12,5 milioni, di strutture per l'accoglienza, l'inclusione e l'inserimento lavorativo dei nuclei monoparentali a rischio di povertà dopo la pandemia da Covid-19.

Ultimo aggiornamento: 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA