Covid a Roma: dalla Regione aiuti per ristoranti, bar e agenzie di viaggio. A Natale contributo da 51 milioni

Venerdì 11 Dicembre 2020 di Lorenzo De Cicco
Covid a Roma, dalla Regione aiuti per ristoranti e bar: a Natale contributo da 51 milioni

Un piano di aiuti per bar, ristoranti, hotel, agenzie di viaggio, per le piccole e medie imprese attive nel settore degli eventi e del tempo libero, per il commercio piegato dalla crisi. La Regione Lazio è pronta a varare un pacchetto di aiuti da 51 milioni di euro per le attività economiche in difficoltà causa Covid. La bozza di delibera già circola alla Pisana, il via libera della giunta di Nicola Zingaretti è atteso tra oggi e martedì. Gli uffici del Bilancio e dello Sviluppo economico stanno limando gli ultimi dettagli. Anche se la Pisana non ha ancora ufficializzato l'operazione, i tecnici e le organizzazioni di categoria sono stati informati: in aggiunta ai ristori del governo, la Regione è pronta a varare un contributo di liquidità a fondo perduto, che sarà calcolato in base all'acconto dell'Irap di novembre. Attenzione, non sarà un rimborso dell'imposta regionale sulle attività produttive, che peraltro è stata posticipata dal governo per le categorie con i fatturati in forte calo, ma sarà appunto un bonus versato direttamente sul conto corrente.


Per ottenere il bonifico bisognerà presentare la domanda su una piattaforma ad hoc. Sarà allestita sul sito internet di un'agenzia regionale, probabilmente Laziocrea. L'avviso naturalmente non riguarderà tutte le imprese, ma solo le pmi. I tempi? Fino a ieri sera erano in campo due ipotesi, condivise con le organizzazioni del settore: la prima prevede la pubblicazione del bando la settimana prossima, prima di Natale. L'altra invece sposta la deadline a dopo la Befana, in modo da evitare a ristoratori, baristi e piccoli imprenditori di passare le feste al telefono col commercialista. In ogni caso la delibera col piano di aiuti, curata dall'assessore allo Sviluppo Paolo Orneli, sarà varata entro massimo cinque giorni, con l'elenco delle categorie ammesse.

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Di sicuro ci saranno gli esercenti pubblici - quindi bar, ristoranti, gelaterie - poi il comparto del turismo, dagli alberghi alle agenzie di viaggio, il ramo degli eventi e del tempo libero. Potrebbero essere inseriti alcuni settori del commercio. Per le attività culturali e sportive, come le palestre, non ci sarà un doppione, dato che la Regione ha appena pubblicato bandi ad hoc. Fino al 21 dicembre possono inviare le richieste le associazioni culturali (il gettone è da 5.550 a 9mila euro) mentre il 23 scade l'avviso per le associazioni sportive, che potranno incassare un bonus da mille a 2mila euro. Un altro contributo varato la settimana scorsa riguarda cinema e teatri, le domande passano sempre da LazioCrea.

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Per le imprese i ristori in dirittura d'arrivo sono una boccata d'ossigeno. «Il contributo in proporzione all'Irap è un'ottima opportunità», commenta Stefano Di Niola, segretario romano della Cna. Si tratta, aggiunge, «di misure di carattere emergenziale indispensabili. Ora occorre pensare a un grande piano di rilancio da avviare al termine della fase più acuta della pandemia». A quanto ammonterà il contributo? I tecnici della Regione stanno finendo i calcoli, secondo la Cna, anche se è difficile fare una media per settori molto diversi, l'acconto dell'Irap può pesare intorno ai 1.500-2mila euro.


LE CHIUSURE
Per quanto riguarda le chiusure serali dei locali, lunedì la Confesercenti protesterà al Pantheon. «Lo stop dopo le 18 ci sta mettendo in ginocchio», ha detto ieri il presidente della Fiepet, Claudio Pica. In Regione tengono ancora banco le parole dell'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, che in un'intervista al Messaggero ha prospettato la proroga delle restrizioni fino a primavera. Mossa contro cui si è schierato - aprendo uno scontro istituzionale inedito alla Pisana - il vicegovernatore Daniele Leodori. D'Amato ieri è intervenuto di nuovo. Con parole nette: «Non possiamo derogare dalla linea del rigore che nel Lazio ha evitato le ulteriori restrizioni di zona rossa. Quando è partita la seconda ondata avevamo un numero di casi giornalieri sei volte inferiori a oggi, con questa base di partenza di fronte ad una terza ondata il rischio è che vengano travolti gli argini».
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA