Roma, uccide ciclista con l’auto e poi posta offese su Facebook: «Mucche più intelligenti»

Venerdì 22 Novembre 2019 di Emanuele Rossi
Il post condiviso dalla donna che nel 2016 travolse e uccise un ciclista. Il figlio della vittima: «Niente carcere per lei»
«Le mucche sono più intelligenti». Ha travolto e ucciso a Castel di Guido nel 2016 Roberto Giacometti mentre a 76 anni percorreva in bici la via Aurelia con un gruppo di amici, due dei quali rimasti feriti gravemente. A distanza di poco tempo, sul profilo Facebook di Daniela B., l’investitrice, è apparso anche un post choc, condiviso da uno degli infiniti gruppi satirici: «Perchè le mucche vanno in fila indiana e i ciclisti no?». Per la donna 55enne di Cerveteri ma residente nella Capitale è poi arrivata la condanna a 3 anni e 6 mesi per omicidio stradale che, tramite il patteggiamento, verrà tramutata in lavori di pubblica utilità. «Un’ingiustizia» per il figlio della vittima che dopo diversi mesi ha deciso di rompere il silenzio. 
 
«Questa signora non si farà un solo giorno di carcere. Ho scolpito nella memoria quel 26 marzo di 3 anni fa. La donna aveva travolto mio padre e altri 3 ciclisti su un rettilineo e inizialmente era fuggita. Si tratta di uno dei primi casi in Italia di omicidio stradale», ricorda con dolore Leonardo Giacometti. La 55enne, al volante di una Dacia Duster, si era allontanata dal luogo dell’impatto per poi costituirsi subito dopo nella caserma dei carabinieri di Montespaccato. «Mi ero distratta, sono stata io a travolgere quelle persone e sono scappata perché ho avuto paura», questa la testimonianza della donna resa ai militari e poi confermata anche davanti ai giudici del tribunale di Roma. Ma il suo intervento social ha sconfortato ancora di più il figlio del ciclista morto che viveva a Corviale. «Sapeva che avrebbe rischiato una condanna di oltre 10 anni.

Non contenta né pentita dell’accaduto ha scritto quelle cose su Facebook. Insomma ha ucciso mio padre, una persona amata da tutti. Negli ultimi tempi andava spesso in bicicletta, prima era un infermiere del San Filippo Neri. La vita di un ciclista o di un pedone a quanto pare non vale nulla», parla ancora Leonardo Giacometti. Sulla vicenda interviene il suo legale. «È stata senz’altro una frase inopportuna che ha fatto ancora più male ai familiari della vittima. Ci sarebbe voluta magari una maggiore prudenza da parte della signora», sostiene Stefano Parretta, l’avvocato di Giacometti. «No comment», invece da parte del collega della difesa. Il tema della sicurezza sulla via Aurelia è sempre attuale. Tante le tragedie sulla statale. Solo due mesi fa, sempre a Castel di Guido, un’altra vittima sulla due ruote: il romano e carabiniere 52enne Giuseppe Carrara. © RIPRODUZIONE RISERVATA