Arrestato per furto di una gettoniera,
viene assolto: «Era troppo pesante»

di Nicola Sorrentino

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SAN MARZANO SUL SARNO - Era accusato di furto di una gettoniera cambia-moneta, di resistenza a pubblico ufficiale ma anche di lesioni. Il giudice però lo ha assolto, perchè per quel ragazzo di 26 anni, trasportare fuori quell'aggeggio sarebbe stato troppo complicato, dato che pesava troppo. Così ha deciso il giudice monocratico del tribunale di Nocera Inferiore per F.P. , difeso dai legali Fortunato De Felice e Anna Maria Pepe, che il 23 dicembre scorso fu arrestato dai carabinieri all'esterno del bar Viale Roma a San Marzano sul Sarno. Fu la vigilanza a lanciare l'allarme, riferendo di un ragazzo che - a dire della guardia giurata - stava portando fuori dal bar una gettoniera cambia monete. Quando i militari irrupero nel bar, il ragazzo - quando gli fu chiesto di identificarsi - avrebbe esitato, per poi aggredire i carabinieri. Uno dei militari fu colpito anche con un pugno al torace, prima di procedere all'arresto. Ma nel processo, è emersa un'altra verità. Dalle testimonianze del barista, ad esempio, si è scoperto che il ragazzo avesse solo trascinato la gettoniera, che pesava all'incirca trenta chili ed era alta almeno centocinquanta centimetri.

F.P., inoltre, era in stato d'ubriachezza tale, che a sua discolpa, aveva riferito che il trascinamento dell'oggetto era stato «partorito senza alcun definito proposito». Il ragazzo si era pure fermato all'interno del bar, dopo un primo alterco con il barista, in attesa di un'ambulanza viste le sue condizioni. Per il giudice, insomma, «non si comprende con quali residue forze, con l'ausilio di quali mezzi, F.P. avrebbe potuto concretamente consolidare la condotta appropriativa sulla macchinetta. Il lento e goffo trascinamento, esplicato in conclamato stato di ebbrezza, non appare ne riconoscibile all'esterno come un tentativo di furto nè, tempoco, riconducibile alla dimensione offensiva minima che lo dovrebbe tipicamente connotare». Il ragazzo è stato assolto anche dall'accusa di resistenza e lesioni. La gomitata al torace subita da uno dei militari fu involontaria. E i cinque giorni di prognosi certificati dallo stesso sono stati ritenuti «sproporzionati» rispetto alle reali condizioni dello stesso, che il giorno dopo l'arresto era in udienza, a raccontare la dinamica dei fatti e perfettamente in grado di svolgere servizio. 
Sabato 9 Febbraio 2019, 13:11
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