Si chiude ad Eboli il terzo campus
«Sedici modi di dire ciao» di Giffoni

Lunedì 6 Dicembre 2021
Si chiude ad Eboli il terzo campus «Sedici modi di dire ciao» di Giffoni

Insegnare la bellezza come arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. Educare allo stupore vuol dire mostrare nuovi orizzonti alle donne e gli uomini di domani, perché non si insinui l'abitudine e l’impotenza, ma rimangano vivi la curiosità e lo stupore. Il terzo campus di Sedici Modi di Dire Ciao ha voluto dimostrare che l’educazione è sempre il riflesso di ciò che abbiamo prodotto come società e di quello che vogliamo per quelle in costruzione. L’iniziativa - ideata e realizzata da Giffoni, selezionata dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” e interamente partecipata da Fondazione con il Sud - ha visto per quattro giorni la presenza di oltre 100 ragazzi dagli 11 ai 17 anni.

Scrittura, cinema, musica, condivisione: dopo i primi due campus Andata e Ritorno del 2021 e le digital lesson che hanno accompagnato i ragazzi in questi mesi, le delegazioni di Campania (Eboli e Giffoni Valle Piana), Calabria (Cittanova), Basilicata (Terranova di Pollino), Sardegna (Nuoro) e Veneto (San Donà di Piave) si sono ritrovate a Eboli per continuare a lavorare insieme. 

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«Serve oggi un’alleanza per ridare speranza e opportunità di crescita - spiega il direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi - Giffoni, ancora una volta, fa squadra per dimostrare che i giovani sono membri a pieno titolo delle nostre società e potenti agenti per il cambiamento, lo fa grazie a una collaborazione di cui sono orgoglioso, quella con l’impresa sociale Con i Bambini e Fondazione con il Sud. Con questo progetto vogliamo dimostrare che la povertà educativa è un fenomeno che deve interessare tutti, non solo il mondo dell'istruzione e la famiglia, ma l'intera comunità educante. Abbiamo una responsabilità: garantire il futuro ai nostri ragazzi perché il mondo non può permettersi una generazione perduta di giovani».

Entusiasta anche Marco Cesaro, responsabile del progetto: «Si è concluso anche il nostro terzo campus: il primo l'abbiamo realizzato a giugno scorso in Basilicata, mentre il secondo si è svolto a Giffoni durante l’edizione 50Plus. Siamo ben felici di quanto fatto a Eboli, dove Antonia Bottiglieri con la sua associazione, Astronave a Pedali, ci ha guidati in questi giorni. Forte l’affetto dimostrato anche dall’amministrazione comunale: l’accoglienza del sindaco Mario Conte ci ha commosso, è bello vedere tanta attenzione e sensibilità. Quello che vogliamo garantire ai ragazzi con questo progetto è il “diritto alla bellezza”, ovvero la possibilità di accedere alla cultura e alle sue mille sfaccettature. “Conoscere” mette in moto lo spirito critico che ci permette di essere uomini liberi, di esprimerci, di vivere in comunità, di rispettare l'ambiente in cui viviamo, di considerare l’altro in uno scambio costante e costruttivo e di lavorare per migliorare noi stessi, fondando le basi per il futuro».

Dare vita a un'esperienza di confronto tra storie e punti di vista diversi è uno degli aspetti fondamentali di Sedici Modi di Dire Ciao, avviando una narrazione che diventa anche laboratorio di linguaggio cinematografico e si concretizza nella scrittura di cortometraggi da realizzare nella prossima primavera. E ancora Lovers are Crazy ha dato voce alle biografie dei ragazzi di Basilicata, Campania, Calabria, Veneto e Sardegna. Un racconto emozionante e complesso fatto di aspirazioni, dubbi, paure e passioni di tantissimi adolescenti. Successo anche per Short movie lab: già da febbraio era stato attivato un piano di formazione digitale con lab e incontri finalizzati a sviluppare competenze linguistiche, artistiche ed espressive. Ora, in presenza, si è dato vita a un’alfabetizzazione ai media e alle immagini in movimento, fornendo gli strumenti per analizzare la grammatica cinematografica dalla pianificazione delle inquadrature (storyboard) alla struttura del montaggio.

Combattere la povertà educativa vuol dire anche sostenere la crescita personale dei ragazzi nel gestire i loro sentimenti: Lavoriamo sulle emozioni, in collaborazione con il centro socio-sanitario San Nicola di Giffoni Valle Piana ha permesso ai giovani di imparare a riconoscere e gestire ciò che sentono guidati dalla dottoressa Giulia Troisi.

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In questi cinque giorni non sono mancate attività dedicate a docenti e dirigenti scolastici, Digital Prof, ha permesso di comprendere come costruire al meglio lezioni multimediali interattive, utilizzando anche  strumenti familiari ai ragazzi come gli smartphone. Spazio anche ai genitori e alla comunità educante: Parental Experience ha dato l’opportunità agli adulti di seguire le attività dei più piccoli e di entrare in contatto con loro su terreni, quali quelli educativi e formativi, su cui spesso si registrano momenti di conflitto grazie anche alla partecipazione di psicologi e mediatori.

Sedici Modi di Dire Ciao continua a essere una scommessa, una modo per mostrare che un futuro diverso è possibile e va costruito oggi.

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