Spaccio di droga a Salerno,
un secolo di carcere per il clan Persico

Giovedì 15 Aprile 2021 di Viviana De Vita
Spaccio di droga a Salerno, un secolo di carcere per il clan Persico

Avevano messo in piedi un grosso giro di spaccio che, dal centro storico, si spingeva fino a Matierno passando per il Villaggio dei Puffi di Mariconda. Oltre un secolo di carcere per il gruppo criminale capeggiato dal vecchio boss Ciro Persico che, aggregando intorno a sé nuove e giovani leve, aveva imposto la leadership dello spaccio da Salerno fino ad Acerno e Montecorvino Rovella. La sentenza è stata pronunciata ieri dal gup Francesco Guerra che ha definito le posizioni di tutti gli imputati che avevano scelto di essere giudicati attraverso i riti alternativi (15 abbreviati e 13 patteggiamenti). 

Diciannove anni di reclusione per il 71enne Ciro Persico, padre di Vincenzo, soprannominato Enzo “cola cola” ucciso nel 2014 a Montecorvino Rovella nell’ambito di contrasti legati proprio allo spaccio di stupefacenti; 15 anni per Gennaro Caracciolo, indicato dalla Procura capo promotore insieme a Persico; 18 anni per Luigi Iannone, organizzatore e braccio destro di Caracciolo. Nove anni e 4 mesi per Federico Galasso e Patrizio Cerrito; 7 anni e 4 mesi per Eugenio Siniscalchi; 8 anni per Vittorio Pumpo; 6 anni e 8 mesi per Antonio Persico, 2 anni e 4 mesi per Stefano Maisto e per Angelo Spisso; 3 anni e due mesi per Fabio Grimaldi; 3 anni per Luigi Mainolfi; 3 anni e due mesi per Maurizio De Sio; 2 anni e quattro mesi per Mariano De Sio e un anno e otto mesi per Fabio De Sio. Hanno invece patteggiato la pena Antonio Vassallo (un anno e due mesi); Alessio Moliterno (un anno e due mesi); Fabio Casaburi (un anno e due mesi); Lucia Avallone (un anno e 4 mesi); Vittorio Mariano (un anno e 4 mesi); Mario Natella (4 anni e due mesi); Alfonso Fucillo (4 anni e due mesi); Salvatore Amato (2 anni e quattro mesi); Bruno Vicinanza (2 anni e 4 mesi); Salvatore Ragosta (2 anni e 4 mesi); Michele Sica (3 anni e sei mesi); Roberto Frasca (3 anni) e Stefano Maisto (2 anni e 4 mesi) Quarantacinque i capi di imputazione contestati a vario titolo agli imputati (assistiti dagli avvocati Stefania Pierro, Bianca De Concilio, Antonio Boffa, Antonietta Cennamo, Massimo Torre e Giovanni Gioia), accusati di aver costituito un gruppo criminale facente capo a Ciro Persico che, legato al vecchio clan D’Agostino, aveva preso in mano le redini dello spaccio in città, spingendosi fino ai picentini. 

Era lo scorso 9 giugno quando i carabinieri, al termine di una serrata attività investigativa apertasi nel 2017, denominata “Prestigio” da un regalo di altrettanto prestigio fatto da Matteo Calonico a Ciro Persico, hanno sgominato il gruppo attraverso l’emissione di 38 misure cautelari. In tre lunghi anni di indagine, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’organigramma di un nuovo sodalizio che, deciso a monopolizzare le piazze di spaccio da Salerno fino ai picentini, distribuiva cocaina, marijuana e hashish. E’ intorno a Gennaro Caracciolo che si costituisce il primo nucleo dell’associazione. Le indagini hanno dimostrato che in una prima fase era proprio il 39enne salernitano a gestire una fitta rete di compravendita di sostanze stupefacenti attiva principalmente nella zona di Matierno gravitante intorno alle figure di Luigi Iannone e Patrizio Cerrito. Del gruppo faceva parte anche Ciro D’Onofrio freddato il 31 luglio 2017 proprio da Eugenio Siniscalchi. Solo in un secondo momento nel clan subentra Ciro Persico. Dall’alleanza tra Caracciolo e Persico si amplifica la caratura criminale del gruppo e si estende l’ambito territoriale. L’ex esponente del clan di via Capone diviene così il fulcro del gruppo specializzato nella distribuzione di grossi quantitativi di sostanza stupefacente, non solo all’interno del centro storico ma anche in altre zone della città e della provincia. Gli inquirenti, nel corso delle indagini, hanno documentato una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle piazze di spaccio in tutta la città.

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