Variante Delta, Brusaferro: «Età media casi 28 anni, agosto verso 10% occupazione terapie intensive»

Venerdì 16 Luglio 2021
Variante Delta, Brusaferro: «Scende a 28 anni età media dei casi, cala anche a 50 anni quella dei ricoveri»

L'età media dei nuovi casi Covid scende a 28 anni, «un valore molto basso, più basso del picco della scorsa estate» e anche quella dei ricoverati cala a 50 anni. Rt in crescita a causa della variante Delta del virus, anche quello ospedaliero, ma per il mese di agosto l'occupazione in terapia intensiva e area medica si prevede comunque «inferiore alle soglie critiche del 30% e 40%». Ad evidenziarlo è il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa sull'andamento epidemiologico nel Paese.

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«L'età mediana alla diagnosi» Covid «è di 28 anni e stiamo toccando un valore molto basso, più basso anche del picco» minimo «che abbiamo toccato la scorsa estate. Ma sta calando anche l'età mediana al primo ricovero, che è 50 anni. Rimane in lieve calo l'età mediana per l'ingresso in terapia intensiva e l'età mediana al decesso è un pò più instabile e rimane sopra 70 anni». È il quadro tracciato dal presidente Iss durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid della Cabina di regia. L'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in aree mediche rimane intorno al 2%. «Al 13 luglio avevamo 1.128 ricoverati», ha aggiunto.

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Fondamentale, per Brusaferro, rimarrà nei prossimi mesi il tracciamento dei casi e la previsione delle quarantene. «Il quadro generale della trasmissione dell'infezione torna a peggiorare con molte regioni a rischio moderato. Fortunatamente in questa fase l'impatto della malattia sulla ospedalizzazione rimane minimo. La variante Delta è destinata a crescere e in altri paesi sta portando grande aumento di nuovi casi: è quindi importante tracciare i contatti e prevedere le quarantene ed è opportuno raggiungere quanto prima la copertura vaccinale con la doppia dose. Questa è una delle priorità».

 

 

Rt ospedaliero in crescita

L'indice di contagio «Rt è in crescita e passa dallo 0.66 della settimana precedente allo 0.91 di questa settimana e cominciano ad esserci regioni che con l'Rt puntuale vanno sopra il valore di 1 anche se tutte con l'intervallo di confidenza più basso sono sotto» questa soglia. «L'Rt aumentato, cioè proiettato avanti di una settimana», segnala 1.24. «E anche l'Rt ospedaliero è in crescita» ora ed «è coerente, perché questo indice è in ritardo rispetto alla crescita dell'Rt sintomatici». Ci sono dunque «indicatori di una trasmissione in fase di ricrescita. E sappiamo che con Rt sopra 1 il numero di casi tende ad aumentare». Ha aggiunto il presidente dell'Istituto superiore di sanità.

 

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«L'evoluzione nel mese di agosto si prospetta con una crescita dell'occupazione in terapia intensiva e area medica ma comunque inferiore alle soglie critiche del 30% e 40%, ma è possibile che si superi il 10% di occupazione con centinaia di persone ricoverate, questo è ovviamente lo scenario peggiore». 

 

2,5 milioni di over 60 non vaccinati

In conferenza stampa Brussaferro evidenzia poi il significativo numero di non vaccinati over 60, definiti come un «bacino critico». «Negli over80 il 90% delle persone ha completato ciclo vaccinale, ma man mano che decresciamo nell'età la quota si riduce molto e sappiamo che oggi in Italia sono 2,5 milioni le persone over60 che non hanno iniziato la vaccinazione e questo è un bacino di utenza particolarmente critico. È estremamente importante che queste persone si proteggano per evitare effetti più critici dell'infezione». 

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La sfida delle varianti e la ripartenza

«Le varianti» di Sars-CoV-2 «rappresentano la sfida attuale, ma la pandemia è stata anche un'occasione straordinaria, in cui siamo stati chiamati a rafforzare e utilizzare tutti gli strumenti della sanità pubblica in modo omogeneo in tutto il Paese. I prossimi 6 mesi saranno decisivi per contribuire tutti assieme a una ripartenza, dove la sanità pubblica possa continuare a garantire alle comunità salute e benessere». Lo ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, durante la lezione magistrale tenuta oggi in apertura del 53esimo Congresso straordinario della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti). «Stiamo costruendo il futuro anche dei più giovani, dobbiamo fare in modo che ne siano protagonisti», ha concluso Brusaferro.

 

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Ultimo aggiornamento: 23:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA