Contagi boom in Gran Bretagna, Viola: «Allarme giovani». L'immunologo: «Ora terza dose»

L'immunologa: "Monitorando UK capiremo impatto della libera circolazione del virus"

Lunedì 18 Ottobre 2021
Contagi boom in Gran Bretagna, Viola: «Ricoveri tra i giovani, livelli massimi negli under 14 perché non vaccinati»

Contagi e vaccini, ecco il punto di Antonella Viola. In Gran Bretagna «si assiste ad un aumento importante dei ricoveri» Covid «tra i più giovani (34% maggiori di quanto accadeva a gennaio), anche se il numero di decessi resta basso. Nelle prossime settimane, seguendo il Regno Unito, si vedrà meglio l'impatto della libera circolazione del virus su ricoveri, decessi e soprattutto sulla salute dei bambini». Invita a guardare con attenzione i dati di oltremanica l'immunologa dell'università di Padova, segnalando «un grafico dei ricoveri ospedalieri per fasce di età» in Uk, «dove si vede come siano a livelli massimi nella popolazione 0-14 anni, quella che non è stata vaccinata» contro il coronavirus Sars-CoV-2.

Osservare il trend inglese, spiega la scienziata in un post su Facebook, aiuterà a rispondere a «una delle domande più sensate che possiamo porci in questi giorni», e che «riguarda le condizioni che porteranno alla fine dell'emergenza e quindi delle regole in atto, Green pass incluso».

Tamponi, lunghe file nelle farmacie e disagi per gli altri clienti: al via il primo lunedì del Green pass

Crisanti: «Serve la terza dose, altrimenti rischiamo l'effetto Gran Bretagna con il calo di immunità»

Quando potremo liberarci di Green pass e mascherine? «C'è chi sta ricominciando a lanciare numeri sulle percentuali di vaccinati, ma credo - sottolinea Viola - che dobbiamo considerare un aspetto importante: al momento tutti i bambini sotto i 12 anni non sono vaccinabili e tocca alla comunità proteggerli». E il monito arriva appunto da «cosa sta accadendo in Uk, dove le restrizioni sono saltate da un pezzo».

 

Contagi in UK - Tra i primi Paesi in Europa a partire con la campagna di vaccinazioni contro il coronavirus ed anche tra i primi ad eliminare le restrizioni, la Gran Bretagna continua a registrare un numero alto di nuovi contagi ogni giorno. Colpa della variante Delta, della mancanza di restrizioni e di una generale scarsa attitudine alla disciplina dei britannici che, anche nei giorni più bui della pandemia, erano restii a rispettare le regole anti-Covid più basilari. Sta di fatto che con una media di 40.000 casi al giorno il Regno Unito è secondo solo agli Stati Uniti, davanti a Russia, India, Brasile e Filippine e distante di parecchie posizioni da Germania, Francia e Italia che ormai viaggiano ad un ritmo di 2.000-3.000 infezioni quotidiane.

Covid, Gran Bretagna: 40mila infezioni al giorno. Allarme del consigliere del governo: «Sarà un inverno eccezionalmente difficile»

Il tutto sullo sfondo di una crisi cronica delle strutture sanitarie di primo soccorso aggravata dalla Brexit e dalla pandemia. Nelle ultime 24 ore in Gran Bretagna sono stati 45.150 i contagi, il numero più alto da luglio, mentre il dato settimanale (300.081) registra un'impennata di oltre il 15% dei casi rispetto ai sette giorni precedenti con il bilancio complessivo dei morti a 852 casi (+8,5%). Secondo le stime dell'Ufficio di statistica britannico, il Paese rischia di arrivare in poche settimane al picco segnato durante la seconda ondata della pandemia lo scorso inverno.

L'immunologo: «Ora spingere sulle terze dosi»

Il boom di casi Covid nel Regno Unito «ci deve esortare ad agire in fretta sui percorsi della terza dose» di vaccino, «al di fuori delle alchimie algebriche di chi, magari, prova a cavarsela richiamandosi al numero di anticorpi personalmente recuperati dopo le due dosi. Faremmo bene d'ora in poi ad evitare improbabili letture di fenomeni complessi con l'approccio semplicistico di chi conosce le tabelline. Basiamoci sulle evidenze, e ce ne sono di robuste, che dimostrano come, a distanza di 6 mesi dalla seconda dose, la copertura efficace contro il Sars-CoV-2 cali dal 40 e fino ad oltre il 90%, e quella contro la forma grave di Covid dal 65 al 90%». Lo afferma all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata. «In Italia il picco delle vaccinazioni è stato raggiunto nella tarda primavera - ricorda - quindi potremmo essere prossimi ad una nuova recrudescenza del fenomeno Covid, così come sembra stia accadendo nel Regno Unito. Con la terza dose abbiamo la possibilità di mantenere la nostra primazia, visto che è un anno particolare per l'Italia, in cui più volte abbiamo invitato, per esempio, gli inglesi ad 'assaggiare gli spaghetti'. La vaccinazione su larga scala ci ha portati ai primi posti nel mondo per le classifiche di 'resistenza Covid', se così vogliamo dire».

 

Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA