Un radar per individuare la coscienza nel cervello: la svolta grazie alle ricerche di Rita Levi Montalcini

Un radar per individuare la coscienza nel cervello: la scoltab grazie alle ricerche di Rita Levi Montalcini
Un radar per individuare la coscienza nel cervello: la scoltab grazie alle ricerche di Rita Levi Montalcini
Giovedì 1 Dicembre 2022, 19:43 - Ultimo agg. 2 Dicembre, 14:30
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L'ultima frontiera delle ricerche avviate molto tempo fa dal Nobel Rita Levi Montalcini è rappresentata da un radar capace di leggere i segnali del cervello per rivelare la coscienza, in chi dorme o in chi è in coma o ancora in chi si trova in stato vegetativo. Un obbiettivo che adesso sta diventando realtà.

Lo ha detto il neurologo Marcello Massimini, dell'Università di Milano e dell'IRCCS Don Gnocchi, nel convegno organizzato in Senato a dieci anni dalla morte di Rita Levi Montalcini, da Fondazione Ebri e Accademia dei XL. Che scoprire i segreti della coscienza fosse la nuova grande sfida nello studio del cervello, Rita Levi Montalcini lo aveva detto già molto tempo fa, ma solo ora è possibile cominciare a esplorare «un mistero profondo», ossia «come l'attività dei neuroni cambia quando non si è più coscienti», ha detto Massimini.

Questo campo di ricerca «è una frontiera considerata insondabile da molti, ma è importante esplorarla a causa delle implicazione etiche: se non capiamo i meccanismi che determinano la coscienza, non saremo in grado di osservarla negli altri», per esempio nei pazienti in coma o in coloro che escono dalle terapie intensive.

È un campo nel quale l'Italia è un'apripista, tanto che il gruppo di Massimini ha combinato elettroencefalogramma e stimolazione magnetica transcranica per riuscire a rilevare i segnali caratteristici della coscienza. Al momento si è visto che quando c'è coscienza, i segnali generati dal cervello appaiono come un insieme unitario e compatto, difficile da comprimere.

Una sorta di musica generata dai neuroni come se fossero un'unica orchestra. Tra le altre ricerche sul cervello frutto del lavoro di Levi Montalcini ci sono le malattie neurodegenerative, prima fra tutte l'Alzheimer . «Rita Levi Montalcini ha dato un contributo essenziale alla nostra comprensione del cervello», ha detto il presidente della Fondazione Ebri, Antonino Cattaneo. Riferendosi alla complessa rete di connessioni del cervello, ha aggiunto, Rita Levi Montalcini lo rappresentava come una giungla in cui addentarsi e nella quale avrebbe cercato di mettere ordine, ed è quello che è successo. La sua scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose, l'Ngf: è stata una guida fondamentale per capire come si costruisce il cervello e come si modifica nella vita adulta»

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