Angelo Pezzella da Napoli a Roma: nello zaino del delivery la felicità di una pizza gourmet

Venerdì 27 Novembre 2020

La pandemia ha cambiato il modo di vivere e di mangiare. A pranzo o a cena, la ristorazione oggi è il tentativo di farcela ad ogni costo. Molti i ristoranti che si sono reinventati creando la cena a pranzo, molti i locali che oltre alla pizza lavorano su più binari consegnando tutto a casa. Tra questi c’è Angelo Pezzella, l’artigiano di una napoletanità che della pizza ne ha fatto un racconto continuo delle sue radici. La sua pizza è il risultato di attente ricerche che vanno dalle tecniche più contemporanee (che permettono di ottenere ottimi risultati in digeribilità e contribuiscono a sviluppare le qualità organolettiche) alla selezione delle materie prime: territorio, eccellenze DOP e IGP e ingredienti bio e a Km0. Angelo Pezzella è anche tanta vita vissuta che nelle sue pizze arriva con le dediche agli affetti più sinceri. E così nel menù ci sono il suo maestro Francesco Martucci (vellutata di friarielli, acqua di ricotta, calcagno a crosta liscia, salsiccia e provola di Agerola), la sua musica con Terra Mia (provola di Agerola, scarola, olive, capperi di Pantelleria e pinoli), la sua donna con Donnamonica (vellutata di zucchine e menta, provola di Agerola, provolone del Monaco e pancetta croccante). Ma Angelo Pezzella ora è in quei di Roma ed è con Roma Capoccia, in omaggio a Venditti, che abbraccia questa bellissima terra e questa nuova famiglia (provola di Agerola, pomodorini gialli e rossi del Piennolo Dop, ricotta dura di Montella). Ma forse la pizza che segna una linea diretta con la tradizione verace e napoletana e con l’autenticità italiana è 1734, un omaggio all’anno di svolta che diede i natali alla pizza: pomodoro antico di Napoli, aglio orsino, capperi di Salina, polvere di olive e alici. Ma tante e diverse sono le altre proposte che ha curato per garantire una esperienza totalizzante. Tutto da gustare in sicurezza a pranzo, tutto da gustare in delivery.

Fin dall’apertura, Roma ha accolto la sua pizza e la sua ricerca molto bene. Lunghe file di attesa, che purtroppo ora per ovvie ragioni non se ne vedono da un po’, hanno dato a Pezzella la giusta grinta per andare avanti nel suo lavoro fondato tutto sullo studio e sull’approfondimento. Puntando al delivery, sebbene non tocca tutta Roma, la sua pizza arriva a casa fragrante: la garanzia sta nel packaging e nelle ricerche che il pizzaiuolo napoletano (come ama definirsi) ha condotto sull’impasto.

Ma Pezzella non è solo pizza, è anche creatività nell’elaborazione di piatti raffinati che propone a pranzo, piatti in cui l’elemento forte resta la sua grande appartenenza a Napoli, città che insieme al suo idolo, porta nel cuore: «Diego - racconta oggi - ci faceva battere veramente il cuore, quando entrava al San Paolo e noi lì ad aspettarlo, sugli spalti, a casa davanti alla TV o con una radiolina in mano. Eravamo innamorati di Maradona, lui ha fatto quello che oggi fa la pizza: unisce il mondo»

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