L'attrice di E.R. accusa George Clooney di mobbing: «Mi ha fatta fuori quando ho parlato di molestie»

Vanessa Marquez sostiene che l'attore sia responsabile della fine della sua carriera
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di Rachele Grandinetti

Il caso Harvey Weinstein non solo ha fatto tremare Hollywood ma ha aperto un armadio pieno di scheletri che, uno dopo l’altro, stanno tornando dal passato per tormentare chi si è fatto autore di molestie. In queste ore è saltato fuori anche il nome di George Clooney finito nell’occhio del ciclone dopo le dichiarazioni di Vanessa Marquez, l’attrice che lavorò con lui nel cast di "E.R. - Medici in prima linea". Il suo personaggio, l’infermiera Wendy Goldman, sparì dalla serie dopo la terza stagione e da allora la carriera della Marquez prese il largo. Dopo tutti questi anni, probabilmente cavalcando l’onda delle accuse al produttore cinematografico, anche lei ha scelto di raccontare un dietro le quinte di mobbing cinguettando su twitter pesanti accuse proprio nei confronti dell’ex scapolo d’oro degli Studios: «Clooney ha contribuito a farmi fuori quando ho parlato di molestie durante E.R. Mi disse: “Le donne che non stanno al gioco perdono la loro carriera”. E così è stato per me». Poi ha sostenuto di essere stata vittima di offese razziali (battute nei confronti dei messicani) insieme ad altre donne sul set che scelsero di restare in silenzio.
 
 


Ma Clooney non è rimasto a guardare ed ha replicato: «Non avevo idea che Vanessa fosse stata emarginata. La prendo in parola. Ma in quella serie non ero un autore, un produttore o un regista. Non avevo a che fare con il casting. Ero un attore e solo un attore. Se le è stato detto che ero coinvolto in qualsiasi decisione sulla sua carriera, allora le hanno mentito. Il fatto che non avrei potuto influire sulla sua carriera è superato solo dal fatto che non lo avrei fatto».
Martedì 17 Ottobre 2017, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 17-10-2017 17:05
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