«Aladdin», 50 biglietti in omaggio con «Il Mattino» per l'anteprima al cinema

di Oscar Cosulich

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C’è chi ha domandato che cosa c’entri Guy Ritchie, specialista in gangster movie, con “ Aladdin”», dice il produttore Dan Lin, «ma Aladino è uno straccione, un furfantello di strada e la maggior parte dei film diretti da Guy raccontano proprio storie di furfanti. Poi tra Aladino e il Genio c’è un classico rapporto di “bromance”, cioè quell’amicizia maschile che tanto spesso abbiamo visto nei suoi film». Dan Lin, già produttore dei due «Sherlock Holmes» interpretati da Robert Downey Jr. (e diretti dallo stesso Guy Ritchie), di «Gangster Squad» e dei fortunati film della serie «Lego Movie», spiega così la scelta del regista di «RocknRolla» e «Operazione UNCLE» per « Aladdin», appena arrivato nelle sale, ennesima rilettura «dal vero» di un classico dell’animazione Disney.

Il Mattino regala ai suoi lettori la possibilità di vedere il film in una proiezione speciale domenica 26, alle 11 all'Uci Cinema di Marcianise. Cinquanta gli inviti disponibili, ognuno valido per due posti, per un totale di cento biglietti. Chi prima arriva meglio alloggia: qui sotto il liil link per le prenotazioni, ai primi cinquanta fortunati l'ambito regalo:
https://aladdin.stardust.it/mp/ilmattino/aladdin

Il cartoon del 1992, diretto da Ron Clements e John Musker dopo il loro successo con la «Sirenetta», è un film che all’epoca incassò più di 500 milioni di dollari, essendone costato solo 28 e capace di vincere due premi Oscar e due Golden Globe per la colonna sonora di Alan Menken e la canzone «A Whole New World» di Menken e Tim Rice, oltre a un Golden Globe speciale, attribuito a Robin Williams per il suo formidabile doppiaggio del Genio della Lampada (in Italia la voce è di Gigi Proietti). Quella di reinventare con attori in carne ed ossa i maggiori successi animati della Disney è un’abitudine avviata da «Alice in Wonderland», diretto nel 2010 da Tim Burton e che, con un budget produttivo di 200 milioni di dollari, ne ha incassati più di un miliardo. Da allora, fino al più recente «Dumbo», sempre diretto da Burton che, uscito lo scorso 29 marzo, ha già superato i 300 milioni di dollari d’incasso a fronte di un budget di 170 milioni, sono stati già dieci i classici animati così «reinventati» da interpreti umani e grazie all’uso intensivo della computer grafica.

Questa serie di remake live-action ha fruttato finora incassi per oltre sei miliardi e 120 milioni di dollari complessivi. Il successo planetario nel 2017 di «Beauty and the Beast» (oltre un miliardo e 260 milioni di dollari ai botteghini, a fronte di una spesa produttiva di 160 milioni) poi, ha consacrato il fenomeno come nuova «gallina dalle uova d’oro» hollywoodiana, tanto che nel 2019, dopo «Dumbo» e « Aladdin» è già sulla rampa di lancio «Il Re Leone», dove l’animazione tradizionale del capolavoro del 1994 è sostituita da una computer grafica incredibilmente foto-realistica.

L’Aladino di Guy Ritchie è Mena Massoud (visto nella serie «Tom Clancy’s Jack Ryan»), con la principessa Jasmine interpretata da Naomi Scott (la Pink Ranger in «Power Rangers»), il perfido Jafar da Marwan Kenzari (era Pierre Michel in «Assassinio sull’Orient Express») e Will Smith chiamato a raccogliere la pesantissima eredità di Robin Williams per incarnare (grazie alla motion-capture che lo trasforma in una creatura mutaforma blu) il Genio della Lampada. Will Smith, perfettamente conscio dei rischi cui andava incontro nel confronto con un colosso della commedia come il compianto Robin Williams, ha spiegato di aver preso ispirazione dal metodo recitativo di Williams, piuttosto che dalla sua performance: «Dopo aver visto il film un po’ di volte sono stato in grado di individuare i momenti in cui Robin Williams aveva infuso nel personaggio una versione senza tempo di se stesso – racconta Smith – così mi sono chiesto “Che succede se provo semplicemente a inserire nel Genio una versione senza tempo di me stesso?”. Questo ha aperto la strada a un Genio in chiave hip-hop e alla moda».

«Il ruolo del Genio permette di dire e fare qualsiasi cosa, così ho preso fiducia e ho capito che avrei potuto offrire un’interpretazione che, pur essendo un omaggio a Robin Williams, fosse musicalmente differente – conclude Smith - il personaggio mantiene le sue caratteristiche di base, ma è abbastanza diverso e unico da permettermi di andare su un binario differente dall’originale, piuttosto che tentare inutilmente di competere col talento di Williams».

L’altro grande appeal del cartoon erano le sue canzoni e la colonna sonora e Guy Ritchie ha tenuto ad assicurare che «le canzoni originali fanno parte del Dna della storia e non abbiamo voluto allontanarci dal materiale di partenza. Ci siamo limitati ad aggiungere un paio di nuove tracce». «Le nuove canzoni sono state scritte da Alan Menken, già responsabile della colonna sonora dell’originale e dagli autori dei testi delle canzoni di “La La Land” Benj Pasek e Justin Paul. Una è una ninnananna a inizio film, l’altra è invece interamente dedicata al personaggio di Jasmine».
Giovedì 23 Maggio 2019, 10:30
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