«Mare fuori», storie da un carcere minorile di Napoli: la fiction da stasera su Rai 2

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Gennaro Morra
I protagonisti della fiction di Rai 2 Mare fuori

Una fiction ambientata in un istituto di pena minorile napoletano situato a picco sul mare. Nella narrazione televisiva Nisida non è menzionata, ma è palese che Mare fuori, la nuova serie tv che parte stasera su Rai 2 in prima serata e che sarà in onda per sei mercoledì di seguito (su RaiPlay sono già disponibili tutte le puntate), s’ispira alle storie dei ragazzi detenuti nella struttura che sorge sull’isola al largo di Bagnoli. E allora l’appuntamento è fissato alle 21.20 per seguire la vicenda umana di Filippo (Nicolas Maupas), un ragazzo borghese della Milano bene, figlio e studente modello che, in seguito a una notte brava, viene ritenuto responsabile della morte del suo migliore amico. Si ritroverà così a vivere la condizione di recluso insieme ad altri 70 detenuti (50 maschi e 20 femmine), quasi tutti minorenni, e dovrà adattarsi in fretta a un ambiente a lui ostile, popolato da ragazzi che hanno alle spalle vissuti molto diversi dal suo e abituati a muoversi e a sopravvivere in una realtà dura come quella del carcere.
 


Dunque, fatta eccezione per Filippo, tutti gli altri giovani protagonisti della serie sembrano avere un destino già scritto: c’è Carmine (Massimiliano Caiazzo), un ragazzo di Secondigliano che ha fatto di tutto per sfuggire alle sue origini familiari, che lo assegnerebbero per discendenza alla schiera di criminali con cui è imparentato, ma poi si ritrova dentro per aver vendicato la sua ragazza vittima di violenza sessuale; c’è Edoardo (Matteo Paolillo), un piccolo e potente boss di sedici anni, cha ha una fidanzata incinta che lo aspetta fuori, ma si innamora di Teresa, una studentessa che fa volontariato in carcere; e ancora c’è Viola (Serena De Ferrari), che ha ucciso sua madre senza un apparente motivo e non sembra pentita di quello che ha fatto; Naditza (Valentina Romani), invece, è una ragazza rom che preferisce stare in casa piuttosto che nel campo nomadi, dove il padre vuole darla in sposa a un uomo orrendo.
 
E poi ci sono gli adulti, i poliziotti penitenziari, gli educatori e la direttrice dell’istituto interpretata da Carolina Crescentini: «Mare fuori racconta la storia di un carcere minorile a Napoli, dove arriva una nuova direttrice, che sono io, molto tosta, che impone nuove regole e divieti – spiega l’attrice, già protagonista de I bastardi di Pizzofalcone, serie ambientata sempre nella città partenopea, in un’intervista rilasciata a RaiPlay –. E che tenta di dare una disciplina a tutti questi ragazzi che sono rinchiusi là con i loro dolori e i loro traumi. Per questo avrà molti scontri con i ragazzi, perché è molto spigolosa, rigida e anche un po’ aggressiva, ma in realtà ha un gran bisogno di umanità e lì ha a che fare con l’umanità di diversi tipi».
 
Così il carcere diventa un contenitore di vicende umane: «Quello è un calderone di vita, un luogo dove si fondono storie diverse e dove si ritrovano persone differenti, che provengono da vite molto differenti – spiega ancora la Crescentini –. La coesistenza in un contesto del genere è molto complicata e, nel migliore dei casi, si assiste a una redenzione, una trasformazione, nel peggiore dei casi si verificano episodi di cameratismo e bullismo». Una convivenza resa ancora più difficile dalla giovane età dei reclusi: «L’adolescenza è un momento della vita molto complicato, in cui il confine tra bene e male è sottilissimo – conclude l’attrice –. Perciò, chi lavora in quel carcere deve dare a questi ragazzi gli strumenti per imparare un lavoro, ma anche per riflettere, per crescere, per trasformarsi e per rendere utile un tempo apparentemente fermo».

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