Bambole, non c'è un euro: Scandone
alla canna della...Sidigas

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Giovanbattista La Rosa
Il tempo stringe e del domani non c'è certezza. Il futuro della Scandone Avellino resta appeso a un filo. Tutto è in stand-by. Le speranze di salvezza del club restano legate alla volontà ed alle possibilità della Sidigas di aprire il portafoglio. Da Piazza dei Martiri non sembra ci sia l'intenzione di mantenere le promesse estive. Il pagamento dei lodi, domani scadranno i termini, non è la priorità dei dirigenti del gruppo guidato da Dario Scalella. Scontata, ormai, la penalizzazione di quattro punti nel prossimo campionato. I dirigenti del club di pallacanestro ed il liquidatore Basile, che non ha ricevuto alcuna risposta dal management partenopeo, hanno le mani legate. Improbabile ci sia l'ennesima colletta stagionale, Avellino ripartirà la prossima stagione da una penalizzazione. La priorità, a questo punto, è salvaguardare la storia del club lavorando per giugno ed evitare di perdere l'affiliazione. A norma di regolamento, infatti, se il pagamento non dovesse essere effettuato al termine di questa stagione agonistica, la società perderà l'affiliazione dalla FIP. Ciò significa che l'anno prossimo non ci sarebbe l'opportunità di partecipare ad alcun campionato federale. «Faremo di tutto per non perdere l'affiliazione», fanno sapere da via Zoccolari, là dove il diggì Gennaro Canonico sta cercando di offrire il massimo supporto ad atleti e staff tecnico. Lo stesso Canonico ieri ha avuto l'ennesimo contatto con Luciano Basile. Entrambi hanno convenuto di dover operare al fine di trovare le risorse entro giugno. Basile, intanto, nei prossimi giorni dovrà incontrare i tifosi. Il gruppo organizzato è preoccupato e desidera avere delucidazioni. Lo scenario attuale conferma quanto era noto, il destino della Scandone è e resta nella mani della Sidigas, che il 15 gennaio dovrebbe presentare il piano di ristrutturazione, da approvare per poi saldare i creditori. Si confida che a smuovere le acque possa essere il sindaco Gianluca Festa. Il primo cittadino nei mesi scorsi si è esposto in prima persona, probabilmente oltre il dovuto, avendo quasi la certezza di portare in mari sicuri la Scandone. Oggi, dopo un lungo silenzio, il sindaco è tornato a parlare di basket. Le certezze di allora sono lontane e sembra esserci anche poca conoscenza della materia. «Ci sono difficoltà note da tempo, ma la Scandone è stata data per tre volte morta, per altre tre si è rialzata ed in campionato è arrivata qualche vittoria spiega Festa Sappiamo ci sono lodi esecutivi, altri in arrivo e difficoltà complesse che stanno sbrogliando Baldassarre e Scalella, entro il 10 capiremo se pagare i lodo Cavaliere (sono 4 tuttavia le morosità), ma bisogna comprendere quanti sono i debiti e quanti possono essere inclusi nel piano di ristrutturazione. Aspettiamo le prossime», conclude il sindaco. In balia delle onde si ritrova la squadra guidata da coach Gianluca De Gennaro. Il coach implora il club affinchè vengano pagati i debiti, per poter ritornare sul mercato. L'allenatore della Scandone avrebbe già individuato delle pedine da mettere sotto contratto e qualche accordo sarebbe stato già trovato. Si sta tentando di convincere Gianluca Marchetti, con cui più di una parola è stata scambiata. Il ragazzo, già allenatosi con la formazione irpina ad inizio stagione per poi non essere tesserato, è ancora libero. Il cestista di Bracciano ha rifiutato nelle scorse ore un contratto remunerativo a Catanzaro, società ambiziosa di C calabrese allenata dall'avellinese Salvatore Formato.
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