Scandone sconfitta con onore
nel derby con la Partenope

Lunedì 11 Novembre 2019 di Franco Marra
Secondo derby della stagione per la Scandone Avellino, chiamata ad affrontare la Partenope che quest'anno gioca a Sant'Antimo. I partenopei hanno perso una sola gara in casa, il derby contro Pozzuoli, ed il PalaPuca è un vero e proprio fortino, difficile da espugnare. Anche questa volta, però, l'impresa non riesce, e bisogna accontentarsi di una sconfitta onorevole (81-70), maturata per il solito break subito nel corso della partita (44-24 al 19'). Ma stavolta c'è stata una reazione positiva da parte di tutta la squadra, che fa ben sperare per il futuro, anche se c'è necessità di maggiore presenza in difesa e sotto i tabelloni, dove ancora una volta è stato concesso troppo agli avversari. Due gli esordi in campo, uno per parte, Dushi per la Scandone, che non ha potuto giocare la settimana scorsa per il rinvio del match contro Corato, e Smorra per il Geko Sant'Antimo, arrivato in settimana a rinforzare il roster dei partenopei.

De Gennaro inizia il match con Erkmaa in cabina di regia, Marzaioli e Ondo Mengue esterni, De Leo e Locci a lottare nelle aree colorate. Coach Patrizio risponde invece con Provenzani, Zollo, Carnovali, Sergio e Matrone. La tripla di De Leo inaugura il match, e solo un paio di palle perse da parte degli irpini consentono ai padroni di casa di portarsi sull'8 a 5 del 4'. E' un'altra tripla, questa volta realizzata da Erkmaa, a portare la Scandone al 12 a 10 al 7', ma l'aggancio non riesce per qualche errore di troppo in attacco da parte dei biancoverdi. Locci patisce i lunghi avversari, e come sempre commette falli ingenui d inutili, accomodandosi in panchina, consentendo così l'esordio di Dushi. I padroni di casa ringraziano e seppur a fatica, allungano sul 19 a 13 grazie ai tre liberi realizzati da Izzo dopo il fallo subito da parte di Bianco, che dall'altra parte realizza in penetrazione, con la prima frazione che si chiude sul 20 a 15. Smorra realizza la tripla, Rajacic è volenteroso, sbaglia un tiro, ma cattura il rimbalzo che lo manda in lunetta dove è preciso, a differenza di Cherubini, che invece subito dopo sbaglia i suoi liberi.

Dopo poco più di 2' della seconda frazione, Sant'Antimo raggiunge già il bonus dei falli, ma la Scandone ne approfitterà solo parzialmente. Rajacic risponde alla tripla di Izzo (26-20 al 13'), ma poi per la Scandone cala il buio in attacco, mentre in difesa si consente troppo agli avversari. Il parziale di 16 a 3 fra il 14' ed il 19' arriva grazie alle capacità offensive dei partenopei, ma la difesa della Scandone contribuisce in maniera determinante. Il distacco raggiunge così le venti lunghezze (44-24 al 19'), con la Scandone che nel finale di periodo riesce a rendere un po' meno pesante il divario (44-29 al 20'). Ondo Mengue riscatta un primo tempo opaco realizzando sei punti in fila che portano la Scandone al - 13 (48-35 al 24'), ma la rimonta dei biancoverdi porta anche la firma di Marzaioli (50-42 al 27'), con Rajacic che sbaglia la tripla del - 5, punito sul capovolgimento di fronte da Carnovali. La terza frazione si chiude sul 58 a 46, con la Scandone che ora lotta alla pari con gli avversari, tornando anche al -9 del 33' (62-53), subendo poi un paio di triple da avversari troppo liberi sul perimetro. Il distacco si mantiene sempre intorno alle dieci lunghezze, e peccato che su un contropiede venga fischiato un assurdo fallo in attacco a Marzaioli, che ha l'effetto di caricare nuovamente i partenopei (72-58 al 37'). La Scandone combatte e raggiunge nuovamente il - 8 (72-64 al 38'), per poi perdersi nella mattanza finale, con gli ultimi minuti caratterizzati da tecnici ed antisportivi che scontentano tutti. Finisce con il successo del Sant'Antimo per 81 a 70, ma la Scandone, questa volta, ha mostrato di essere viva.
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