Roma, Fonseca si specchia con Juric

Mercoledì 15 Luglio 2020 di Ugo Trani
Fonseca (foto Mancini)
Il finale non è ancora scritto e quindi sarebbe imperdonabile staccare la spina sul più bello. La classifica, dopo l’ultimo weekend, regala mezzo sorriso a Fonseca: + 2 sul Napoli sesto e + 4 sul Milan settimo. Lo scatto del Rigamonti, con la vittoria abbondante contro il Brescia, non è però sufficiente per sentirsi al sicuro: a 6 giornate dal traguardo, la Roma ha l’obbligo di difendere il piazzamento che gli consente di evitare il disturbo dei preliminari della prossima Europa League. E, riqualificata dai 2 successi di fila, ha 2 match consecutivi all’Olimpico, stasera il Verona e domenica l’Inter, per avvicinarsi ulteriormente all’obiettivo minimo di questa stagione che potrà essere rivalutata solo se in Germania, dall’ottavo secco contro il Siviglia (6 agosto), i giallorossi spiccheranno il volo nella coppa di consolazione.

PIANO DI SOPRAVVIVENZA
Ecco il Verona (9°), test ideale per capire se la svolta c’è stata sul serio. Tattica, fisica e psicologica. «Continueremo con la difesa a tre: mi sono piaciute le ultime due partite e dobbiamo continuare a giocare così». La tappa di sabato, il Brescia penultimo vicino a salutare la serie A, non fa testo. Ma la Roma qualche passo avanti lo ha fatto: è tornata a casa senza prendere gol, mai successo nelle altre 5 partite dopo il lockdown, l’ultima volta all’Olimpico il 23 febbraio contro il Lecce, e mai accaduto in trasferta in campionato nel nuovo anno (nel 2020 solo con il Parma in Coppa Italia e con 3 sentinelle davanti al portiere). La nuova formula, insomma, ha portato equilbrio, solidità ed efficacia. Stasera, però, la partita della verità: Juric, allievo di Gasperini, è specialista del 3-4-2-1 che ultimamente sta diventando l’exit strategy del portoghese. Umile al momento di rinnegare la sua idea di calcio, il 4-2-3-1, per andare incontro al gruppo, sfiatato e disorientato dopo la pausa di 115 giorni. L’assetto, varato al San Paolo contro il Napoli, esclude le ali, sostituite dai terzini. Doppio trequartista, utilizzando dietro al centravanti pure l’esterno alto, da Perez a Kluivert e volendo Under. «Sarà una partita differente dalle altre, affronteremo una squadra con un sistema di gioco diverso. Loro sono molto forti sulla pressione, non lasciano giocare e ti mettono in difficoltà in fase di costruzione. Dovremo essere concreti e concentrati, il Verona è avversario complicato». Mai i giallorossi hanno iniziato con la difesa a 3 una sfida in cui l’avversaria usa lo stesso assetto: accadde in corsa contro l’Atalanta, partita d’andata all’Olimpico, e non finì bene. La curiosità è per il presente e per il futuro: anche l’Inter di Conte, la rivale del prossimo weekend, gareggia in formula 3.

ROTAZIONE MIRATA
«Penso che cambierò poco. In porta giocherà Pau Lopez». Il turnover potrebbe comunque coinvolgere almeno 4 giocatori: tornano dall’inizio Cristante, Mkhitaryan e Dzeko, turno di riposo invece per Pellegrini. Fonseca non sembra intenzionato a schierare titolare Zaniolo «Ha giocato bene e sta bene, ma come dico sempre è la squadra la cosa più importante. I ragazzi hanno vinto e lo hanno fatto bene. Nicolò tornerà gradualmente a essere un calciatore sempre più importante per noi, ma in questo momento conta di più il gruppo. È più facile per i giocatori lavorare dopo le vittorie, ma a maggior ragione dobbiamo dimostrare che c’è la voglia di continuare su questa strada, specialmente in una partita così difficile. Dico sempre che quando si perde il passato non conta, ora sono arrivati due successi. Vale però lo stesso principio: appartengono al passato». © RIPRODUZIONE RISERVATA