Napoli United cambia casa:
giocherà al San Gennaro dei Poveri

Martedì 7 Luglio 2020 di Gianluca Agata
Una volta c'era il Campania Ponticelli che arrivò alle soglie della serie B, oppure l'Internapoli che divenne la squadra del Vomero. Erano gli appuntamenti del sabato pomeriggio o della domenica mattina, prima di dedicarsi al Napoli, fede unica di una città che non consente tradimenti. Poi ci si sono messi gli impianti disastrati a cacciare squadre ambiziose dal territorio partenopeo. Ma la diaspora è finalmente in controtendenza, grazie ai fondi delle Universiadi che hanno permesso il restyling di numerosi impianti, ed alla lungimiranza dell'accordo privati-Comune per un affidamento finalmente lungo e si spera proficuo. E così il Napoli femminile affronterà a Barra la sua prima sfida in serie A, il Napoli United, ex AfroNapoli, andrà al San Gennaro dei Poveri, alla Sanità a disputare la sua prossima stagione.

L'ex campo Cirio di Barra, ora Caduti di Brema, fa parte della storia del calcio a Napoli. Nel 1966 la squadra appartenente al Cral della Cirio arrivò in serie C. Vi esordì Gennaro Rambone un monumento del calcio partenopeo. E a Barra, dopo i lavori di ristrutturazione fatti con i fondi delle Universiadi, vuole costruire il suo fortino il Napoli calcio femminile neopromosso in serie A. Manto nuovo, tribune, spogliatoi, recinzione. Il campo sarà un gioiellino. Ed ai vertici della società, nel ruolo di general manager c'è un nome legatissimo al campo: Egidio Rambone, figlio di Gennaro, oggi general manager del club di proprietà di Lello Carlino. «Abbiamo trovato uno stadio bello, pulito, di nuova generazione, con misure adeguate agli standard top italiani afferma Rambone - Vorremmo sempre più radicarci nel territorio e proprio per questo cominceremo una leva a Barra alla ricerca di calciatrici». Campo ideale per la squadra femminile. «Stiamo valutando tutti i correttivi per rispettare i parametri della serie A, vale a dire sala stampa adeguata, riprese televisive, spalti». Insomma tutto è pronto per il via della stagione. La squadra si allenerà a Pozzuoli «ma siamo sicuri che ci sarà un grandissimo richiamo». Non fanno paura i paragoni con le altre società di serie A. «Non per organizzazione, ma soltanto perché noi e la Florentia siamo le uniche due squadre del massimo campionato a non essere supportate da società maschili». Barra teatro del calcio al femminile. «L'invito è di venirci a seguire». Ancora Napoli-Juve, Napoli-Inter, Napoli-Milan. Spettacolo assicurato.

Quante battaglie al San Gennaro dei Poveri. Uno dei classici campi dove tutti si fanno le ossa: giocatori, dirigenti, arbitri. Ora grazie ad una convenzione tra Comune di Napoli e SSD Spaccanapoli Sporting tornerà a nuova vita con le tribune, la recinzione, l'attiguo polivalente, il campo di calcetto. Tutto a disposizione del territorio grazie all'intervento dei fratelli Grassi proprietari anche del Napoli basket. Una concessione che durerà 29 anni con un campo che sarà il fortino della Napoli United, ex AfroNapoli. «Il concetto di integrazione - racconta Antonio Gargiulo, fondatore e mentore dell'Afro Napoli oggi Napoli United - è stata sempre la nostra missione. Ma oggi era tempo di voltare pagina». Più di trenta etnie hanno giocato sotto le insegne dell'Afro Napoli, dal Senegal al Kirghizistan, dal Cile al Perù, passando anche per paesi europei come Inghilterra, Francia e Portogallo. «Ecco perché non potevamo più essere legati al concetto di Africa. L'integrazione significa accogliere anche il disagio che non ha né nazione né colore. E poi volevamo essere la squadra della nostra città». Il Napoli United giocherà nella prossima stagione il campionato di Eccellenza. «Stiamo anche studiando un piano di azionariato popolare. Puntiamo ai playoff». Intanto, i lavori rallentati dal Covid procedono sotto lo sguardo dell'ingegnere Enzo Salzano, presidente della Spaccanapoli Sporting, per permettere alla squadra di giocare in autunno. Poi sarà la volta del polivalente e delle aree annesse.  Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA