Hamilton invincibile: il Re Nero piega
super Vestappen e conquista Bahrain

Lunedì 29 Marzo 2021 di Giorgio Ursicino
Lewis Hamilton, il Re Nero, festeggia il trionfo in Bahrain

Vince sempre lui. Il Re Nero. L’unico pilota al mondo nella storia del motorsport che è partito per conquistare l’ottavo titolo di F1. Ieri, nella calda sera del Golfo, mentre era al comando della gara, ha strappato un altro record al mitico Michael Schumacher. Nessuno come Lewis ha mai percorso tanti giri in testa in gare ufficiali del Campionato. Hamilton continua a ripetere che i primati non gli interessano. Tre imprese, però, di certo le ha messe fra i suoi obiettivi stagionali prima di decidere cosa farà da grande. Oltre all’ottava corona iridata, infatti, al centro del mirino ci sono cento pole position e cento vittorie. Poi, nel 2022, le monoposto cambieranno completamente e bisognerà ricominciare da capo.

Tanto duro lavoro che potrebbe non attrarre più il driver più forte di tutti i tempi. A Sakhir, in Bahrain, l’inglese ha trionfato per la novantaseiesima volta, ha conquistato il terzo Gran Premio del Bahrain consecutivo ed ha agguantato la corsa di apertura dell’anno come non gli succedeva da tempo. Il britannico, si sa, si esalta nelle situazioni difficili, gli piace scrivere imprese. E questa, forse, lo era. La nuova Mercedes W12 durante i test invernali è sembrata non essere nata sotto una buona stella. Almeno non quanto le sorelle che l’anno preceduta, capaci di portare a Stoccarda sette titoli Mondiali Piloti e Costruttori di fila. Il favorito per la prima gara del 2021 era decisamente Max Verstappen.

L’ex bambino prodigio, che vinceva i gran premi quando era ancora minorenne e non poteva nemmeno parcheggiare la 500 nel cortile di casa. Il tosto olandese è cresciuto in fretta. È veloce come il vento e, ormai, non sbaglia più. Ha imparato tutto da zio Lewis ed ora averci a che fare è una faccenda scorbutica per tutti. Tranne che per Hamilton che nei duelli impossibili si esalta. Verstappen è stato il migliore nelle prove invernali sempre a Sakhir, poi ha dominato l’intero weekend. Primo in tutte le sessioni di prove libere, padrone delle qualifiche con un tempo che gli ha permesso di avere la pole quasi in scioltezza. La gara sembrava sua, impossibile cercare di strappargliela. Lewis, con tutto lo squadrone Mercedes, si è messo al lavoro, sicuro che, oltre alla guida, serviva la strategia.

Fare come Max, infatti, difficilmente avrebbe portato oltre il secondo posto. I tecnici delle Frecce d’Argento dovevano individuare la tattica più adatta, in ogni caso diversa da quella di Verstappen. Lewis avrebbe fatto il lavoro che nella F1 moderna non è andare più veloci (nel ritmo da gare si gira 10 secondi più lenti che nelle qualifiche), ma spremere al massimo tutto quello che la vettura può dare e, soprattutto, gli pneumatici, la vera arma segreta. I migliori, quelli capaci di passare il Q2 senza usare le gomme più morbide, avevano deciso di scartare questa opzione per la gara. Il campione della Red Bull, dall’alto della sua posizione, aveva deciso di scegliere l’opzione migliore, quella “consigliata” anche dalla Pirelli: media-dura-media. Il furbacchione british, invece, aveva bruciato in prova tutte le gomme rosse-morbide e si era lasciato due treni nuovi di bianche-dure.

Cosa che Verstappen non aveva. La vittoria è maturato prima di partire, Lewis avrebbe fatto corsa a se e alla fine si vedeva chi era più avanti. Nei giri finali Hamilton aveva le gomme bianche, ma era davanti; Max le gialle ma era dietro. E si sa che in pista, con le monoposto stanche e le gomme usurate, non è facile passare, specialmente se in testa c’è il sette volte campione del mondo. Max, con una manovra da campione, passava in curva 4, ma metteva le ruote fuori pista e la squadra, per evitare penalizzazioni, lo invitava a ridare la posizione al Re. A quel punto Lewis non si faceva più sorprendere e utilizzava il suo super motore per respingere gli assalti di una Red Bull in quella fase un po’ più veloce. Finivano attaccati, a meno di un secondo.

Terzo il solito, sfortunato, Bottas con l’altra Mercedes, quindi un eccellente baby Norris con la McLaren e Perez con la seconda Red Bull nonostante sia partito dai box. Bene la Ferrari. Charles sesto e Carlos ottavo, ma sempre in palla e senza mollare un centimetro. Le Rosse sono riuscite nell’impresa (non era affatto facile) di mettersi alle spalle le Aston Martin, le Alpha Tauri e le Alpine che schierano il bicampione Alonso. La SF21 è sicuramente meglio della SF1000, ma avere un motore tutto nuovo e non uno penalizzato dalla Federazione è sicuramente un bel passo in avanti.

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 19:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA