Vettel, ultima corsa: chiude con la Ferrari, è l'anatomia di un fallimento

Domenica 13 Dicembre 2020 di Claudio Russo

 Un sogno infranto. Sei stagioni alla Ferrari senza riuscire a conquistare il suo quinto Mondiale nel segno del Cavallino. Da ragazzo si era esaltato seguendo le imprese di Michael Schumacher e si era innamorato della Rossa. Tanto che, dopo i successi iridati con la Red Bull, aveva voluto a tutti i costi approdare a Maranello. Con l’obbiettivo doppio di riuscire ad avvicinare il suo idolo giovanile e trionfare con la Scuderia. Invece Sebastian Vettel dovrà gestire una cocente delusione e ripartire da zero. Un autentico naufragio il suo, iniziato nel 2018 nel Gran Premio di Germania a casa sua, nel circuito di Hockenheim quando, dopo essere partito in pole ed essere sempre rimasto in testa, al 52° giro, sotto una pioggia sottile, uscì clamorosamente di pista, danneggiando la macchina. Da quel momento ha perso la sfida con Hamilton e anche la capacità di lottare al vertice. Piegato nel morale e anche forse dalla consapevolezza di avere buttato via un’occasione unica. Poi un declino inarrestabile a fianco dell’emergente Charles Leclerc, interrotto una volta sola con un lampo d’orgoglio a Singapore e una vittoria, l’ultima delle 14 ottenute con la Rossa dal 2015 ad oggi.
LAMENTELE
Per due anni il tedesco si è sempre lamentato delle monoposto che gli affidava la Ferrari. «Non sono adatte al mio stile di guida», ha più volte sottolineato. Macchine con il retrotreno instabile, a suo avviso. Ma bisogna ammettere che pure essendo scontento, il pilota di Heppenheim si è sempre comportato in maniera corretta e ha espresso la sua fiducia nella squadra, incoraggiando spesso l’ambiente a vedere il bicchiere mezzo pieno. Un comportamento da persona gentile ed educata, che aveva la speranza di essere confermata per altri due anni, arrivando al 2022, quando i nuovi regolamenti potrebbero cambiare tutto e ribaltare i valori in F1. E invece gli è crollato addosso il mondo quando prima dell’inizio di questo strano e terribile campionato Mattia Binotto, con una telefonata, gli ha comunicato che non gli avrebbero rinnovato il contratto. Seb ha tenuto duro, ha cercato di dare il massimo ma non è mai più stato il pilota di prima, a parte un paio di rarissime eccezioni. Anche ieri non è andato oltre la 13ª posizione. «Per me si prospetta - ha dichiarato Seb - una gara dolorosa ma anche speciale, perché è l’ultima con la Ferrari. Non vedo l’ora di disputarla, mi sento sempre molto vicino alle persone in fabbrica, ai miei meccanici e agli ingegneri».
LA SIMPATIA
Vettel è uno di quei campioni che si fanno perdonare, pure quando le cose vanno male. Che con i suoi «Grazie ragazzi! Forza Ferrari!», urlati via radio dopo i successi, è stato un beniamino del pubblico. Per questo porterà con sé l’affetto di molti tifosi anche quando sarà un rivale, alla guida dell’Aston Martin. Il cuore sarà per sempre rosso; il bilancio dei suoi mondiali con il Cavallino, purtroppo, anche.
Claudio Russo
Così al via: Prima fila - Verstappen (Red Bull), Bottas (Mercedes); seconda fila: Hamilton (Mercedes), Norris (McLaren-Renault); terza fila: Albon (Red Bull), Sainz Jr (McLaren) Le Ferrari: 12° Leclerc, 13° Vettel In tv: diretta dalle 14.10 Sky Sport F1 e Sky Sport Uno
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