Salernitana, Ribery ci sarà
il Diavolo nel mirino

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Alfonso Maria Avagliano
Salernitana, Ribery ci sarà il Diavolo nel mirino


Ribesì. A San Siro la Salernitana ritroverà il suo numero sette, l'uomo di qualità e carisma. Per tutta la partita o per uno spezzone? Si vedrà. Sempre col ginocchio sinistro da tenere sott'occhio. C'è subito il Milan, ma lui inizia ad annusare anche la Fiorentina, sua ex squadra. Tiene particolarmente non solo ad esserci al Franchi l'11 dicembre, ma anche a dimostrare che non è ancora finito.

Dopo due gare di stop, Ribéry dovrebbe rientrare alla Scala del calcio in una suggestiva sfida da 78 anni in due: da un lato il brevilineo fantasista, dall'altro il lungagnone Ibrahimovic, tutto muscoli, classe e personalità. Proprio contro i rossoneri, FR7 ha segnato il suo ultimo gol: era il 21 marzo in un Fiorentina-Milan 2-3. Timbrò il cartellino pure Ibra. I granata ieri hanno ripreso la preparazione al Mary Rosy con un lavoro di scarico per chi ha giocato contro i bianconeri e di partitine per gli altri. Compreso Ribéry. Che ha ricevuto pure gli inviati de L'Equipe, popolare quotidiano sportivo transalpino, giunti in Campania per un reportage sui primi tre mesi della sua sfida salernitana, con tanto di servizio fotografico con la Costiera Amalfitana sullo sfondo. Peccato per il meteo: cielo grigio, nuvoloni, come quelli che si addensano metaforicamente ogni giorno di più sulla classifica del cavalluccio. Ieri Spezia e Genoa hanno perso contro le due milanesi e la salvezza è a 4 punti di distanza. Al Meazza, la Salernitana potrebbe cambiare ancora. «Siamo costretti ad essere tatticamente fluttuanti a causa dell'emergenza», ha ricordato Colantuono. Che anche stavolta non ha molto tempo per pensare a chissà cosa di diverso. Ieri ha analizzato a fondo con la squadra il secondo gol juventino: il trainer non ha affatto digerito le modalità con cui Morata è arrivato a trafiggere Belec, dall'intervento a vuoto di Zortea fino alla perforabilità dello stesso estremo difensore.


Se Ribéry fosse arruolabile dal primo minuto, contro i rossoneri sabato potrebbe tornare di moda il 4-3-1-2. Pioli (4-2-3-1) gioca in maniera non molto diversa da Allegri. Bisognerà tenere a bada Ibra. Gagliolo ha la sua stessa bandiera sul passaporto, ma servirà più di un saluto in svedese per ammansirlo. Probabilmente la retroguardia sarà confermata integralmente. A centrocampo è nell'aria il ritorno di Kastanos dal primo minuto in un reparto completato da Lassana Coulibaly e forse ancora da Capezzi, che ha bisogno di giocare per ritrovare la condizione giusta. «Sapevamo che la partita contro la Juve sarebbe stata difficilissima. Peccato per il palo che poteva portarci sull'1-1: magari si sarebbe sviluppata un'altra partita ha detto l'ex empolese a Dazn Siamo dispiaciuti, ultimamente la fortuna non è dalla nostra parte, spesso i legni ci hanno frenato. Mi auguro che questo vento possa cambiare. Il cambio modulo in corsa? Avevamo preparato varie soluzioni perché i giocatori della Juve si muovono molto, cambiano le loro posizioni e non sono facili da seguire. Col 4-4-2 soffrivamo il palleggio e i movimenti tra le linee, passando al 3-5-2 abbiamo provato ad alzare il baricentro e ad avere qualche punto di riferimento in più per poter essere più aggressivi». Obi resta in dubbio. Ha un affaticamento muscolare e dopo il forfait di martedì sta lavorando a parte. Colantuono spera di poterlo portare in panchina a San Siro.

Dove la Salernitana potrebbe giocare con una maglia speciale. Ieri il profilo Instagram della Salernitana ha creato hype, suspence: una data, quella appunto del 4 dicembre, e un po' di strisce biancocelesti, quelle delle divise delle origini. Potrebbe trattarsi dell'esordio della quarta maglia, in tempo per il clima natalizio. Che notoriamente chiama anche l'impennata del merchandising. E l'attacco? Simy ha deluso ancora. Contro il Milan tornerà Djuric a fare coppia con Bonazzoli. Sempre out Gondo, che domani ha in programma ulteriori accertamenti: ha un leggero stiramento al flessore della coscia sinistra, meno grave di quello immaginato a Cagliari nel vederlo interrompere uno scatto e saltellare su un solo piede, prima di cadere a terra dolorante. L'attaccante salterà certamente le prossime due partite. Restano ko Strandberg e Ruggeri, che continuano a mandare messaggi d'amore ai tifosi sui social. Per il norvegese l'anno solare è finito, si rivedrà nel 2022. Mamadou Coulibaly invece sta meglio e vede la luce in fondo al tunnel: nel mirino c'è l'Udinese, sua ex squadra, il 21 dicembre; già contro l'Inter potrebbe andare in panchina.
 

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