Salernitana, la matricola Aya
scala le gerarchie

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Pasquale Tallarino
Nella Salernitana vecchio stampo ma nuova nello spirito e nella classifica c'è posto al momento per una sola matricola: Ramzi Aya. Il club granata aveva voluto ingaggiarlo a gennaio, pur consapevole di non poterne disporre pronto uso: per uno strano scherzo del destino, sostituiva uno squalificato, Karo, con un altro squalificato. Aya, che ieri sera ha partecipato all'Italian Sport Award, a Castellammare di Stabia, insieme al compagno Mantovani, è arrivato dal Pisa a titolo temporaneo con obbligo di riscatto, «ha fatto il tagliando», come direbbe Lotito, nella prima partita utile in granata dopo il deposito del suo contratto, si è messo alla finestra ammirando a Pescara una difesa inedita, a quattro, e poi da ultimo arrivato ha atteso il proprio turno che è arrivato molto presto. All'intervallo della sfida al Cosenza, fuori Karo per infortunio. Così è cominciato il ballo del debuttante con la Salernitana.
LA CURIOSITÀ
Alla categoria, invece, aveva già preso le misure a Pisa. La Serie B non gli è sfuggita, nonostante la cocente delusione estiva. Contro chi? Proprio il Trapani, il 2 giugno 2019, al termine di una doppia sfida finita in rissa e in otto uomini contro il suo Catania, aveva infranto il sogno, perché il doppio pareggio nel derby (2-2, 1-1) aveva premiato i granata di Sicilia. Il Trapani è anche la squadra che Aya ha incontrato più volte in carriera: 9 partite, a più riprese anche nei playoff con le squadre nelle quali ha militato. Adesso vuole farsi un regalo con qualche giorno di ritardo: sabato 8 febbraio sarà il suo trentesimo compleanno; spegnerà le candeline a 48 ore di distanza dalla sfida che potrebbe proiettare la Salernitana nei quartieri altissimi della classifica. Il modo migliore per festeggiare sarà convincere Ventura che vale la pena proseguire e riprovare, sul centrodestra.
IL BALLOTTAGGIO
Dopo aver scalzato Karo e vinto la sua concorrenza nel derby, adesso la bilancia del ballottaggio pende dalla propria parte. L'allenatore granata non ama cambiare di frequente fisionomia al terzetto davanti a Micai: quella è terra di stakanovisti. Migliorini, a dispetto di qualche sbavatura che ogni tanto affiora, ha vinto da tempo il ballottaggio con Billong: 18 partite da titolare, nel girone di andata 13 volte di fila e da quando è cominciato il girone di ritorno è di nuovo titolare inamovibile, pure capitano a Benevento com'era già accaduto ad Empoli. Numeri «gemelli» per Jaroszynski, che l'allenatore chiama «il polacco» per brevità e per non inciampare nella difficoltosa pronuncia del cognome. Lui è il giocatore polivalente, che può anche accentrarsi nella difesa a quattro: è già sceso in campo 19 volte, nel girone di andata era stato impiegato per 13 partite di fila. In totale, tra campionato e Coppa Italia, è già stato utilizzato per 1895 minuti. Gli equilibri di reparto sono anche conseguenza dell'intesa tra compagni di squadra, insomma dell'abitudine a giocare insieme. L'allenatore granata ha più volte analizzato numeri e rendimento, spiegando di non essere preoccupato dall'assenza del tanto atteso bomber, perché la Salernitana vanta il quarto attacco della categoria (32 reti messe a segno, hanno fatto meglio solo Benevento, Crotone e Pescara).
LA DIFESA
Piuttosto l'obiettivo dell'allenatore e della squadra è blindare Micai. La Salernitana nelle ultime cinque partite non ha subito reti solo nella sfida al Pordenone. I gol al passivo sono 28. In Serie B, al netto delle «gruviere» Livorno e Trapani, 36 e 41 gol incassati, solo Juve Stabia, Pisa e Pescara hanno incassato più reti dei granata. A questa nuova missione sta partecipando anche Aya. Nella terra dei dioscuri sempre presenti, adesso il barbuto difensore vuole piantare radici. In fondo è anche lui uno stakanovista, perché ha semplicemente cambiato maglia, ma ha ritmo, ha minuti nelle gambe, il suo campionato era già cominciato da titolare a Pisa e sta proseguendo da titolare con la casacca granata. Ventura lo ha più volte sottolineato, per far capire anche il cambiamento in atto, quello che aveva in mente: «Aya aveva già giocato 18 partite da titolare con il Pisa, è pronto e allenato». Adesso c'è il Trapani all'orizzonte, gara con il retrogusto della rivincita. Se arrivasse anche il gol, sarebbe un regalo di compleanno con il fiocco.
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