Casertana: serie C
«Sì alla chiusura»

Sabato 4 Aprile 2020 di Riccardo Marocco
Giornata di importanza fondamentale, quella di ieri, per il futuro dell'attuale stagione per i tre raggruppamenti della serie C. In videoconferenza per rispetto dei limiti sanciti dalle misure di contenimento contro il diffondersi del virus Covid-19, si è tenuta infatti l'assemblea di Lega per fare il punto della situazione alla luce dell'attuale condizione di precarietà che in tutti settori sociali sta vivendo il paese. Il punto all'ordine del giorno che interessava più da vicino gli sportivi è quello relativo al fatto se l'attuale stagione proseguirà o meno.
IL COMUNICATO
«Finché non ci saranno le condizioni sanitarie per giocare - recita il comunicato diramato dalla Lega al termine dell'assemblea - come da indicazioni del Governo, non si scenderà in campo. Difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte, pur avendo in grande cura le ragioni giuridiche». I presidenti, infatti, con voto unanime, hanno richiesto la chiusura anticipata dei campionati, dando mandato al presidente Ghirelli di rappresentare tale manifestazione d'intenti in sede di Consiglio federale. Del resto, la serie C, nel panorama calcistico professionistico nazionale, è la categoria maggiormente esposta in termini economici.
LE MENSILITÀ
La stessa Casertana, come ufficializzato dal presidente Giuseppe D'Agostino sul portale del club rossoblù, non ha potuto corrispondere le mensilità di gennaio e febbraio da pagare entro il 16 marzo proprio a causa delle ripercussioni che le restrizioni imposte dal Governo hanno avuto sull'attività imprenditoriale del patron rossoblù. Lo stesso dicasi per Catania e Robur Siena. Si è discusso, infatti, di ipotesi per salvaguardare la sostenibilità economica dei club, manifestando la necessità di adottare misure idonee allo scopo, a cominciare dallo svincolo sulle fideiussioni e alla possibilità di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga. Stipendi dei calciatori: al riguardo il presidente Ghirelli, continuerà la trattativa con le associazioni dei calciatori e degli allenatori «affinché si possa raggiungere una soluzione - recita ancora il comunicato - che richiede la consapevolezza che tutti devono fare grandi sacrifici in un momento di crisi così drammatica». Sono soprattutto i calciatori dagli ingaggi più bassi quelli particolarmente colpiti da questa crisi imprevista.
IL CASO LAARIBI
Tra questi il centrocampista della Casertana Mohamed Laaribi. «Il taglio degli emolumenti - ha detto il calciatore rossoblù - sarebbe drammatico per tanti di noi. Molti guadagnano tra i milleduecento e i duemila euro al mese, viviamo in 3-4 in un appartamento e tra canone d'affitto, mangiare e rate della macchina se ne vanno gran parte dei guadagni che percepiamo. A fine mese riesco a mettere da parte ben poco. Purtroppo a Caserta la crisi economica ha avuto impatti fortissimi sulle attività del presidente che non ha potuto mantenere gli impegni per gli stipendi di gennaio e febbraio. Fatto sta, però, che sarebbe davvero dura mantenersi qualora non dovessimo vedere più un euro da qui a fine stagione. Iniziamo ad avere timore per il nostro futuro». Preoccupazioni legittime, quelle di Laaribi, condivise dagli altri calciatori. Ad ogni buon conto, il destino dei campionati di serie C si deciderà nei prossimi giorni, sulla scorta delle determinazioni che assumerà non solo la Federcalcio ma anche da parte delle Leghe di serie A e B le quali, diversamente dalla Lega Pro, sarebbero invece intenzionate a ritornare in campo.
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