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Vaticano, cardinale Gambetti: «Sono favorevole all'aumento dei salari»

Venerdì 3 Giugno 2022 di Franca Giansoldati
Vaticano, cardinale Gambetti: «Sono favorevole all'aumento dei salari»

Un annuncio che non potrà che essere accolto con entusiasmo anche dai dipendenti di Papa Francesco. «Sono favorevole all'aumento dei salari. Gli aumenti vanno dati nella direzione del riconoscimento dell'impegno, non tanto dai risultati. Ricevi sulla base di quello che vai restituendo». A parlare è il cardinale Mauro Gambetti, vicario del Papa per la Città del Vaticano, che al Festival dell'economia di Trento - all'incontro dal titolo "L'impresa sociale per uno sviluppo economico sostenibile" - ha legato gli aumenti ai meriti individuali da valutare in modo armonico e complessivo. In questi anni di conti in rosso in Vaticano, con il deficit che avanza, i vertici hanno stabilito il blocco degli scatti di anzianità, le trasferte, gli straordinari anche se il pontefice ha sempre messo in evidenza che i posti di lavoro non si toccano nonostante le previsioni davvero negative, emerse in questi due anni di covid. Proprio in questi giorni entrerà in vigore la nuova costituzione apostolica Praedicate Evangelium con la quale è stato istituito un ufficio apposito per le risorse umane, una vera novità che è stato collocato sotto la giurisdizione della Segreteria per l'Economia. Negli uffici d'Oltretevere lavorano circa 4 mila dipendenti. 

Il cardinale Gambetti ha poi fatto una riflessione più ampia legata agli indirizzi generali, a livello internazionale: «L'economia dovrebbe dare ordine alle attivita' umane. Invece e' diventata egonomia, mettendo al centro l'individuo. Un problema che non tocca solo un popolo: e' mondiale». 

«Gia' Benedetto XVI nell'enciclica "Deus caritas est" diceva che le attivita' economiche devono poter sviluppare la propria imprenditorialita' intorno a ragioni non solo di profitto. Dimmi che idea hai di uomo e ti diro' che economia fai: la Cristianita' - ha proseguito il porporato - si porta questa concetto, che non e' quello di "homo faber" o "homo oeconomicus", ma di "homo pauper". L'homo pauper non e' quello che non ha beni, ma e' distaccato dai beni fino al punto dal non considerarli fine o prolungamento nel mondo, tanto che puo' farne senza». 

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