Vittima del marito per oltre 10 anni, condannato ottantenne ex militante dei Nap

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Maria Letizia Riganelli
Sentenza

Vittima del marito per oltre 10 anni, condannato ex militante dei Nap (Nuclei armati proletari). L’imputato L. F., oggi ottantenne, è stato condannato dal collegio del Tribunale di Viterbo a 2 anni e sei mesi. Era accusato di lesioni, stalking, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia che sarebbero iniziati nel 1998. I giudici lo hanno però assolto dall’accusa più grave, quella di violenza sessuale. La moglie, molto più giovane di lui, avrebbe sporto denuncia solo nel 2012. Il processo a carico dell’ex Nap difeso dagli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Anna Paradiso - che ha già scontato una pena di 14 anni -, è arrivata ieri in serata dopo un lungo dibattimento. Il pm durante la discussione aveva chiesto 4 anni e 8 mesi di condanna.

Nel corso delle udienze hanno testimoniato i familiari e i carabinieri che quasi 10 anni fa raccolsero la denuncia della donna, costituita parte civile, con l’avvocato Cinzia Luperto. La vittima raccontò ripetuti abusi sessuali non solo da parte del marito, ma anche di suoi conoscenti, con i quali sarebbe stata costretta ad avere rapporti. La donna avrebbe vissuto nel terrore. Il marito l’avrebbe costretta a subire ogni sorta di angheria fisica e psicologica. «Mi insultava - ha detto la donna - mi diceva io ti ho creato, io ti levo da questo mondo. Mi costringeva a vivere barricata in casa». L’uomo avrebbe costretto anche la donna ad avere rapporti sessuali a scopo terapeutico. Un particolare emerso durante la testimonianza della psicologa. Nell’agosto 2014 la donna fu vittima di un incidente stradale e fu trasportata a Belcolle. Qui i medici scoprirono che in lei c’era qualcosa che non andava.

«Ho trovato una donna molto provata - ha spiegato la psicologa -, con importanti problematiche relazionali. Mi disse che il marito l’aveva costretta a rapporti sessuali contro la sua volontà. Le diceva che era a fini terapeutici, come tecnica per superare gli abusi subiti dal padre». Ma per il collegio nessuna prova della violenza sessuale. L’ottantenne per questo reato è stato assolto con formula piena: “per non aver commesso il fatto”.

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