Eboli, statua di Cristo costruita dal boss
per la Regione non è fuorilegge

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di Francesco Faenza

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EBOLI - Gli abusi commessi dal boss Procida sanati dalla Regione Campania. La battaglia del Comune è finita. La Caporetto per la legalità è servita. Il Gesù abusivo in contrada Cioffi non è più fuorilegge. La statua ha la benedizione dei dirigenti regionali. «Anche per noi è una doccia fredda - spiegavano ieri in Comune - ma non possiamo farci niente. L’ingegnere Ardia ci ha presentato i permessi. Gli abusi che abbiamo contestato a Roberto Procida li ha sanati la Regione». Gridare allo scandalo è inutile. Se c’è di mezzo un boss, a Eboli nessuno alzerà la voce. Roberto Procida può costruire, sistemare statue, tagliare gli alberi, fare quello che gli pare sugli ex suoli dell’Ersac, gestiti in comproprietà tra Regione Campania e Comune di Eboli. 

«A quell’associazione avevo assegnato solo la gestione del campo sportivo» dichiarò ad agosto l’ex sindaco Melchionda. L’unico politico che ha detto due parole sulla vicenda. Il coraggio di contestare gli abusi al boss lo hanno avuto due dirigenti comunali, Lucia Rossi e Giuseppe Barrella. Ma la battaglia è finita male. In Comune non immaginavano che il boss Procida godesse della benedizione regionale. L’ufficio patrimonio, nel giugno scorso, scopre il Gesù abusivo a Cioffi e chiede all’associazione di Procida di rimuoverlo. Ad agosto torna all’attacco l’ufficio urbanistica. Altra richiesta per Procida di rimuovere gli abusi. A settembre, spuntano anche i vigili urbani. Si fermano a Cioffi, scattano foto e rilanciano l’invito al boss. Passano i mesi ma nulla cambia. A fine novembre, la clamorosa retromarcia. La Regione ha dato ragione al boss.
Venerdì 2 Dicembre 2016, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2016 08:41
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