De Laurentiis: «Lo stadio nel 2016? Devo pensare prima a rendere il Napoli sempre più forte: farò 2 o 3 acquisti»

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Aurelio De Laurentiis ringrazia i tifosi del Napoli.
«Sono straordinari e ci spingono a tenere in alto la bandiera della città, che comunque prevarrà», ha detto il patron azzurro ai microfoni in una intervista a Radio Kiss Kiss. Nel corso del programma è intervenuto Peppino di Capri, protagonista di «Natale col boss», film natalizio della Filmauro.

Sul 2015 il presidente ha sottolineato: «Tutti gli anni che ho passato col Napoli sono da incorniciare. Certo, la città ha problematiche. Vedremo, ad esempio, di rimodulare lo stadio con altri modi se il primo cittadino di Napoli me ne darà la possibilità. Come avviene in Inghilterra, lo stadio dovrebbe essere dato simbolicamente alle società di calcio per un euro e toccherebbe alle società di gestirle con un business plan. Ma dove è questa fatturabilità? I prezzi dei biglietti sono alti. Bisogna fare stadi come teatri, in cui lo spettacolo va oltre l'aspetto calcistico, intrattendo così le persone per molte ore, ammortizzando costi di costruzione e gestione. Far partire i lavori per lo stadio nel 2016? La vedo difficile. Il brand italiano è in sofferenza, bisogna poi essere cauti in un momento di grande tensione internazionale. E infine io mi devo preoccupare di investire sempre più sulla squadra, rafforzandola, quindi devo pensare al fattore umano. Da sei anni siamo in Europa ma io voglio stare nell'Europa che conta un po' di più. Bisogna avere ambizioni sempre più grosse. Noi ci rafforziamo, ma si rafforzano anche le altre. Speriamo di consolidarci nella scelta che è stata la migliore nella scorsa estate».

Sul mercato: «Pochi giorni fa mi ero innamorato di un calciatore, mi hanno detto però che fino a giugno non lo avrebbero dato e allora ho detto di prenderlo per giugno. Ma non faccio nomi, ci mancherebbe. Comprarne uno o due? Magari si possono comprare due straordinari, perché no? Noi abbiamo raggiunto un livello alto, come dicono i miei collaboratori, a cominciare dal direttore sportivo Giuntoli. Noi qualcosa faremo, questa rosa va sempre innaffiata e bisogna togliere le spine affinché la squadra sia sempre più forte. Se c'è un calciatore, un top player, che vuole lasciare la sua squadra, perché no? Voglio fare due acquisti, poi magari ne prendo un altro per giugno. Noi siamo forti gestendo, non è detto che si debba bulicamente comprare. Devo dare modo all'allenatore di gestire lo spogliatoio, affinché non divenga una buca dei leoni dove si sbranano l'uno con l'altro».

Su Higuain: «Con lui, suo padre e suo fratello parliamo in continuazione: c'è grande sintonia. Sarri vive ora per ora la responsabilità di un lavoro che ama e che è tutto per lui, dà il massimo affinché i calciatori siano al massimo. Ha lavorato affinché il signor Pipita potesse essere favorito, giocando meglio e segnando di più rispetto agli precedenti. Durante la settimana lavorano intensamente, anche con due allenamenti al giorno. Ecco perché c'è questa compattezza, ecco perché Higuain, come Insigne, ha abbracciato l'allenatore. A volte gli allenatori sono vendicativi nei confronti dei giocatori, invece lui è umile e ha rispetto verso la squadra. C'è una uguaglianza di intenti che è fondamentale, tutti sono si sentono partecipi di un progetto e si sentono utili per questo progetto, perché sono sullo stesso piano. I risultati di campionato ed Europa League fanno sì che tutti siano soddisfatti. Vedrete che Gabbiadini, appena rientrerà, farà tantissimi gol. Lui è un altro ragazzo formidabile, educatissimo, sempre molto concentrato, pieno di qualità. Ogni volta che ha la palla tra i piedi la vorrebbe divorare».
Martedì 22 Dicembre 2015, 13:54
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