Crollano due palazzine dell'università
Paura e sgomberi dopo una voragine

Mercoledì 9 Dicembre 2015 di Gennaro Di Biase
Crollano due palazzine dell'università Paura e sgomberi dopo una voragine

NAPOLI - È crollata l'Università. Le due palazzine della Facoltà di Veterinaria della Federico II si sono letteralmente sbriciolate alle 13.24 di oggi, davanti agli sguardi scioccati di residenti, studenti, cronisti, forze dell'ordine e ricercatori. Nelle tre ore precedenti, tutti avevano osservato i due palazzi della Facoltà di Veterinaria che lentamente si deformavano, le finestre che si sgretolavano e le mura che si spaccavano prima del boato.



E' successo al centro di Napoli, in via Santa Maria degli Angeli, alle spalle dell'Orto Botanico. Per fortuna non c'è stato nessun ferito. L'area è stata sequestrata, la via è stata chiusa al traffico. Sconvolgimento del popolo accademico presente. In uno scenario post bellico, diversi fra loro hanno perso dati e strumentazioni per la ricerca, finiti in frantumi assieme ai palazzi. Alcuni residenti, diffidati dall'affacciarsi, si sentono «in trappola», anche se nelle ultime ore la zona è stata riaperta almeno al passaggio pedonale.

Cause. I due edifici polverizzati sono il palazzo della Presidenza universitaria (risalente agli anni '70) e quello del dipartimento di Parassitologia (costruito negli anni '60), che ospitava uffici e laboratori dei ricercatori. Illesi invece il Convento cinquecentesco di Santa Maria degli Angeli e la Casa dello Studente, degli anni '30, attualmente non utilizzata. Secondo le spiegazioni fornite dagli Uffici Tecnici comunali, «a causare il crollo è stato un cedimento del sottosuolo. Si è cioè formata una voragine in una zona interna all'Università, che ha interessato i due edifici. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare le cause del cedimento. Sicuramente la voragine si è formata a causa di un vuoto sottostante o perché c'è un dilavamento di acqua piovana o fognature, anche se una prima verifica ha escluso per ora infiltrazioni fognarie». Nei prossimi giorni, le motivazioni del crollo saranno ulteriormente approfondite.

Reazioni del mondo accademico. I docenti e gli studenti hanno reagito con il silenzio. Molti di loro erano troppo sconvolti per parlare, mentre guardavano sbriciolarsi aule e uffici. I dati di alcune ricerche si sono polverizzati assieme agli edifici. «Abbiamo rischiato grosso - ha spiegato Luigi Zicarelli, Direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzione Animali della Federico II - Se fosse successo a lezioni iniziate ci sarebbe stata una tragedia. La Facoltà, nei programmi, dovrebbe trasferirsi al Frullone. Gli ultimi avvenimenti rendono più urgente lo spostamento. Fino a lunedì l'Università resterà chiusa. Poi riapriremo, magari intensificando le lezioni nella parte 'sana' del complesso di Santa Maria degli Angeli. Gli edifici crollati ospitavano due aule».

Nessun ferito, per fortuna, perché l'allarme è scattato verso le 4 di notte. In proposito Salvatore Florio, docente ordinario di Farmacologia Veterinaria, ha raccontato che «c'è stata un'evacuazione notturna per 4 o 5 cani e per qualche ricercatore». «Ciò che è successo oggi non dovrebbe mai accadere - ha detto Mattia Papa, coordinatore dell'associazione studentesca Link Napoli. Il diritto allo studio passa soprattutto attraverso la garanzia di poter studiare e fare ricerca in edifici sicuri. Chiediamo al Rettore una revisione di tutti gli stabili del nostro ateneo. Bisogna capire quali sono pericolanti e in che modo intervenire per metterli al sicuro».

«Questo fatto - ribadisce Domenico Cristiano, responsabile dell'organizzazione di Link Napoli - è paradigmatico dello stato di emergenza in cui versa l'università italiana. Il definanziamento della formazione porta anche a queste conseguenze. In particolar modo, il governo Renzi continua a rafforzare gravemente la difficile situazione che l'edilizia universitaria sconta nel nostro Paese: la legge di Stabilità impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014, anche qualora gli atenei abbiano definito gli interventi da realizzare. L'assenza di investimenti su piani di manutenzione urbana aggrava la difficile situazione idrogeologica di città come Napoli, che meriterebbero maggiore attenzione».

Reazioni dei residenti. Diversi abitanti di via Santa Maria degli Angeli, nel momento del crollo, hanno urlato. L'incredulità e la preoccupazione sono ancora dipinti sui loro volti. «E' stato ritirato lo sgombero dell'edificio più vicino alla voragine, ma c'è una diffida formale ad affacciarsi», fanno sapere dagli Uffici Tecnici comunali. Ma i residenti si sentono in «trappola», come ha detto la signora Donatella Getta, di 61 anni, che abita a due passi dal crollo. «Che vi devo dire? - ha continuato - ormai non possiamo uscire nemmeno per pigliarci un caffè». La paura è stata tanta e probabilmente non è ancora andata via.

Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA