Regione Veneto, la delibera antigay: «Sarà celebrata la festa della famiglia uomo-donna»





VENEZIA - Con 30 voti a favore e 20 contrari il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi una mozione presentata dalla Lega che impegna la giunta a individuare una data per celebrare «la festa della famiglia, fondata sull'unione tra uomo e donna» e a promuoverne la valorizzazione «dei principi culturali, educativi e sociali».



Il testo chiede inoltre al governo il rigetto di alcuni documenti, come quello standard per l'educazione sessuale in Europa redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della sanità e applicato in alcune scuole materne ed elementari. Si sostiene che la famiglia fondata sul matrimonio è l'unico adeguato ambito in cui possono essere accolti i minori in adozione e in affido e contesta alcuni episodi di «impronta omosessualista» saliti alla ribalta della cronaca, come le fiabe per le scuole dell'infanzia rivedute e corrette in chiave omosessuale, il romanzo di un amore gay o la proiezione di film su tematiche omosex proposti in alcuni licei, e la mancata celebrazione della festa del papà per non mettere a disagio i figli di una coppia lesbica.



Contro il provvedimento veneto si è schierato il deputato padovano Alessandro Zan. «Con questo provvedimento, nello stesso giorno in cui la Chiesa, attraverso il Sinodo sulla famiglia, apre all'accoglienza delle persone omosessuali e delle loro unioni, il Veneto torna indietro di decenni - accusa Zan - e va sfacciatamente contro il principio costituzionale di eguaglianza e non discriminazione. Per questo ricorreremo alla Corte Costituzionale, affinché sia ripristinato e garantito il rispetto dei diritti fondamentali del cittadino, senza distinzione alcuna». Opposta l'opinione della vicecapogruppo leghista in consiglio Arianna Lazzarini, promotrice della mozione. «Sto seguendo con attenzione i lavori del Sinodo per la famiglia - dice - ed in particolare le odierne dichiarazioni del cardinal Erdo di Budapest, sul fatto che la Chiesa comprenda l'esistenza delle coppie gay e le voglia accogliere all'interno della comunità, ma non ne ammetta assolutamente il matrimonio e tanto meno l'adozione di figli. Ecco, questo è anche il mio pensiero, a livello personale. A livello istituzionale, ho voluto unicamente fissare il diritto di una famiglia ad educare i figli secondo i propri valori, quali essi siano, anche ed eventualmente in disaccordo con i contenuti del documento Oms-Unar».
Martedì 14 Ottobre 2014, 20:58 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2014 21:00



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